Italia. Fecondazione: Commissione del Senato approva il ddl
No alla fecondazione eterologa, no alla clonazione e alla sperimentazione sugli embrioni, fecondazione solo per le coppie di sesso diverso coniugate o conviventi, diritto del concepito a nascere. Multe salate e detenzione per chi non rispettera' la legge.
Queste in sintesi le disposizioni principali contenute nel disegno di legge approvato il 9 luglio dalla Commissione Sanita' di palazzo Madama. Il testo e' rimasto identico a quello licenziato dalla Camera il 18 giugno scorso. In un anno di lavori la commissione non ha approvato alcuna modifica, nonostante i quasi 400 emendamenti presentati. Il braccio di ferro non e' stato netto tra maggioranza e opposizione, ma tra laici e cattolici. Si e' comunque creato un consenso trasversale che, compatto, ha bloccato ogni modifica proposta. La parola ora passa all'aula del Senato dove il provvedimento dovrebbe essere incardinato prima della fine di luglio.
Gli oppositori al testo approvato promettono di non mollare e aspettano l'ultima verifica. "Ci auguriamo che in aula sia possibile fare qualche passo in avanti e modificare il testo almeno nei suoi aspetti piu' paradossali" ha dichiarato il parlamentare diessino Giorgio Tonini. "Il lavoro compiuto in Senato sul ddl ha costituito una vera e propria occasione sprecata. Le audizioni svolte in Senato ascoltando medici, genetisti, giuristi, bio-etici, avevano creato al contrario le condizioni per compiere un buon lavoro emendativo e correggere le piu' gravi storture di questa legge. Introdurre nel nostro Paese un no cosi' fermo significa rinunciare a regolare un fenomeno diffuso e rassegnarsi a favorire nuove pratiche clandestine o fenomeni di turismo sanitario. Siamo di fronte ad una brutta legge, che non puo' dirsi cattolica, ma e' semplicemente l'esito di un compromesso insensato, secondo il quale l'embrione in provetta si vede riconoscere dal nostro ordinamento giuridico tutele piu' ampie di quelle di cui gode il feto nell'utero materno".
Soddisfatto invece per l'approvazione senza modifiche del ddl il presidente dei senatori Udc, Francesco D'Onofrio, il quale annuncia che si impegnera' a far approvare anche dall'aula del Senato il testo appena varato. Della stessa opinione il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia e vicepresidente della consulta etico-religiosa del partito. "Auspichiamo che l'esame del ddl sulla procreazione assistita da parte dell'aula di Palazzo Madama venga calendarizzato al piu' presto affinche' il provvedimento possa essere approvato definitivamente. Dinanzi alle aberrazioni dell'attuale far west procreativo, con la vita umana manipolata e soppressa ogni giorno nel silenzio e nell'indifferenza, diviene indispensabile ed improcrastinabile il varo di una legge che ponga fine, o quanto meno dei significativi limiti, alla provetta selvaggia.
Il Sottosegretario alla Salute Cesare Cursi ha parlato di una legge "importante e perfettibile e, comunque, rispetto al niente che c'era prima e' sempre un dato di fatto positivo".
Nel corso della giornata, davanti a Palazzo Madama, si sono svolte alcune manifestazioni, nonostante il quasi totale oscuramento mediatico e la volonta' mal celata della Commissione del Senato di approvare un ddl nella disinformazione generale.
La staffetta oratoria organizzata dall'associazione Luca Coscioni ha visto alternarsi tutto il pomeriggio sul palco i diversi oratori per dire: "no a una legge ingiusta, illiberale e incostituzionale". Tra gli altri erano presenti il prof. Gilberto Corbellini e il prof. Fernando Aiuti, il senatore Antonio Del Pennino, le senatrici Monica Bettoni e Vittoria Franco.
Ma in strada c'erano anche numerose associazioni cattoliche, che speravano nell'approvazione del testo da parte del Senato in tempi brevi e senza modifiche. Tra gli slogan: "Subito la legge, prima di tutto il bambino", "fermiamo il business sull'embrione", "Si' alla legge che riconosce l'embrione uno di noi".
