Italia. Don Ciotti: tragedia di Mosca figlia della criminalizzazione dei tossicodipendenti
"La tragedia avvenuta nella notte tra l'8 e il 9 dicembre a Mosca, dove sono morte 45 donne presso una "clinica" per tossicodipendenti a causa di un incendio, non deve passare inosservata e non deve essere dimenticata". Sono parole di Don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele, pochi giorni dopo il tremendo rogo alla periferia della capitale russa, in un ricovero per la cura delle tossicodipendenze. "Molte di quelle vittime si sarebbero potute evitare se alle finestre, come purtroppo spesso accade nelle strutture di ricovero per persone tossicodipendenti e alcooldipendenti, non ci fossero state le sbarre, e se alle porte non ci fossero stati i lucchetti e se si fossero rispettati i minimi standard di sicurezza. Una sicurezza e un diritto alla cura ribaditi in molti Trattati internazionali, sottoscritti da molti Paesi, a partire dalla Dichiarazione universale dei Diritti umani".Don Luigi ricorda come "ancora una volta la logica che riduce chi consuma e dipende da sostanze psico attive ad un inabile, che ha il dovere di curarsi ed e' trattato come un criminale pericoloso a cui limitare la liberta' in strutture di cura coatte, ha finito per produrre altri danni aggiuntivi". La tragedia del 9 dicembre, va avanti, "ci rammenta tante piccole tragedie che avvengono in molti luoghi di molte citta' del mondo".
Il 9 dicembre, prosegue, "e' una data che non potra' essere dimenticata perche' simbolica del sacrificio del diritto alla cura e dell'esercizio della liberta', all'interno del percorso terapeutico delle persone a favore di logiche autoritarie". Per questo, e' la conclusione di Don Luigi, "chiediamo alle istituzioni nazionali e internazionali, in primis l'Organizzazione mondiale della sanita', di promuovere il diritto alla cura e la sicurezza dei diritti, nel rispetto della dignita' delle persone tossicodipendenti e alcooldipendenti".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti