Giovedì 11 giugno 2026
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Italia. Epatite da Hcv patologia piu' importante per tossicodipendenti dopo Aids

Notizia ·
Dopo il flagello dell'AIDS, l'epatite da HCV e' la patologia piu' importante nei soggetti che fanno uso di droghe, in una percentuale di positivita' molto piu' elevata rispetto alla restante popolazione, variabile dal 30 al 60% .
Due ricercatori catanzaresi, il prof. Vincenzo Guadagnino, Direttore della Cattedra di Malattie Infettive dell'Universita' 'Magna Graecia' di Catanzaro, e il dott. Franco Montesano, attualmente direttore sanitario dell'Azienda sanitaria 7, ma con lunga esperienza nel settore delle tossicodipendenze, hanno per primi affrontato questa problematica, proponendo adeguati e concreti interventi nel settore specifico.
Oggi, il loro lavoro, frutto di una esperienza e di una collaborazione reciproca ormai quasi ventennale, e' stato oggetto di una importante pubblicazione monotematica sulla prestigiosa rivista nazionale di Medicina delle Tossicodipendenze 'The Italian Journal of the Addiction'.
Quando i due ricercatori iniziarono a collaborare per curare l'epatite 'c' dei tossicodipendenti 'da strada' era davvero difficile superare i preconcetti e le diffidenze che la stessa classe medica nutriva nei confronti di questi giovani; nella maggior parte dei sanitari era diffusa la percezione che il trattamento del tossicodipendente fosse inevitabilmente destinato all'insuccesso, per cui 'tanto valeva lasciar perdere'.
Il lavoro pubblicato riporta i risultati degli ultimi cinque anni di un progetto nazionale, partito dalla Calabria, denominato 'Nocchiero'. Lo studio 'Nocchiero' si e' rivelato cosi' importante da essere esteso ad altri SerT della Calabria e d'Italia, configurandosi come un vero e proprio studio multicentrico. I risultati pubblicati comprendono 169 utenti tossicodipendenti, in trattamento sostitutivo nei SerT di riferimento, con una eta' media di 32,5 anni, affetti da epatite cronica da virus C. La durata media della tossicodipendenza per via endovenosa era risultata di 100,3 mesi mentre la presunta durata media dell'epatite C era di 55,7 mesi.
Il 58,% dei soggetti ha risposto positivamente al trattamento (contro una media assai piu' bassa nella popolazione generale attorno al 20%), ed e' risultata sieronegativa anche a distanza di tempo, in follow-up. Il lavoro scientifico ha dimostrato innanzitutto che e' possibile curare i soggetti tossicodipendenti affetti da epatite C e che e' necessario iniziare il trattamento precocemente in quanto, per la loro giovane eta', il periodo relativamente breve di malattia e per le caratteristiche genotipiche del virus infettante, la risposta alla terapia specifica e' migliore rispetto alla popolazione normale. Alla ricerca sperimentale multicentrica, coordinata da Guadagnino, hanno preso parte i Sert calabresi di Soverato, Catanzaro, Corigliano, Cosenza, Crotone, nonche' i SerT di Tarquinia, Viterbo, Civitacastellana, Enna, Benevento e Sassari; inoltre, hanno collaborato le Unita' di Malattie Infettive delle Aziende Ospedaliere di Benevento, Cosenza, Enna, Crotone, Sassari, Viterbo, l'Istituto Scientifico 'Spallanzani' di Roma, le Cattedre di Malattie Infettive e di Farmacologia dell'Universita' di medicina 'Magna Graecia' di Catanzaro.
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