Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Ferrara. Rendine (An) offre test antidroga ad assessori e consiglieri comunali

Notizia ·
Si improvvisa inviato de "Le Iene" e distribuisce un test per verificare l'eventuale assunzione di droga da parte di consiglieri e assessori del Comune di Ferrara. E' l'iniziativa promossa dal consigliere An Francesco Rendine che, munito di provette, ha chiesto a tutti i presenti alla riunione di consiglio di oggi un campione di urine. Alle 19 di questa sera, "il 25% dei consiglieri, ovvero 10 persone su 40, hanno consegnato il campione. Un risultato molto soddisfacente perche' questo significa che almeno un quarto dei consiglieri non fa uso di stupefacenti. Gli altri saranno da testare". Tra i consiglieri che hanno rifiutato la provetta offerta da Rendine "ci sono i Verdi Stefano Cavallini (assessore alla Mobilita' del Comune, ndr) e Barbara Diolaiti (capogruppo in consiglio, ndr). Un rifiuto paradossale che dimostra come in politica alcuni chiacchierino senza dare seguito alle iniziative".
Hanno rifiutato la provetta anche "Francesco Vinci Maurizio Buriani, Mauro Cavallini, Maria Ricciardelli e Francesco Colaiacovo (tutti tra i Ds, ndr) e Ilario Zamariolo", capogruppo Rnp. Tra i membri di giunta presenti alla riunione di consiglio "nessuno ha accettato la provetta tranne Mascia Morsucci (assessore all'Ambiente,ndr), che ha detto che consegnera' il campione direttamente al laboratorio". Il test "servira' per stabilire se si e' fatto uso di sostanze stupefacenti nel giro delle ultime 72 ore", spiega il consigliere, che promette di rendere pubblici i risultati della prova.

In proposito ci giunge un comunicato dei Verdi di Ferrara:
La prima reazione all'iniziativa del Consigliere comunale di AN Rendine sarebbe non troppo originale: invitare tutti (assessori e consiglieri comunali ma anche presidenti e consiglieri circoscrizionali e perche' no tutti i cittadini) a inviare la provetta con le proprie urine direttamente al Gruppo Consiliare di AN. Ma questa potrebbe esser interpretata come una risposta volgare, o peggio ancora, come un implicito assenso al controllo tossicologico invocato dal consigliere nazionalalleato.
Ci scusi, Consigliere Rendine, ma la privacy sul proprio stato di salute, sulle proprie abitudini o sui propri gusti alimentari o sessuali e' una cosa importante (vedi nota). Se poi l'obiettivo, per Rendine, e' che i politici debbano dare il buon esempio ai nostri giovani (ma qual'e' il "buon esempio" tanto richiamato?), il vero interrogativo e' come fare per verificarlo a tutto tondo. Bisognera' incaricare agenzie di investigazione per verificare che i consiglieri non tradiscano le proprie mogli o mariti, magari controllando - gia' che ci siamo - i gusti sessuali dei malcapitati rappresentanti dei cittadini (il kamasutra e' un buon o cattivo esempio?). E, a proposito di salubrita', sara' di miglior esempio per un giovane un politico che mangia cappellacci e salamina o uno che va al Mac Donald's? O ancora, per stare in tema, chi ha il colesterolo alto od e' obeso ha il diritto morale di rappresentare i cittadini? E per finire, chissa' se gli uomini possono stare con i capelli lunghi o le donne portare i pantaloni?
Forse ogni tanto vale la pena di ricordarlo: in politica valgono le idee, i comportamenti istituzionali e le azioni amministrative poste in essere durante il proprio mandato, non gli esami tossicologici. L'ipocrita ventata di interesse sui costumi altrui che ha scatenato l'inchiesta delle Iene non cessa di stupire: i parlamentari consumatori, che hanno approvato l'orrida legge sulle sostanze dovrebbero trovare semplicemente lo scatto di orgoglio di uscire allo scoperto e chiederne l'abolizione. Dubitiamo che cio' avverra', mentre contiamo che il Governo provveda al piu' presto ad abolire una legge che, come e' evidente, continua a fare danni penali, sociali e culturali al nostro paese.

Nota a margine
Vale la pena ricordare alcune questioni giuridiche: il consumo di sostanze, anche con la legge Fini-Giovanardi, non e' reato penale di per se' (ma lo diventa se in possesso di un determinato quantitativo - molto basso - di principio attivo). Il semplice assuntore puo' invece essere sottoposto a sanzioni amministrative: ritiro del passaporto e della patente le piu' importanti e le piu' vessatorie per le centinaia di migliaia di persone che in questo decennio ne sono state colpite. Manca, ce ne dispiace per Rendine, l'esclusione dai pubblici uffici (che tanto non tiene fuori manco il condannato in via definitiva Cesare Previti dal Parlamento Italiano). E non e' un caso che il Garante della Privacy, oltre a bloccare il programma delle Iene, abbia - in tempi non sospetti - tutelato fortemente il diritto alla privacy sullo stato di salute delle persone (anche di lavoratori le cui mansioni possono comportare rischi per la sicurezza, l'incolumita' e la salute dei terzi. cfr parere GdP 5.12.05).
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