Le associazioni, i rappresentanti del movimento per la vita, del Forum delle associazioni familiari e del Forum degli operatori sanitari hanno poi incontrato i giornalisti nella sala rossa del Senato. Il principio fondamentale, spiegato nel corso della conferenza, e' che "ci si trovi davanti a un essere umano sin dal concepimento, di un individuo titolare del diritto alla vita". E a sostegno di questo hanno portato un documento sottoscritto da 324 docenti delle universita' italiane in cui si riconosce l'embrione come essere umano. "Il 67,3% degli Italiani" -ha spiegato Olimpia Tarzia del Movimento per la vita, citando un'indagine Censis- "e' contrario all'utilizzo degli embrioni per qualsiasi motivo e tale percentuale e' cresciuta rispetto all'anno scorso del 14%. Nel ddl sono stati mantenuti i principali paletti quali: divieto di clonazione, di sperimentazione, di congelamento, divieto di fecondazione artificiale eterologa (che, quantomeno, limita il numero di perdite di vite umane e mantiene l'unicita' di identita' genitoriale) ma soprattutto, all'articolo 1 il testo assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito".
"In questa legislatura vorremmo arrivare ad un'approvazione rapida", ha affermato Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita ed ha aggiunto che questa legge non rappresenta un pericolo per quella sull'aborto, come sostengono alcuni degli oppositori a questo testo. "La legge sulla Procreazione medicalmente assistita non e' perfetta, ma collocata nel contesto italiano realizza il massimo possibile del bene".
"Entro l'estate l'Italia -afferma un comunicato del Forum delle associazioni familiari- puo' avere la legge. Ha fatto dunque un nuovo passo importante sulla strada per uscire dal Far west procreativo. Ringraziamo per questo i senatori della Commissione ed in particolare il presidente, Antonio Tomassini, e il relatore, Flavio Tredese. Resta ora l'ultimo passaggio nell'aula del Senato. Dopo anni di confronto politico e di approfondimento scientifico e culturale dentro e fuori dai palazzi della politica, mesi di audizioni ripetute, la societa' civile non capirebbe ulteriori ritardi e slittamenti".
A favore della legge si sono espressi anche i giovani cattolici, i cosiddetti Papaboys, secondo i quali "Ricercare un figlio e' giusto e comprensibile, ma non puo' configurarsi come un 'diritto' soggettivo per il semplice fatto che esistono anche i diritti del figlio, che devono essere tutelati e valutati sin dal concepimento. La fecondazione artificiale tratta gli embrioni come fossero meri oggetti, fa e disfa secondo un principio utilitaristico che non ha alcun riguardo degli individui umani e delle loro peculiarita'. Viola la base stessa della nostra civilta': il rispetto di ogni essere umano".
Chi invece ha annunciato guerra aperta e' la SIMR, Societa' Italiana Medicina della Riproduzione, che questa legge proprio non riesce a mandarla giu', data la sua reale nocivita' per i pazienti e per il Paese. Severino Antinori, ginecologo nonche' presidente della SIMR, ha rivolto un invito al Governo Berlusconi "a prendere un deciso atteggiamento di coerenza e a respingere fermamente una legge iniqua, oscurantista e negatrice dei diritti umani che, di fatto, porrebbe l'Italia alla stregua dei Paesi del terzo mondo". Per Antinori si tratta di un'iniziativa che "impedirebbe la liberta' procreativa, il diritto alla genitorialita', ma soprattutto ostacolerebbe la liberta' di ricerca". Per questo il ginecologo annuncia l'intenzione di ricorrere alle Nazioni Unite e al Tribunale dell'Aja e che presto comincera' lo sciopero della fame. Il presidente della Simr si e' rivolto poi alle associazioni cattoliche invitandole "ad un comportamento piu' consono ai principi cristiani". E qui riporta il caso di un "componente del Sacro collegio che ha appoggiato un trattamento di tecnica di riproduzione in vitro per una sua nipote. Questo fatto dimostra l'ipocrisia del mondo cattolico che vuol vedere nella cellula fecondata il bambino che non e' tale, cosi' come affermato da tutte le riviste del mondo e dalla maggior parte degli scienziati del settore".
