Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Le donazioni e l'integrazione interetnica

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Una sfida per l'integrazione dei cittadini stranieri ma anche per favorire quanti hanno bisogno di donazioni. E' l'obiettivo del progetto 'Donazioni senza confini', avviato lo scorso anno nel vicentino e i cui primi risultati sono stati presentati oggi. Al progetto partecipano le associazioni regionali dei donatori Adoces (Donatori cellule staminali), Fidas (Federazione italiana donatori di sangue) e Avis (Associazione volontari italiani sangue) ed e' destinato ad estendersi, una volta consolidato, a tutto il Veneto.
La Regione ha concesso infatti il patrocinio al progetto, finanziato dal Fondo speciale regionale per il volontariato e alla presentazione del 24 giugno era presente l'Assessore alla sanita' Flavio Tosi. L'integrazione dei cittadini stranieri presenti in Veneto significa infatti anche coinvolgimento nelle problematiche sanitarie, come la donazione di sangue e di cellule staminali.
La scelta di Vicenza e' stata data dalla forte presenza di immigrati e dall'esistenza, fin dal 1998, di un lavoro di approfondimento e valutazione su queste tematiche presso l'Ospedale San Bortolo. Il direttore del Servizio trasfusionale e genetica umana dell'Ulss 6 Maurizio Belloni ha detto che 'dal 2000 al 2005 sono triplicati i pazienti stranieri trasfusi e il numero delle unita' trasfuse si e' moltiplicato addirittura di otto volte. La donazione di sangue da parte di persone di altri paesi e' necessaria ma presenta una serie di criticita', la prima delle quali e' dovuta alle differenti caratteristiche immunogenetiche fra popolo e popolo, con conseguenti problemi di compatibilita''. 'C'e' poi la questione della sicurezza. La legge impone una prudenza estrema ma, come pure per i protocolli sanitari, e' inadeguata rispetto a questa nuova frontiera delle donazioni. Infine la tutela va armonizzata con l'imperativo di non discriminare l'immigrato nella selezione del donatore. Oggi l'ipotesi di lavoro e' giungere a stabilire una idoneita' individuale alla donazione da parte dei cittadini stranieri, favorendo quindi l'autoesclusione in caso di comportamenti a rischio, come avviene per gli italiani'.
Il progetto 'Donazioni senza confini' ha previsto, per superare i problemi e diventare operativo, una serie di incontri, con mediatori interculturali e con i referenti delle comunita' immigrate che hanno accettato di far parte dell'iniziativa (senegalese, ghanese, serba, fulbe, cingalese, filippina e pakistana), nonche' con i responsabili sanitari.
'Sul problema delle donazioni di sangue e di cellule staminali occorre avere un approccio concreto, pragmatico e scientifico: per evitare che la presenza di cittadini immigrati, fruitori delle donazioni, possa creare squilibri nel sistema trasfusionale veneto occorre anche sensibilizzarli alla donazione, adottando i necessari criteri di idoneita' e sicurezza. Dobbiamo avere la consapevolezza che l'integrazione dei cittadini immigrati significa anche coinvolgimento nelle problematiche sanitarie come la donazione di sangue e di cellule staminali', a dirlo e' stato l'assessore Tosi.
'E' nostra intenzione estendere a tutto il territorio regionale questo Progetto per realizzare pienamente i suoi obiettivi: formare i volontari per un'adeguata campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini immigrati, sensibilizzare i potenziali donatori per una donazione volontaria, periodica e non remunerata, favorire la collaborazione tra associazioni di donatori e associazioni di stranieri'.
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