Italia. Epatite B per pazienti sottoposti a trapianto di staminali. Aperta un'inchiesta
Tre persone hanno contratto una epatite di tipo B dopo aver ricevuto un autotrapianto di midollo all'ospedale S. Giovanni di Roma, e una di queste e' morta.
Sulla vicenda la procura di Roma ha aperto un'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Gianfranco Amendola e le indagini sono affidate al Pm Clara De Cecilia. Omicidio colposo il reato ipotizzato dagli inquirenti romani.
I carabinieri del Nas, che hanno sequestrato nel pomeriggio le tre cartelle cliniche, dovranno capire se i casi di infezione da epatite siano stati contratti durante i ricoveri delle donne che avevano gia' 'una situazione clinica molto complessa'. I carabinieri hanno anche acquisito tutta la documentazione della sala operatoria dove si e' svolto il trapianto di midollo alla paziente poi deceduta.
Intanto e' stata attivata subito una commissione interna di esperti, insieme all'Istituto superiore di sanita', per poter conoscere le cause che hanno portato alle infezioni e identificare attraverso l'analisi del genoma i ceppi dei virus che hanno infettato le tre persone. In attesa degli esiti delle analisi, la Direzione Sanitaria dell'Azienda ha comunque disposto il blocco della consegna alle strutture sanitarie che trattano i pazienti in attesa di autotrapianto, delle cellule staminali criopreservate necessarie all'autotrapianto.
In serata i responsabili del S. Giovanni hanno precisato alcuni particolari delle tre vicende: tre le persone che nel 2006 hanno subito, a seguito delle gravi patologie da cui erano affetti, un trapianto di cellule staminali autologhe (proprie del paziente) presso il Reparto di Ematologia del Complesso ospedaliero San Giovanni-Addolorata e sono risultate a distanza di diversi mesi, nei controlli successivi effettuati dalla stessa Unita' operativa, affetti dal virus di epatite B.
Un primo caso riguarda una donna gia' positiva, il 22 febbraio 2007, a seguito di un controllo presso l'Ambulatorio Ematologico della predetta Unita' operativa; la paziente e' deceduta il 4 marzo al Reparto di Malattie Infettive del Policlinico Umberto I.
Un secondo caso riguarda un paziente ricoverato per controlli nel Reparto di Ematologia del complesso ospedaliero S.
Giovanni-Addolorata il 23 febbraio scorso; dopo essere stato opportunamente trattato e' stato dimesso in buone condizioni generali. Il terzo caso e' stato individuato in strutture sanitarie della ASL di Frosinone, invitate dal Reparto di Ematologia del complesso ospedaliero S. Giovanni-Addolorata ad effettuare i markers per l'individuazione dell'epatite B.
Su tutti e tre i casi, informa l'azienda, sono state disposte indagini richiedendo all'Istituto Superiore di Sanita' la ricerca del genoma virale.
Non sara' semplice per gli inquirenti e i tecnici della commissione medica risalire alle cause delle infezioni perche' ad un primo esame risultano oscuri i motivi del contagio: 'stiamo cercando di capire -ha detto il professor Salvatore Passafaro del S. Giovanni- come e quando possa essere capitato e in che modo, ma la faccenda e' davvero complessa'.
Intanto la Procura di Roma ha posto sotto sequestro le sacche contenenti le cellule staminali dell'ospedale San Giovanni e non tutte quelle del sangue. Il passaggio del sequestro dei contenitori degli 'ausili' per l'operazione di autotrapianto, è uno dei primi momenti dell'indagine aperta in seguito alla morte di una donna il 4 marzo scorso. Il provvedimento è stato necessario per sottoporre ad esame sia le sacche che il frigorifero, in modo da stabilire se qualcuno di questi contenitori possa essere stato lesionato.
Le analisi mediche poi dovranno stabilire a quale ceppo dell'epatite B appartengano le infezioni sviluppatesi sui tre pazienti contagiati. Per il momento, si conferma a piazzale Clodio, nessuna persona risulta indagata.
Sulla vicenda la procura di Roma ha aperto un'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Gianfranco Amendola e le indagini sono affidate al Pm Clara De Cecilia. Omicidio colposo il reato ipotizzato dagli inquirenti romani.
I carabinieri del Nas, che hanno sequestrato nel pomeriggio le tre cartelle cliniche, dovranno capire se i casi di infezione da epatite siano stati contratti durante i ricoveri delle donne che avevano gia' 'una situazione clinica molto complessa'. I carabinieri hanno anche acquisito tutta la documentazione della sala operatoria dove si e' svolto il trapianto di midollo alla paziente poi deceduta.
Intanto e' stata attivata subito una commissione interna di esperti, insieme all'Istituto superiore di sanita', per poter conoscere le cause che hanno portato alle infezioni e identificare attraverso l'analisi del genoma i ceppi dei virus che hanno infettato le tre persone. In attesa degli esiti delle analisi, la Direzione Sanitaria dell'Azienda ha comunque disposto il blocco della consegna alle strutture sanitarie che trattano i pazienti in attesa di autotrapianto, delle cellule staminali criopreservate necessarie all'autotrapianto.
In serata i responsabili del S. Giovanni hanno precisato alcuni particolari delle tre vicende: tre le persone che nel 2006 hanno subito, a seguito delle gravi patologie da cui erano affetti, un trapianto di cellule staminali autologhe (proprie del paziente) presso il Reparto di Ematologia del Complesso ospedaliero San Giovanni-Addolorata e sono risultate a distanza di diversi mesi, nei controlli successivi effettuati dalla stessa Unita' operativa, affetti dal virus di epatite B.
Un primo caso riguarda una donna gia' positiva, il 22 febbraio 2007, a seguito di un controllo presso l'Ambulatorio Ematologico della predetta Unita' operativa; la paziente e' deceduta il 4 marzo al Reparto di Malattie Infettive del Policlinico Umberto I.
Un secondo caso riguarda un paziente ricoverato per controlli nel Reparto di Ematologia del complesso ospedaliero S.
Giovanni-Addolorata il 23 febbraio scorso; dopo essere stato opportunamente trattato e' stato dimesso in buone condizioni generali. Il terzo caso e' stato individuato in strutture sanitarie della ASL di Frosinone, invitate dal Reparto di Ematologia del complesso ospedaliero S. Giovanni-Addolorata ad effettuare i markers per l'individuazione dell'epatite B.
Su tutti e tre i casi, informa l'azienda, sono state disposte indagini richiedendo all'Istituto Superiore di Sanita' la ricerca del genoma virale.
Non sara' semplice per gli inquirenti e i tecnici della commissione medica risalire alle cause delle infezioni perche' ad un primo esame risultano oscuri i motivi del contagio: 'stiamo cercando di capire -ha detto il professor Salvatore Passafaro del S. Giovanni- come e quando possa essere capitato e in che modo, ma la faccenda e' davvero complessa'.
Intanto la Procura di Roma ha posto sotto sequestro le sacche contenenti le cellule staminali dell'ospedale San Giovanni e non tutte quelle del sangue. Il passaggio del sequestro dei contenitori degli 'ausili' per l'operazione di autotrapianto, è uno dei primi momenti dell'indagine aperta in seguito alla morte di una donna il 4 marzo scorso. Il provvedimento è stato necessario per sottoporre ad esame sia le sacche che il frigorifero, in modo da stabilire se qualcuno di questi contenitori possa essere stato lesionato.
Le analisi mediche poi dovranno stabilire a quale ceppo dell'epatite B appartengano le infezioni sviluppatesi sui tre pazienti contagiati. Per il momento, si conferma a piazzale Clodio, nessuna persona risulta indagata.
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