La parola passa ora al Senato, dove il ddl dovrebbe essere incardinato prima della fine di luglio per cominciare la discussione generale. Ma se in un anno una Commissione non e' riuscita ad approvare nemmeno uno dei 400 emendamenti proposti, significa che purtroppo, non c'e' da augurarsi niente di buono.
Queste in sintesi le disposizioni principali contenute nel disegno di legge approvato il 9 luglio dalla Commissione Sanita' di palazzo Madama. Il testo e' rimasto identico a quello licenziato dalla Camera il 18 giugno scorso. In un anno di lavori la commissione non ha approvato alcuna modifica, nonostante i quasi 400 emendamenti presentati. Il braccio di ferro non e' stato netto tra maggioranza e opposizione, ma tra laici e cattolici. Si e' comunque creato un consenso trasversale che, compatto, ha bloccato ogni modifica proposta. La parola ora passa all'aula del Senato dove il provvedimento dovrebbe essere incardinato prima della fine di luglio.
Gli oppositori al testo approvato promettono di non mollare e aspettano l'ultima verifica. "Ci auguriamo che in aula sia possibile fare qualche passo in avanti e modificare il testo almeno nei suoi aspetti piu' paradossali" ha dichiarato il parlamentare diessino Giorgio Tonini. "Il lavoro compiuto in Senato sul ddl ha costituito una vera e propria occasione sprecata. Le audizioni svolte in Senato ascoltando medici, genetisti, giuristi, bio-etici, avevano creato al contrario le condizioni per compiere un buon lavoro emendativo e correggere le piu' gravi storture di questa legge. Introdurre nel nostro Paese un no cosi' fermo significa rinunciare a regolare un fenomeno diffuso e rassegnarsi a favorire nuove pratiche clandestine o fenomeni di turismo sanitario. Siamo di fronte ad una brutta legge, che non puo' dirsi cattolica, ma e' semplicemente l'esito di un compromesso insensato, secondo il quale l'embrione in provetta si vede riconoscere dal nostro ordinamento giuridico tutele piu' ampie di quelle di cui gode il feto nell'utero materno".
Soddisfatto invece per l'approvazione senza modifiche del ddl il presidente dei senatori Udc, Francesco D'Onofrio, il quale annuncia che si impegnera' a far approvare anche dall'aula del Senato il testo appena varato. Della stessa opinione il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia e vicepresidente della consulta etico-religiosa del partito. "Auspichiamo che l'esame del ddl sulla procreazione assistita da parte dell'aula di Palazzo Madama venga calendarizzato al piu' presto affinche' il provvedimento possa essere approvato definitivamente. Dinanzi alle aberrazioni dell'attuale far west procreativo, con la vita umana manipolata e soppressa ogni giorno nel silenzio e nell'indifferenza, diviene indispensabile ed improcrastinabile il varo di una legge che ponga fine, o quanto meno dei significativi limiti, alla provetta selvaggia.
Il Sottosegretario alla Salute Cesare Cursi ha parlato di una legge "importante e perfettibile e, comunque, rispetto al niente che c'era prima e' sempre un dato di fatto positivo".
Nel corso della giornata, davanti a Palazzo Madama, si sono svolte alcune manifestazioni, nonostante il quasi totale oscuramento mediatico e la volonta' mal celata della Commissione del Senato di approvare un ddl nella disinformazione generale.
La staffetta oratoria organizzata dall'associazione Luca Coscioni ha visto alternarsi tutto il pomeriggio sul palco i diversi oratori per dire: "no a una legge ingiusta, illiberale e incostituzionale". Tra gli altri erano presenti il prof. Gilberto Corbellini e il prof. Fernando Aiuti, il senatore Antonio Del Pennino, le senatrici Monica Bettoni e Vittoria Franco.
Ma in strada c'erano anche numerose associazioni cattoliche, che speravano nell'approvazione del testo da parte del Senato in tempi brevi e senza modifiche. Tra gli slogan: "Subito la legge, prima di tutto il bambino", "fermiamo il business sull'embrione", "Si' alla legge che riconosce l'embrione uno di noi".
