Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Eutanasia clandestina. Iniziate audizioni a porte chiuse. Ass. Coscioni: e' una farsa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Un 'no' netto all'eutanasia. Ma e' indubbio che si avverte la necessita' di una normativa che elimini "l'incertezza giuridica" oggi esistente in materia di malattie terminali e comportamento dei medici. E' l'opinione di Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e odontoiatri, ascoltato oggi dalle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera, che hanno dato il via alle audizioni informali sulla tutela della dignita' della persona umana nelle patologie incurabili e terminali, anche con riferimento al tema dell'eutanasia. Per Bianco, dunque, e' necessario che il legislatore intervenga, e un buono strumento potrebbe essere proprio quello del testamento biologico, purche' "non delimiti eccessivamente il campo". E cioe', "non bisogna imitare quanto fatto con la legge 40, non deve essere una legge che interviene dettando regole e procedure a cui i medici debbono attenersi".
Dubbi e perplessita', invece, sulla necessita' di intervenire in materia attraverso una normativa specifica, sono stati espressi dal Comitato nazionale per la bioetica e dal Comitato intergovernativo di bioetica dell'Unesco.

COMMENTI

Dichiarazione di Donatella Poretti, deputata della Rosa nel Pugno
Peccato che le audizioni su "La tutela della dignita' nella persona umana nelle patologie incurabili e terminali anche con riferimento al tema dell'eutanasia" iniziate oggi nelle commissioni Giustizia e Affari Sociali riunite, siano avvenute a porte chiuse, non permettendo il libero accesso al pubblico e agli altri parlamentari cha avrebbero voluto partecipare. 

Contemporaneamente allo svolgersi delle audizioni altri deputati e l'Associazione Coscioni, fuori dal Parlamento hanno manifestato contro la decisionedi negare l'indagine conoscitiva sul fenomeno dell'eutanasia clandestina (1). E' stata Cinzia Caporale, presidente del Comitato intergovernativo di bioetica dell'Unesco, che ha partecipata alla audizione, a ricordarmi come all'interno della sua organizzazione e negli altri contesti internazionali in cui ha lavorato, la procedura dell'indagine conoscitiva sia uno degli atti preliminari fondamentale, se non l'unico, per prendere una decisione su leggi di questo tipo.

Ma cosa e' stato detto oggi? Si e' dibattuto sulla possibilita' di non fare una legge troppo rigida fino a suggerire di non legiferare proprio, poiche' questi temi mal si prestano ad un inquadramento preciso. Ma che bell'approccio libertario! Me ne congratulo! Mancano solo alcuni pezzi: un buon inizio sarebbe quello di abrogare le norme del Codice Penale che prevedono il reato di omicidio del consenziente e di suicidio assistito. 

Queste due norme attive nell'ordinamento, senza una legge che regola il fenomeno dell'eutanasia, rendono di fatto la situazione identica a quella attuale e per nulla libertaria.

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"Non si vive più l'onda emotiva del caso Welby, che ha avuto la straordinario merito di aprire una discussione importante nel nostro Paese, ma deve continuare la discussione intorno ad una delicata materia". E' quanto afferma Chiara Moroni, deputata di Forza Italia e componente della commissione Affari Sociali della Camera.
"Ci sono molte situazioni in attesa di risposte. Troppe sono le situazioni che patiscono un evidente vuoto legislativo".
Secondo Moroni "il convegno organizzato a Milano 'Liberta' di cura e di terapia: liberiamo Eluana Englaro dalle terapie nutrizionali', costituirà una ulteriore apprezzabile occasione di riflessione. La politica non può continuare a tacere, è necessaria una legge che vieti l'accanimento terapeutico e che tuteli la libera volontà degli individui".

"Apprezzo e condivido il netto 'no' all'eutanasia dichiarato, in occasione dell'audizione alla Commissione Affari sociali della Camera, dal neopresidente del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), Paolo Casavola, da Francesco D'Agostino, past-president del Cnb e dal Amedeo Bianco, presidente della Fnomceo (Federazione nazionale degli ordini dei medici) circa la tutela della dignità e della volontà della persona umana nelle patologie incurabili e terminali, anche con riferimento al tema dell'eutanasia". Lo dice Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari Sociali della Camera dei deputati e responsabile nazionale del dipartimento Sanità degli azzurri, al termine delle audizioni di oggi nella XII Commissione della Camera.
L'ex sottosegretario alla Salute condivide "la precisazione fatta da Casavola circa la Convenzione di Oviedo, in cui all'art. 9 parla di 'desideri' del paziente da tener presenti da parte del medico, ma non di 'vincoli' a cui il medico dovrebbe attenersi, perchè soltanto a quest'ultimo, in base alla propria competenza ed esperienza professionale e scientifica, è rinviata la decisione finale di proseguire o meno un trattamento terapeutico".
Di Virgilio è d'accordo con Bianco quando il presidente della Fnomceo "dice che un conto è attuare una terapia per una patologia con il rischio di incorrere nell'accanimento terapeutico, che il medico deve sempre evitare, e un altro conto è prendersi cura del malato attraverso opportune iniziative quali ad esempio la nutrizione e l'idratazione che per nessun motivo possono essere sospese".
Infine "nell'audizione sono emersi dubbi circa la utilità di legiferare in questo ambito specifico, mentre è necessario ribadire ancora una volta che l'impegno principale deve essere quello di attenuare le sofferenze dei malati attraverso una opportuna terapia del dolore utilizzando i farmaci antidolorifici compresi gli oppiacei".
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