Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Dossier "Libera": nei dati Onu su narcotraffico, "buco nero" di 700 tonnellate di coca

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Rispetto ai dati ufficiali relativi alla produzione di droga ai sequestri di stupefacenti si registra 'un buco nero di circa 700 tonnellate di cocaina perse nel nulla nei traffici internazionali'. E' quanto sottolinea 'Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie', che ha ritenuto 'doveroso rendere pubblica la propria lettura dei dati ufficiali sulla produzione e i sequestri mondiali di cocaina, cosi' come sono stati forniti dalle Istituzioni internazionali interessate: le Nazioni Unite (Office on Drugs and Crime) e la Us Dea'.
'Per la descrizione della situazione internazionale fanno testo i dati delle Nazioni Unite che, oltre ad una produzione mondiale annua, costante dal 1999 ad oggi, di circa 900 tonnellate, indicano una quantita' fortemente crescente di cocaina sequestrata: da 370 tonnellate nel 1999, i sequestri sono arrivati a 590 tonnellate nel 2004'. Il rapporto tra cocaina prodotta e cocaina sequestrata 'raffigura la fattispecie inverosimile di una criminalita' che continuerebbe ad operare nonostante la quasi certezza di essere messa sotto scacco ed annientata'. Il dato, rileva Libera che sull'argomento ha elaborato un dossier, 'perde ogni residua credibilita' allorche', dalla produzione mondiale complessiva, si sottraggono le quantita' di cocaina consumate o sequestrate nelle diverse aree del mondo'.
'Sottraendo infatti, dalle 937 tonnellate di produzione indicata dalle Nazioni Unite per il 2004, le circa 450 consumate complessivamente negli Stati Uniti, nel Canada, nel Messico e nell'intero Sud America e le circa 490 tonnellate sequestrate in tutte le Americhe, si giungerebbe ad un saldo negativo di 3 tonnellate. A questo punto, non si saprebbe piu' da che cosa sottrarre le circa 99 tonnellate di cocaina sequestrate nel "resto del mondo". Facendolo, si giungerebbe al paradossale saldo negativo di 102 tonnellate di cocaina "mancante", non avendo ancora fatto fronte alla richiesta di cocaina nel "resto del mondo", stimata in almeno 300 tonnellate!
Da questi raffronti, ha commentato Sandro Donati, curatore per Libera del dossier, 'si giunge a poter calcolare una sorta di buco nero pari a circa 400 tonnellate di cocaina 'mancante'.
Questo buco nero assume proporzioni ancora piu' macroscopiche, circa 700 tonnellate, se calcolato sulla base dei dati della Us Dea". A giudizio di Libera, poi, una conferma indiretta del fatto che un'enorme quantita' di cocaina prodotta ed immessa nel mercato non sarebbe compresa nei dati pubblicati dalle Nazioni Unite e, ancora piu', dai dati della Us Dea, e' la tendenza a scendere, in atto da diversi anni, del prezzo della sostanza stupefacente.
Libera ha ritenuto 'opportuna questa denuncia pubblica poiche' riguarda la sostanza i cui traffici illeciti procurano alle organizzazioni mafiose e criminali i piu' ingenti proventi, da reinvestire nelle attivita' legali, contaminandole. La grave lacunosita' e la macroscopica contraddizione dei dati -si legge in una nota- generano disorientamento e comunque non aiutano ne' gli inquirenti impegnati nel contrasto ai traffici, ne' gli operatori impegnati nella prevenzione e nell'assistenza alla persona'.
Si tratta di "dati inquietanti che pongono domande inquietanti -ha denunciato Luigi Ciotti, presidente di Libera- ma conosciamo anche i limiti del nostro ruolo e ci asteniamo dal formulare supposizioni sul come o sul perche' si sia giunti negli anni a dati cosi' inverosimili. Questo dovra' essere il compito delle pubbliche Istituzioni internazionali interessate che, lo auspichiamo, sapranno attivarsi per una profonda correzione di rotta, sulla via della chiarezza.

Bisogna aprire un ragionamento 'critico' rispetto alle politiche dell'Onu: 'dovevano estinguere dal pianeta le droghe, ma a distanza di dieci anni il loro fallimento e' enorme, basti vedere quanta cocaina, e a che prezzo, gira nelle strade del nostro Paese o l'aumento esponenziale di problemi al naso e alla bocca che la sostanza sta provocando ai consumatori'. Cosi' Francesco Piobbichi, responsabile alle Politiche sociali del Prc.
'Purtroppo anche in Italia esiste una legge che ispirandosi a queste assurde politiche, invece di contrastare le mafie alimenta il consumo di sostanze pesanti'. Secondo Piobbichi, i movimenti devono contestare 'duramente' la conferenza sulle droghe dell'Onu che si terra' il prossimo anno a Vienna e fare del prossimo 26 giugno 'la giornata nazionale di mobilitazione per chiedere al governo l'abrogazione della Legge Fini Giovanardi'.

'Il dossier reso noto oggi dall'associazione 'Libera' smaschera le pretese dell'Onu di sconfiggere le droghe'. Lo sostiene il presidente del Forum droghe, Franco Corleone, secondo il quale 'quando si passa dalla propaganda alla verifica di dati e ricerche scientifiche, il proibizionismo mostra la sua realta' di fallimento, paura e disinformazione'.
Questo fenomeno 'impone una riflessione profonda che deve portare a valorizzare le politiche come quelle di Evo Morales, che chiede per la sua Bolivia il rispetto delle tradizioni, delle culture e della vita dei contadini'.
Corleone conclude dicendo che il 26 giugno a Governo e Parlamento sara' chiesto di 'affrontare finalmente una politica sulle droghe diversa da quella voluta dalla legge Bossi-Fini'.

"L'analisi proposta da 'Libera' sui dati resi noti dall'Onu su produzione e sequestri di cocaina a livello internazionale, da cui emergono evidenti contraddizioni, getta una luce inquietante sul modo in cui opera l'agenzia delle Nazioni Unite preposta a questo. Ci aspettiamo percio' che quanto prima si faccia chiarezza e che la stessa agenzia offra risposte univoche e convincenti". Lo afferma in una nota il ministro per la Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero
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