Le associazioni, i rappresentanti del movimento per la vita, del Forum delle associazioni familiari e del Forum degli operatori sanitari hanno poi incontrato i giornalisti nella sala rossa del Senato. Il principio fondamentale, spiegato nel corso della conferenza, e' che "ci si trovi davanti a un essere umano sin dal concepimento, di un individuo titolare del diritto alla vita". E a sostegno di questo hanno portato un documento sottoscritto da 324 docenti delle universita' italiane in cui si riconosce l'embrione come essere umano. "Il 67,3% degli Italiani" -ha spiegato Olimpia Tarzia del Movimento per la vita, citando un'indagine Censis- "e' contrario all'utilizzo degli embrioni per qualsiasi motivo e tale percentuale e' cresciuta rispetto all'anno scorso del 14%. Nel ddl sono stati mantenuti i principali paletti quali: divieto di clonazione, di sperimentazione, di congelamento, divieto di fecondazione artificiale eterologa (che, quantomeno, limita il numero di perdite di vite umane e mantiene l'unicita' di identita' genitoriale) ma soprattutto, all'articolo 1 il testo assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito".
"In questa legislatura vorremmo arrivare ad un'approvazione rapida", ha affermato Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita ed ha aggiunto che questa legge non rappresenta un pericolo per quella sull'aborto, come sostengono alcuni degli oppositori a questo testo. "La legge sulla Procreazione medicalmente assistita non e' perfetta, ma collocata nel contesto italiano realizza il massimo possibile del bene".
"Entro l'estate l'Italia -afferma un comunicato del Forum delle associazioni familiari- puo' avere la legge. Ha fatto dunque un nuovo passo importante sulla strada per uscire dal Far west procreativo. Ringraziamo per questo i senatori della Commissione ed in particolare il presidente, Antonio Tomassini, e il relatore, Flavio Tredese. Resta ora l'ultimo passaggio nell'aula del Senato. Dopo anni di confronto politico e di approfondimento scientifico e culturale dentro e fuori dai palazzi della politica, mesi di audizioni ripetute, la societa' civile non capirebbe ulteriori ritardi e slittamenti".
A favore della legge si sono espressi anche i giovani cattolici, i cosiddetti Papaboys, secondo i quali "Ricercare un figlio e' giusto e comprensibile, ma non puo' configurarsi come un 'diritto' soggettivo per il semplice fatto che esistono anche i diritti del figlio, che devono essere tutelati e valutati sin dal concepimento. La fecondazione artificiale tratta gli embrioni come fossero meri oggetti, fa e disfa secondo un principio utilitaristico che non ha alcun riguardo degli individui umani e delle loro peculiarita'. Viola la base stessa della nostra civilta': il rispetto di ogni essere umano".
Chi invece ha annunciato guerra aperta e' la SIMR, Societa' Italiana Medicina della Riproduzione, che questa legge proprio non riesce a mandarla giu', data la sua reale nocivita' per i pazienti e per il Paese. Severino Antinori, ginecologo nonche' presidente della SIMR, ha rivolto un invito al Governo Berlusconi "a prendere un deciso atteggiamento di coerenza e a respingere fermamente una legge iniqua, oscurantista e negatrice dei diritti umani che, di fatto, porrebbe l'Italia alla stregua dei Paesi del terzo mondo". Per Antinori si tratta di un'iniziativa che "impedirebbe la liberta' procreativa, il diritto alla genitorialita', ma soprattutto ostacolerebbe la liberta' di ricerca". Per questo il ginecologo annuncia l'intenzione di ricorrere alle Nazioni Unite e al Tribunale dell'Aja e che presto comincera' lo sciopero della fame. Il presidente della Simr si e' rivolto poi alle associazioni cattoliche invitandole "ad un comportamento piu' consono ai principi cristiani". E qui riporta il caso di un "componente del Sacro collegio che ha appoggiato un trattamento di tecnica di riproduzione in vitro per una sua nipote. Questo fatto dimostra l'ipocrisia del mondo cattolico che vuol vedere nella cellula fecondata il bambino che non e' tale, cosi' come affermato da tutte le riviste del mondo e dalla maggior parte degli scienziati del settore".
La parola passa ora al Senato, dove il ddl dovrebbe essere incardinato prima della fine di luglio per cominciare la discussione generale. Ma se in un anno una Commissione non e' riuscita ad approvare nemmeno uno dei 400 emendamenti proposti, significa che purtroppo, non c'e' da augurarsi niente di buono.
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