Lunedì 8 giugno 2026
Menu

Italia. Fallite le strategie repressive in Unione Europea

Notizia ·
"Le strategie repressive contro la droga, adottate dai Paesi dell'Unione europea, hanno fallito: il consumo di eroina e' stabile, il virus dell'Hiv continua a mietere vittime, in tanti stati aumenta il consumo della cocaina e oltre il 20% della popolazione europea fa uso, o ha fatto uso, di cannabis". Lo ha detto questa mattina l'europarlamentare del Prc Giusto Catania, relatore al Parlamento europeo sulle strategie antidroga 2005-2012, nel corso di un incontro pubblico sul tema "L'Europa, le droghe, la lotta alla mafia, per una strategia europea antiproibizionista" che si e' svolto a Palazzo delle Aquile. "Sono questi i dati implacabili forniti dall'Osservatorio europeo delle droghe. Gli utili per la mafia e le organizzazioni terroristiche, derivanti dal traffico di droghe, si aggirano attorno al 5% del Prodotto interno lordo mondiale".
"Nel 2000, proprio a Palermo, ho sentito Pino Arlacchi sostenere con sconcertante sicurezza che il fenomeno droga sarebbe stato debellato entro il 2008 -ha affermato nel suo intervento don Luigi Ciotti, dell'associazione Libera- Ma la verita' e' che, oggi, il suo ufficio di Vienna nasconde a tutti i risultati di ricerche che, in questi anni, hanno coinvolto centinaia di ricercatori. Gli esiti di questi studi, evidentemente, sono scomodi per alcuni manovratori, e, per questo, vengono tenuti chiusi nei cassetti. L'altro nodo da risolvere per combattere efficacemente il fenomeno droghe in Europa e' l'eliminazione dei filtri nazionali. Infatti, ogni risoluzione adottata a livello europeo e' inefficace se tutto viene mediato dalle legislazioni locali che stabiliscono cose differenti".
Il disegno di legge Fini sulle droghe e' stato anche al centro dell'intervento di Chiara Tamburini, funzionaria della Commissione Liberta' pubbliche del Parlamento europeo: "In Italia la legge Fini vorrebbe reintrodurre, con una formulazione quasi identica, lo stesso testo abrogato con un referendum 11 anni fa. Ci sono, dunque, dubbi sulla legittimita' del provvedimento, sia dal punto di vista democratico che costituzionale. Non e' mai accaduto nulla di simile nella storia repubblicana".
La denuncia della drammatica situazione dei paesi produttori di droghe e' stata affidata a Cesar Jerez, dell'associazione colombiana campesina Valle del rio: "In Colombia 250mila famiglie producono foglie di coca, che costituisce il 10% della produzione agricola del paese, mentre il caffe' e' al 12%. Il recente incontro tra il presidente americano Bush e il presidente Uribe avra' conseguenze tragiche sul futuro immediato dei colombiani. Infatti, e' facile intuire che sono stati stabiliti accordi per arrivare alla seconda fase del Plan Colombia attraverso il consolidamento della lotta all'orco del narcotraffico e la distruzione militare della guerriglia. Gli Stati Uniti, insomma, servendosi pubblicamente della lotta al narcotraffico potranno giustificare un intervento militare in Colombia".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →