Venerdì 5 giugno 2026
Menu

Italia. Emilia-Romagna: "Cose mai viste": un progetto nazionale sulle tossicodipendenze

Notizia ·
Si e' tenuto oggi, a Bologna, il convegno conclusivo di un progetto nazionale di lotta alla droga. Finanziato dal Ministero della Sanita', ha visto la partecipazione delle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Sicilia, capofila l'Emilia-Romagna: hanno preso parte circa 250 tra operatori dei Sert emiliano-romagnoli e delle altre regioni convolte, dei centri di servizio sociale adulti delle carceri e delle comunita' terapeutiche del territorio.
Avviato nel 1999, il progetto ha coinvolto 45 operatori e responsabili dei Servizi per le Tossicodipendenze dei territori interessati, l'obbiettivo e' stato quello di monitorare il funzionamento delle singole strutture tramite autorilevazioni compiute dagli operatori. L'assessore alle politiche sociali per la Regione Emilia-Romagna -Gianluca Borghi- ha elencato le priorita' da affrontare: promuovere il benessere, prevenire e contrastare la tendenza all'esclusione sociale dei soggetti. "Nella nostra regione i Sert sono una realta' consolidata in grado di realizzare percorsi terapeutici mirati e d'integrarsi con gli altri servizi che operano sul territorio": e' con queste parole che Borghi sostiene con fermezza il progetto intrapreso dalla Regione, valorizzando la professionalita' e le competenze dei Sert.
Il rapporto, curato dall'Osservatorio Regionale sulle Tossicodipendenze per il periodo 1991-2000, delinea la situazione delle strutture nell'area: i 44 Sert presenti sono distribuiti fra 13 Ausl, con il piu' alto numero di pazienti che afferiscono all'Usl di Bologna (1.477), seguita da Modena (1.317) e Parma (1.073). Nei 9 anni presi in esame e' stato rilevato un costante aumento di tossicodipendenti seguiti dai Sert, mentre in diminuzione sono stati i casi di successivi inserimenti in comunita' terapeutiche: 14%, una media superiore a quella nazionale. L'utenza stessa ha cambiato fisionomia, l'eta' si attesta intorno ai 28 anni, coinvolge in prevalenza maschi; il 47% dei soggetti ha un lavoro regolare mentre il 77% risulta incensurato. Interessante notare che la tradizionale somministrazione di farmaci e' stata ampiamente affiancata da terapie di supporto: 3.862 utenti hanno usufruito di sostegno psicosociale e riabilitativo, 3.135 psicoterapico, 1.121 psicologico e piu' della meta', 5.067 soggetti, si e' avvalsa di interventi di servizio sociale. Sono in diminuzione i decessi causati da Aids e overdose, anche se le analisi effettuate sotto questo profilo sono ancora non sufficienti.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →