Italia. Esperto su test antidroga per parlamentari: sicuri solo esami delle urine
"I test sul piano scientifico non sono tutti egualmente attendibili"."Un test dal risultato certo e' quello delle urine. Anche la medicina legale spesso utilizza il test urinario. Comunque si fa anche il tampone. Nell'80-85 per cento dei casi rivela l'effettiva assunzione di sostante, pero' c'e' un ampio margine di errore". Lo ha dichiarato Enrico Malizia, tossicologo e ordinario all'universita' La Sapienza di Roma, in un'intervista al quotidiano 'Il Messaggero', in merito alla proposta di legge presentata dal leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, che introduce il test antidroga non obbligatorio per i parlamentari."Per gli oppiacei e la cocaina si puo' anche esaminare il capello: se contiene tracce della sostanza per tutta la sua lunghezza vuol dire che quella persona ha consumato cocaina di recente e non e' escluso che si tratti di un consumatore abituale. Se, invece le tracce della droga sono soltanto sulla punta del capello vuol dire che quella persona ha smesso di usare la sostanza".
"Per lo spinello puo' anche essere sufficiente l'esame dell'acqua con cui si e' lavati le mani, dal momento che tracce di cannabis si fermano sulle dita".
Al quotidiano di Rifondazione comunista non e' piaciuta la proposta del ministro dell'Interno, appoggiata dal leader dell'Udc, sui test anti-droga nelle scuole. In un corsivo in prima pagina dal titolo 'Un consiglio a Casini e Amato: dateci retta, cambiate pusher', 'Liberazione' scrive: "Doping e antidoping. La proposta Amato ha avuto lo stesso effetto di una canna -sai quella simpatica euforia che ti prende con gli amici dopo cena -ma non ci era piaciuta. E' piaciuta invece a Casini che ha rilanciato: si' davanti alle scuole, prima durante e dopo le interrogazioni, ma anche in Parlamento e al Senato prima dopo e durante le votazioni".
"Ora la domanda e': se avesse ragione Casini? Secondo noi la roba che passano in Parlamento non e' di prima qualita', visti gli effetti che produce (amnesia, delocalizzazione, logorrea), ma Casini e Amato non avranno esagerato"?
"Queste proposte -conclude il quotidiano diretto da Piero Sansonetti- non saranno il frutto degli effetti imprevisti di oppio afghano tagliato male? Insomma: non sara' il caso di cambiare pusher"?
Pedrizzi (An) lancia la sfida e Cento (Verdi) la raccoglie: fare per primi l'antidoping per dare l'esempio a tutti i parlamentari. "Tutti noi parlamentari dovremmo fare l'antidoping -ha detto stamattina Riccardo Pedrizzi, deputato di An, ai microfoni di Radio Citta' Futura- Casini ha presentato un disegno di legge in questo senso che io ho firmato. Si deve combattere la droga e non il drogato. Questa lotta la dobbiamo fare tutti insieme dando noi parlamentari l'esempio". Di qui la sfida al sottosegretario all'Economia Paolo Cento a "fare l'antidoping insieme a me". Immediata la risposta dell'esponente dei Verdi. "Accetto la sfida, naturalmente, perche' non fumo nemmeno sigarette- ha detto Cento". Affermando pero' anche che "su come combattere la diffusione delle droghe resto convinto- spiega il sottosegretario- che uno dei punti di crisi sia il mercato clandestino che mette nello stesso calderone lo spinello, l'exstasy la cocaina e l'eroina consentendo a chi spaccia e si occupa di narcotraffico di regolamentare secondo i propri profitti la diffusione di un tipo o di un altro di stupefacente".
Per questo motivo, Cento ritiene ormai maturo in Italia il tempo di una "sperimentazione sulla legalizzazione della marijuana e dei suoi derivati, con l'obiettivo di togliere dalla clandestinita' e dal circuito illegale quelle migliaia di uomini e donne che fanno uso di marijuana in maniera saltuaria e levarli cosi' dal contatto con il mercato clandestino della altre droghe piu' pesanti".
'Viste le dichiarazioni 'stupefacenti' che di continuo ci propinano i membri del Governo, forse l'antidoping andrebbe fatto a loro'. Cosi' Isabella Bertolini, vice presidente dei deputati di Forza Italia, torna sul dibattito a proposito della lotta alla droga.
'La droga - sottolinea la parlamentare azzurra - e' un problema serio che va affrontato in modo responsabile. La provocazione dell'antidoping a scuola rischia di farci perdere di vista quanto drammatico e quanto diffuso sia il problema in Italia, soprattutto tra le nuove generazioni'.
