Italia. Droga in carcere, ancora agenti penitenziari coinvolti
R.B., agente di polizia penitenziaria preposto al Reparto Volturno del carcere di Santa Maria Capua Vetere avrebbe ricevuto da Mario Froncillo e Maria Grazia Russo 18mila euro per consegnare al reggente del clan di Marcianise Michele Froncillo compresse di Laxis, medicinale con effetti diuretici, e compresse di preparazione galenica anfetamino-simili, ma anche, in modo inconsapevole, cocaina occultata in contenitori di borotalco. I farmaci e la droga servivano a Froncillo a dimagrire in maniera eclatante, tanto da giustificare l'emissione di certificati medici, operata dai sanitari compiacenti, di una situazione fisica incompatibile con il regime detentivo, favorendo la scarcerazione da parte delle autorita' proposte. In un altro caso, A.V., agente in servizio a Brescia, avrebbe ricevuto del denaro in diversi periodi, 2/3mila euro a volta, in cambio della consegna di 'pizzini' da parte di familiari e affiliati al boss Domenico Belforte, che aveva comunicato al pm della procura di Brescia di voler collaborare con la giustizia. In questi biglietti al capoclan veniva chiesto di recedere dai suoi propositi, di fatto interrotti. Valentino, inoltre, avrebbe introdotto nel carcere samaritano, con altre complicita', telefoni cellulari, lettori mp3, profumi, dosi di cocaina e altri oggetti che consegnava a Gaetano Piccolo, Clemente Daniele Rivetti, Alfredo Bifone, Giovanni Anziano, Filippo Petruolo, tutti componenti del clan Belforte. "Abbiamo eseguito una pulizia nelle carceri - sottolinea Luca Bontempo, responsabile del nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria di Roma - grazie anche alla collaborazione con il questore di Caserta Carmelo Casabona e il capo della Mobile Rodolfo Ruperti".
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