Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Donatori di midollo: i numeri e la testimonianza di Fabrizio Frizzi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Una persona perfettamente sana puo' decidere di sottoporsi ad una serie di test e di prelievi, perdere del tempo, fare anche un'operazione che provoca per qualche giorno del dolore, e considerarlo l'atto "piu' importante" della propria vita. Quella persona e' Fabrizio Frizzi, donatore di midollo osseo. Una scelta che nel mondo hanno fatto assieme al presentatore quasi altri 10 milioni di persone. La soglia sta per essere superata, e l'annuncio e' stato dato dall'Admo, l'Associazione donatori midollo osseo, al XXIII congresso nazionale a Bologna.
Un congresso culminato con la consegna del primo 'Admo International Award' a due ricercatori: il tedesco Stephan Schulz e l'austriaco Andreas Beilhack. Un assegno da 25.000 euro che servira' a sostenere le loro ricerche nel campo dell'individuazione delle cellule utili per i trapianti.
Il midollo osseo e' la prima fonte di cellule staminali emopoietiche, seguita dal sangue periferico e dal cordone ombelicale. Il trapianto di queste cellule e' la terapia per curare le leucemie (che colpiscono ogni anno in Italia 1.000 persone) e altre malattie come mieloma, linfomi, talassemie e altre malattie genetiche e del sangue. La donazione di midollo osseo ha subito un grande sviluppo nell'arco degli ultimi dieci anni, nel corso dei quali sono cresciute nel mondo le banche dati dei donatori, riunite nel Bone Marrow Donors Worldwide, progetto mondiale per la raccolta dei dati genetici dei potenziali donatori che coinvolge 54 registri situati in 40 nazioni e 18 banche di cordone ombelicale non allocate presso i registri.
L'importanza della donazione e' cresciuta di pari passo con i progressi della scienza. La domanda di trapianti di staminali emopoietiche da donatore non familiare aumenta, anche in considerazione del fatto che il 60-70% dei pazienti che hanno bisogno di un trapianto non trova in famiglia un donatore idoneo. Inoltre, sempre grazie ai progressi della ricerca, e' cresciuto il numero di pazienti che si possono sottoporre a trapianto, dato che non esiste piu' il limite dei 45 anni, e si arriva perfino a 60.
In Italia, alla fine del 2004, nel registro donatori c'erano 309.716 iscritti. L'Italia al quarto posto nel mondo per numero di donatori. Oggi un paziente italiano ha il 76% di possibilita' di trovare un donatore idoneo nell'arco di sei mesi. Dieci anni fa la probabilita' era del 40%.
Fabrizio Frizzi, testimonial di Admo e donatore a sua volta, ha invitato a non farsi spaventare dal fatto che il donatore, quando viene individuato un paziente compatibile, debba sottoporsi ad una serie di esami che culminano in un check up completo, e nell'intervento per il prelievo. Una operazione per cui e' necessario un ricovero di 24 ore, cui seguono un paio di giorni in cui si prova un leggero dolore in fondo alla schiena paragonabile, ha spiegato sorridendo Frizzi, "all'aver preso una bella pedata". Ma, ha spiegato, "donare e' un investimento sulla vita, perche' si da' una mano a chi rischia di morire, e un giorno potremmo noi aver bisogno di quell'aiuto". Non solo. Alla fine, e' il donatore che riceve, perche' "aver donato e' stato l'atto piu' importante della mia vita". L'Emilia-Romagna e' al terzo posto per numero in Italia di donatori di midollo osseo, dopo la Sardegna e il Veneto. Ma Admo richiama l'attenzione sulla progressiva diminuzione del trend di crescita delle donazioni negli ultimi anni. Nel 2004 e' stato registrato il minore aumento di nuovi iscritti al Registro regionale degli ultimi anni. Sono stati infatti solo 930, mentre nel 2001 erano stati 1.550 e nel 1998 oltre 6.000.
Per incrementare il numero dei donatori e sensibilizzare la gente alla tematica della donazione e' in corso la campagna regionale 'un bacino per... Admo', che prevede l'affissione di manifesti in 25 citta' della regione, la diffusione di spot radio e Tv, e l'impiego di volontari per attivita' educative nelle scuole. L'appello a donare e' infatti rivolto in particolare ai giovani, dato che la fascia di eta' per poter diventare donatori e' dai 18 ai 35 anni. Una volta iscritti al registro, si puo' donare fino anche ai 60-70 anni.
Inoltre vengono ricercati i donatori 'locali', poiche', ricorda Admo, hanno una identita' genetica piu' simile a quella dei loro concittadini e offrono cosi' maggiori probabilita' di compatibilita' e quindi di riuscita' dell'intervento.
L'Istituto di Ematologia Seragnoli di Bologna rappresenta una eccellenza europea del settore: nel 1982 vi fu eseguito il primo trapianto autologo, l'anno dopo da donatore familiare, nel 1990 da donatore volontario. A settembre di quest'anno e' stato effettuato con successo il 600/o trapianto di cellule staminali.
Per quanto riguarda il campo pediatrico, il Dipartimento di scienze pediatriche mediche chirurgiche dell'azienda ospedaliera S.Orsola Malpighi (che ha iniziato a fare trapianti nel 1996) ha eseguito ad oggi 56 trapianti, di cui solo 14 l'anno scorso, piu' del doppio dell'anno precedente. Considerando gli altri sei centri Aieop (Associazione italiana ematologia oncologica pediatrica) in regione, il numero totale dei trapianti effettuati in campo pediatrico in regione dal 1989 e' stato di 785.
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