'Proprio per questo motivo - prosegue Bertolini in una nota - l'Associazione 'Valori e Liberta', di cui sono Presidente, ha inteso affrontare il delicato tema della diffusione delle droghe tra i giovani, organizzando un Convegno, dal titolo 'Droghe: quando l'uso diventa abuso', che si svolgera' domani al Teatro Quirino di Roma, alla presenza di molti ragazzi delle scuole romane'.
'Del resto non bisogna dimenticare - conclude la parlamentare azzurra - che questo Governo ha raddoppiato il quantitativo legale di cannabis consentito ad uso personale.
Siamo allo sbando piu' completo. Invece di difendere i nostri ragazzi dai pericoli della societa' contemporanea li buttiamo nelle braccia degli spacciatori'.
'Il ministro Amato ha voluto utilizzare delle frasi forti per far riflettere attentamente sui tanti problemi della scuola. Tra i quali l'utilizzo delle sostanze stupefacenti merita una riflessione attenta per risolverlo. L'unica politica che non possiamo adottare e' quella di fare come lo struzzo mettendo la testa sotto e ignorando i problemi'. Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Beppe Fioroni, a margine della presentazione dei Giochi della Gioventu' 2007 svoltasi stamani presso il salone d'onore del Coni. Nei giorni scorsi, il ministro dell'Interno Giuliano Amato aveva sollevato l'allarme droga all'interno delle scuole proponendo il test antidoping all'uscita degli stessi istituti e delle discoteche.
" Il disegno di legge presentato ieri dall'ex presidente della Camera Pierferdinando Casini sul test volontario per i parlamentari che in tal modo potranno dimostrare di non fare uso di sostanze stupefacenti mi pare vada nella direzione giusta". Lo sostiene Michele Bonatesta, leader del Movimento "Insieme per il territorio". Ma se e' vero che la gente non puo' vivere con il sospetto che chi e' chiamato a rappresentarla ai piu' alti livelli istituzionali sia il primo a commettere impunemente atti illeciti- commenta l'ex parlamentare - per quale motivo non estendere tale obbligo-facolta' a tutti gli eletti nelle Regioni, Province e Comuni d'Italia? Sono questi ultimi, infatti, quelli che, vivendo sul territorio a stretto contatto con i propri elettori, devono piu' e prima degli altri dimostrare di essere trasparenti e credibili non solo nella vita pubblica ma anche in quella privata in modo da essere di esempio soprattutto ai giovani che dalla politica e dai cosiddetti 'politicanti' (sempre piu' numerosi) da tempo stanno prendendo le distanze."
"Questo costante aumento dell'insofferenza dei nostri giovani, che sfocia sempre piu' spesso in atti di vandalismo ed in molti casi porta di ragazzi giovanissimi a commettere veri e proprie azioni delinquenziali, e' frutto di un grave disagio che oggi coinvolge sempre piu' ragazzi senza apparenti problematiche famigliari. Ad affermarlo la senatrice Laura Bianconi componente della commissione Bicamerale per l'infanzia, che domani moderera' un convegno organizzato a Roma dall'Associazione Valori e Liberta' sul tema dell'abuso delle droghe. "Questo grave male sociale, equamente presente su tutto il territorio nazionale - precisa la parlamentare azzurra- e' ormai un emergenza all'interno delle scuole, della famiglia e perfino in quello che una volta era il punto di riferimento preferito degli adolescenti, la propria cerchia di amici. La verita' - continua la senatrice Bianconi - e' che questa societa' non fornisce piu' un'educazione basata sul rispetto dei valori, del prossimo, della la famiglia, delle leggi e ancor meno delle Istituzioni in generale. Occorre fornire un maggiore supporto educativo alle famiglie e alla scuola, oggetto quest'ultima di un profondo degrado che sfocia quotidianamente in atti di bullismo e violenza. Ben vengano, dunque, le iniziative delle Istituzioni volte a bloccare l'utilizzo degli stupefacenti e dell'alcol nelle scuole e davanti alle discoteche, ma ricordiamoci che un semplice antidoping cosi' come forme esclusivamente repressive non risolvono il problema".
'Concordo con la proposta del leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, di istituire un test tra i parlamentari per accertare l'uso di droga'. Lo afferma l'onorevole Franco Laratta, deputato della Margherita.
'Sono d'accordo perche' - spiega il deputato - il Parlamento deve essere una casa di vetro, ossia trasparente. Ma dobbiamo avere anche il coraggio di andare oltre e chiedere altro'. 'Mai piu' parlamentari indagati e addirittura condannati', afferma. Secondo il parlamentare 'In questo modo daremmo un bel segnale al Paese che guarda alla politica sempre piu' con fastidio e una certa diffidenza.
I parlamentari - ha concluso - proprio per il ruolo che rivestono e per le responsabilita' che assumono devono essere al di sopra di ogni sospetto'.
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