Italia. Esperta: immigrate povere spesso vittime di violenza
Sono la poverta', la condizione di homeless, di senza casa, la mancanza di una rete di protezione sociale e familiare: sono questi i 'complici' invisibili delle violenze sessuali di cui sono sempre piu' vittima le immigrate.
Lo sottolinea la ginecologa Alessandra Kustermann, responsabile del Soccorso violenza sessuale e di una analoga struttura, Soccorso violenza domestica inaugurato lo scorso mese, della Fondazione Policlinico-Mangiagalli di Milano, dopo i due episodi di violenza sessuale e un caso di molestia che hanno colpito tre donne, due delle quali straniere, in un solo giorno a Milano.
I numeri parlano chiaro: le donne violentate o abusate che si sono rivolte al presidio erano 196 nel 2004, 251 nel 2005, 284 l'anno dopo, fino al tetto, impressionante, di 342 nel 2007. La grandissima parte sono straniere, spesso clandestine, che vivono fra stazioni, treni, fabbricati abbandonati, insomma dove capita. Sono mal pagate, soprattutto nel periodo iniziale della loro permanenza, anche se 'vengono in Italia perche' sono richieste per lavorare per esempio come badanti', spiega il medico che e' anche responsabile della Diagnosi prenatale dell' ospedale. Diversa e' la situazione delle italiane: 'raramente vengono violentate da sconosciuti, spesso e' invece un conoscente, un datore di lavoro, un 'amico', un ex partner che ne abusa o a volte la violenza avviene come degenerazione di una violenza domestica'.
'Non sta me dire come affrontare complessivamente il fenomeno, e' un tema che riguarda la politica - osserva Alessandra Kustermann - Regione e Comune finanziano i nostri centri, segno che l'attenzione c'e'. Probabilmente in generale bisogna migliorare l'assistenza all'immigrazione con politiche di uscita dalla emarginazione, dalla solitudine'.
L'informazione e' un alleato importante - conclude - chi ha bisogno puo' essere aiutato da assistenti e psicologi: al Soccorso violenza domestica si sono gia' rivolte una trentina di donne.
Lo sottolinea la ginecologa Alessandra Kustermann, responsabile del Soccorso violenza sessuale e di una analoga struttura, Soccorso violenza domestica inaugurato lo scorso mese, della Fondazione Policlinico-Mangiagalli di Milano, dopo i due episodi di violenza sessuale e un caso di molestia che hanno colpito tre donne, due delle quali straniere, in un solo giorno a Milano.
I numeri parlano chiaro: le donne violentate o abusate che si sono rivolte al presidio erano 196 nel 2004, 251 nel 2005, 284 l'anno dopo, fino al tetto, impressionante, di 342 nel 2007. La grandissima parte sono straniere, spesso clandestine, che vivono fra stazioni, treni, fabbricati abbandonati, insomma dove capita. Sono mal pagate, soprattutto nel periodo iniziale della loro permanenza, anche se 'vengono in Italia perche' sono richieste per lavorare per esempio come badanti', spiega il medico che e' anche responsabile della Diagnosi prenatale dell' ospedale. Diversa e' la situazione delle italiane: 'raramente vengono violentate da sconosciuti, spesso e' invece un conoscente, un datore di lavoro, un 'amico', un ex partner che ne abusa o a volte la violenza avviene come degenerazione di una violenza domestica'.
'Non sta me dire come affrontare complessivamente il fenomeno, e' un tema che riguarda la politica - osserva Alessandra Kustermann - Regione e Comune finanziano i nostri centri, segno che l'attenzione c'e'. Probabilmente in generale bisogna migliorare l'assistenza all'immigrazione con politiche di uscita dalla emarginazione, dalla solitudine'.
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