Italia. Don Smacchia per la Fict scrive a Berlusconi e Prodi
Lo scorso 28 febbraio don Egidio Smacchia in qualita' di presidente della Federazione Italiana Comunità Terapeutiche ha inviato due lettere aperte rispettivamente ai leader dei due schieramenti che si presentano alle prossime elezioni politiche per chiedere una volta al Governo cosa intendano fare in materia di leggi sulle droghe. In particolare a Silvio Berlusconi se intende proseguire nella strada intrapresa e a Romano Prodi come intende modificare le ultime leggi. Le riportiamo di seguito in versione integrale.Onorevole Silvio Berlusconi,
Il Programma elettorale della Casa delle Libertà, non fa esplicita menzione delle linee politiche che intende perseguire per quanto riguarda il contrasto delle dipendenze da sostanze stupefacenti. L'unico accenno al tema lo trovo nell'elenco delle "36 grandi riforme del Governo Berlusconi" dove, al punto 12 a proposito di sicurezza, si parla della "legge sulla droga".
Sul finire della legislatura la Casa delle Libertà ha apportato alcune modifiche, note come 'stralcio Giovanardi', alla Legge 309/90 sulle quali la FICT, nella Conferenza di Palermo, ha espresso alcune riserve -in particolare sui minori e sull'integrazione dei Servizi Pubblici e Privati- proponendo soluzioni alternative che purtroppo non sono state accolte nel citato 'stralcio'.
Le chiedo:
Con l'approvazione dello 'stralcio Giovanardi' la Casa delle Libertà considera completata la revisione della Legge 309/90?
Oppure pensa di riprendere la legge 309/90 e riscriverla in modo più completo ed organico?
Nella seconda ipotesi, intende riprendere il DDL del 2003, noto come 'legge Fini'?
Oppure sta pensando ad altre ipotesi?
L'obiettivo di questa mia lettera aperta è quello di favorire la corretta interpretazione del Programma che la Casa delle Libertà sottopone agli elettori e, conseguentemente, di poter dare -come sempre è avvenuto in passato- un apporto critico-costruttivo da parte della FICT al dibattito che seguirà sul nostro settimanale online clicca qui nel quale pubblicheremo anche la presente Lettera Aperta e la risposta che Lei vorrà cortesemente farci pervenire.
Nell'attesa di una risposta, porgo distinti saluti
sac. Egidio Smacchia
Presidente Federazione Italiana Comunità Terapeutiche
Onorevole Romano Prodi,
Il Programma elettorale dell'Unione, sotto il titolo "Educare, prevenire, curare. Non incarcerare", sintetizza in poche righe le linee della politica sulle dipendenze che intende attuare.
Queste righe sono il succo, immagino, del più ampio dibattito avvenuto nella 'Fabbrica del Programma'. Purtroppo brevità e chiarezza non sempre vanno a braccetto per cui mi permetto di porLe quattro domande per comprendere correttamente le linee politiche che l'Unione intende attuare.
1. Nel Programma si parla di "decriminalizzazione delle condotte legate al consumo".
Poiché finora si è usato il termine depenalizzazione chiedo: quale differenza c'è tra decriminalizzazione e depenalizzazione?
2. Nel Programma si esprime la volontà di "rilanciare il ruolo dei SerT e dei servizi territoriali". Poiché i SerT sono servizi territoriali mi sembra una ripetizione superflua, a meno che nel termine 'servizi territoriali' si intenda includere anche le Comunità terapeutiche.
Se questa seconda ipotesi è corretta, non era più chiaro scrivere "rilanciare il ruolo dei SerT e delle Comunità terapeutiche"?
Se, al contrario, si intende rilanciare solo i SerT, quale sarà il ruolo delle Comunità terapeutiche?
3. Nel Programma si afferma che "le comunità terapeutiche dovranno essere messe in rete con il servizio pubblico".
Il termine "messe in rete" non specifica la natura dei rapporti tra i soggetti 'in rete'.
I rapporti saranno quelli descritti nel Documento 'Alta Integrazione' sottoscritto da FederSerD-FICT-CNCA con l'istituzione dei Dipartimenti delle Dipendenze, oppure rimarranno quelli attuali che vedono le Comunità terapeutiche in un ruolo subalterno rispetto ai SerT?
Gradirei conoscere a quale modello fa riferimento il Programma dell'Unione.
4. Infine si dice che "il decreto legge del governo sulle tossicodipendenze deve essere abrogato".
Il primo passo è chiaro, un po' meno quelli successivi.
Infatti non ci si limiterà al primo passo, cioè all'abrogazione del decreto legge, ma si proseguirà con passi successivi mirando al "superamento della normativa in vigore dal 1990".
Purtroppo nulla è detto circa le linee guida che orienteranno il cambiamento. Il Programma non può, ovviamente, scendere in questi 'particolari', però è pensabile che qualche linea politica sia stata definita.
È possibile sapere qualcosa in più su questo tema cruciale?
L'obiettivo di questa mia lettera aperta è quello di favorire la corretta interpretazione del Programma che l'Unione sottopone agli elettori e, conseguentemente, di poter dare - come sempre è avvenuto in passato - un apporto critico-costruttivo da parte della FICT nel dibattito che seguirà sul nostro settimanale online clicca qui nel quale pubblicheremo anche la presente Lettera Aperta e la risposta che Lei vorrà cortesemente farci pervenire.
Nell'attesa di una risposta, porgo distinti saluti
Sac. Egidio Smacchia
Presidente Federazione Italiana Comunità Terapeutiche
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