Italia. La FeDerSerD e la Conferenza Nazionale sulle Tossicodipendenze di Pescara
Dopo l'esortazione a non "non lasciarsi incantare dalle sirene del Dipartimento antidroga", giunta alla FeDerSerD dal responsabile Ds progetto tossicodipendenze Giuseppe Vaccari che invitava percio' la Federazione degli Operatori dei Servizi e Dipartimenti delle Dipendenze a non partecipare alla Conferenza di Pescara, e' arrivata la risposta con una nota stampa che riportiamo integralmente."FeDerSerD pone al centro del suo agire la attenzione alla cura e all'aiuto alle persone malate per l'uso di droghe, la valorizzazione delle competenze e delle capacita' costruite in oltre 30 anni dagli operatori del sistema dei servizi in Italia e che sono un patrimonio del capitale sociale del nostro Paese, la riflessione sugli aspetti etici e morali riferiti all'uso delle droghe.
Per tale impegno FeDerSerD partecipa al Cartello nazionale "Non incarcerate il nostro crescere" che riunisce un ampio ventaglio di forze -operatori del pubblico e del privato sociale, volontari, educatori, magistrati ed altri operatori del diritto, insegnanti, singoli cittadini- che intendono riaffermare il loro impegno di solidarieta', di vicinanza, di offerta di servizi di cura e di ascolto a tutti i soggetti che hanno incrociato, in momenti diversi della loro vita, le sostanze.
La riunione di Bologna del 7 e 8 febbraio 2005 ha definito la posizione del Cartello su un tema talmente complesso e articolato da stigmatizzare riduzionismi e opportunismi. Anche nella tavola rotonda finale, con la partecipazione di Livia Turco, Rosy Bindi, Marco Boato e altri, sono stati posti al centro del confronto concetti quali: tolleranza zero, accoglienza totale, consumi zero.
Ci siamo sentiti liberi di porre questioni sostanziali concernenti l'esistenza di uno spazio possibile, di un diritto nuovo, per il quale cio' che noi non vogliamo punire non necessariamente e' permesso. Abbiamo riflettuto sulla necessita' di far uscire dalla provvisorieta' delle sperimentazioni la riduzione del danno, senza abbandonare la strada della efficacia e della appropriatezza, con valutazioni serie e scientifiche, non ideologiche, di tutte le sperimentazioni, per riconoscere i risultati e i fallimenti.
Nel prossimo settembre si terra' a Pescara la Conferenza Nazionale sulle tossicodipendenze prevista dal DPR 309/90, organizzata dal Governo e con finalita' propositive verso il Parlamento.
FeDerSerD ritiene un preciso dovere sociale e civile partecipare alla Conferenza recandovi il proprio, autonomo, contributo di conoscenze, competenze, esperienze che sono patrimonio del Sistema dei Servizi, ovviamente senza lasciarsi incantare da qualsivoglia "sirena" perche' vuole agire nell'osservanza delle leggi ed in maniera dinamica rispetto ad esse, contribuendo fattivamente, nel libero confronto democratico fra tutti i soggetti interessati, a promuovere politiche adeguate nel settore, nell'esclusivo interesse degli assistiti e delle loro famiglie, come dimostra la nostra determinazione per la costruzione ed attivazione del Tavolo definito di "alta integrazione" con CNCA e FICT.
Nel convegno organizzato recentemente dalla CGIL "Welfare in catene: la battaglia contro l'approccio repressivo della legge Fini sulle droghe e l'elaborazione di una nuova prospettiva politica in un settore di frontiera", la posizione della CGIL, sulla etica del trattamento dei dipendenti da sostanze, sull'approccio al mondo dei consumatori di droghe e sul ruolo e sulla efficacia dei Ser.T. nel Sistema dei Servizi italiani e' in sintonia con la mission e le posizioni di FeDerSerD, piu' volte definite e riaffermate su documenti specifici, sugli editoriali della rivista Mission e sul sito clicca qui.
In particolare e' stato ribadito il sostegno a una linea "di tolleranza laica e pragmatica", ed il bisogno di "contrastare due tendenze pericolose: da un lato quella repressiva e dall'altro quella, gravissima, della compressione delle risorse destinate ai Ser.T. (i servizi pubblici sul territorio), che oggi si trovano in grande difficolta'". Al contrario, anche secondo la CGIL, va "sostenuta l'azione degli operatori di frontiera, che agiscono all'interno dei servizi, elaborando un sostegno anche finanziario ai Ser.T. ".
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