Mercoledì 10 giugno 2026
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Italia. Esperti: ormai routine pazienti con danni a naso e gengive da cocaina

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Difficile stimare quanti siano ma i medici ne sono certi: i pazienti, anche giovanissimi, che consumano cocaina e che ne portano sul viso i segni sono in aumento. Senza considerare i piu' gravi effetti sull'organismo, questi giovani e giovani-adulti arrivano con il setto nasale letteralmente distrutto e con le gengive danneggiate al punto da rischiare di perdere i denti. La cocaina e' infatti un vasocostrittore. Le mucose si ritirano e il setto senza la loro protezione si danneggia, fino a bucarsi, mentre nella bocca le gengive si assottigliano e si ritirano, infettandosi. Se fino a 10 anni i medici vedevano pochi pazienti in queste condizioni, 'uno al mese' riferisce Gilberto Ponti, specialista in chirurgia maxillo-facciale e docente di ricostruzione ed estetica del naso nella scuola di specializzazione dell'Universita' di Tor Vergata di Roma, 'oggi invece e' quasi una routine, almeno 3-4 alla settimana'. Una ulteriore conferma sul campo, insomma, dell'aumento del consumi. E la stessa cosa si comincia a vedere negli studi dentistici: 'mi capitano ragazzi di 16 anni -ha raccontato la dottoressa Francesca Montanari da uno studio gestito dalla sua famiglia da tre generazioni- con le gengive che fino ad ora si vedevamo solo nelle bocche degli anziani'.
I consumatori di cocaina infatti fanno passare la polvere anche sulle gengive che si danneggiano con lo stesso meccanismo della mucosa nasale.
'Colpisce e addolora vedere queste cose nelle bocche di ragazzi ai quali magari avevi messo l'apparecchio per correggere i denti solo pochi anni prima' ha aggiunto Montanari.
Ed in entrambe le testimonianze la percezione e' la stessa: ci sono piu' pazienti maschi. Che la cocaina danneggiasse le mucose e' cosa nota, tanto che per decenni sono circolate leggende su nasi famosi 'foderati d'argento'. 'Non e' possibile fare cose del genere. E' bene sapere invece cosa il consumo di questa sostanza, anche in pochi mesi, e' capace di provocare' ha aggiunto il chirurgo raccontando che i danni sembrano quelli che in passato si aveva nei pazienti affetti da sifilide o tbc. Nel setto nasale, inoltre, passano arteriole che si irradiano dalla carotide. Nel caso di danni al setto il sanguinamento puo' essere anche irrefrenabile, mettendo a rischio la stessa vita. E non meno pericolosi sono i rischi di infezioni come la meningite batterica. I chirurghi in questi casi possono intervenire limitatamente. In Svizzera il chirurgo Rudolf Majer ha ideato una tecnica complessa ed efficace ma i cui costi sono altissimi: 'anche 100 mila euro ma si tratta di un lavoro che richiede spesso tre o quattro interventi'. Altre tecniche efficaci sono utilizzate anche in Italia e recuperano pelle e cartilagine dall'orecchio del paziente. Una ulteriore soluzione e' quella dell'utilizzo del cortisone che viene usato anche per migliorare la capacita' di cicatrizzazione. (Maria Emilia Bonaccorso/Ansa)
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