Mercoledì 10 giugno 2026
Menu

Italia. Ferrero: eliminare sanzioni amministrative per consumo

Notizia ·
Il governo modifichera' la normativa vigente in tema di tossicodipendenze. Lo ha ribadito il ministro della Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero, nel corso dell'odierno 'question time'. "E' intendimento del governo modificare radicalmente la normativa in tema di droghe in quanto riteniamo che non abbia avuto alcuna efficacia". Il ministro ha fatto notare che "non esiste una ricetta unica per risolvere un problema grosso e drammatico come quello delle droghe. Forse sarebbe piu' opportuno guardare al merito delle sperimentazioni per il risultato che hanno prodotto. Nell'azione di governo siamo guidati dai quattro principi, quelli della prevenzione, cura, riduzione del danno e lotta a narcotraffico. In altre fasi storiche questo tema e' stato sollevato e discusso e ha visto sperimentazioni in Italia al di la' delle divisioni politiche che non dovrebbero assumere una rilevanza cosi' alta. Consiglierei di affrontare la questione piu' laicamente e non come tema di scontro tra schieramenti". Il ministro a questo proposito ha ricordato che nel 2002 la proposta delle 'narcosalas' fu lanciata a Torino: "fu un presidente di circoscrizione di Forza Italia ad avanzarla dopo che nel mese di agosto in pochi giorni erano morti per overdose nella stessa circoscrizione dieci giovani". E a questo proposito Ferrero ha precisato che la proposta di sperimentare il modello svizzero di riduzione del danno non e' la linea del governo, ma una mia opinione personale.
Il ministro ha inoltre ribadito che il programma dell'Unione prevede l'abolizione delle sanzioni amministrative per i consumatori attualmente previste dalla legge: lo ha ribadito il ministro della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, rispondendo al Question time alla Camera.
"Il sequestro della patente, o del motorino e o dell'auto non avviene solo se si la persona e' sotto gli effetti della droga, ma anche se si viene trovati con uno spinello in tasca. Chi ha uno spinello in tasca non necessariamente e' un pericolo per gli altri".
"Per questo nel programma dell'Unione e' scritto che bisogna togliere le sanzioni amministrative per i consumatori, in modo da permettere un dialogo costruttivo con queste persone e non rischiare, come capita normalmente, di perdere il posto di lavoro perche' trovati per due volte con uno spinello in tasca".
Rispondendo all'interrogazione dell'Udc, il ministro ha poi negato di aver parlato di "migliaia di arresti" causati dall'entrata in vigore della legge Fini-Giovanardi sulle droghe: "Non ho visto migliaia di arresti, ho detto che ci sono stati una serie di arresti, come confermato dal notiziario droghe dell'Aduc".
Quindi Ferrero ha fornito dei dati "non definitivi" del Viminale: "Giovanardi parla di un calo del 10% delle persone segnalate all'autorità giudiziaria. Ho l'impressione che siano affermazioni avventate" perché "il ministero dell'Interno dice che c'è stato un calo del 9,85%: è un dato non definitivo con un grado di errore del 7-8%".
"Per una valutazione corretta di questi bisogna aspettare qualche mese quando saranno pronte le statistiche".

"Se il ministro Ferrero avesse un sia pur minimo senso critico si dimetterebbe immediatamente". Lo dice il senatore dell'Udc Maurizio Ronconi. "Non e' certo credibile un ministro abituato alle ritirate precipitose su argomenti che pure appartengono alle sue competenze e non e' accettabile per un ministro rifugiarsi nella opinione personale evidenziando cosi' una schizofrenia ideologica che contribuisce ad accrescere uno stato confusionale nel governo gia' sufficientemente alto".

"La domanda e': puo' un ministro, intervistato da un programma radiofonico in quanto ministro, parlare a titolo personale, anziche' a nome della compagine di governo di cui fa parte?". Lo chiede, polemicamente, l'onorevole Riccardo Pedrizzi, responsabile An per le politiche della famiglia.
"Quanto alla conferma di Ferrero circa l'intenzione del governo di fare strame della legge Fini antidroga e antispaccio per ritornare ad una politica pro-droga e pro-spaccio, l'Unione dovra' fare i conti con la nostra dura opposizione in Parlamento". Significativo, secondo l'esponente An, che il ministro Ferrero "nel parlare dei principi che guidano l'azione dell'esecutivo in materia di droga, abbia citato la prevenzione, la cura (leggasi normalizzazione), la riduzione del danno (leggasi cronicizzazione) e la lotta al narcotraffico (e allo spaccio?). Non una parola sul recupero del tossicodipendente". E', spiega Pedrizzi la "dimostrazione che questo governo ritiene che con la droga si puo' convivere. Per noi, invece, la tossicodipendenza non va normalizzata, il danno della droga non va ridotto, non va cronicizzato, ma eliminato".

"Le dichiarazioni del ministro Ferrero sulle "stanze del buco" rappresentano una uscita improvvida e dannosa e non hanno alcun collegamento ne' con il Programma dell'Unione, ne' con il Programma del Governo. Fortunatamente il Ministro ha chiarito trattarsi di una sua opinione che in alcun modo poteva rappresentare la posizione del Governo". Mauro Fabris, capogruppo dei Popolari-Udeur alla Camera, commenta cosi' la risposta del governo all'interrogazione urgente in materia di "shotting room".
"Certo l'Udeur e' contro ogni logica repressiva volta alla criminalizzazione della tossicodipendenza, altro e' ammettere pero' l'uso di stupefacenti nei nostri canoni culturali. Chiarita la questione ora e' bene occuparsi della realizzazione delle cose che stanno nel programma".

"Un plauso al ministro Ferrero che ha annunciato l'abrogazione della legge Fini, come e' stabilito dal programma dell'Unione. Bisogna agire subito". Lo ha affermato il senatore Gianpaolo Silvestri, responsabile diritti civili del 'Sole che Ride'. "Dobbiamo urgentemente bloccare gli effetti disastrosi di questo provvedimento: migliaia di persone potrebbero finire in carcere, magari per aver fumato uno spinello. Inoltre, dovremo rivedere la distribuzione dei contributi pubblici. Finora sono state privilegiate soltanto le strutture private, integraliste e confessionali a discapito di quelle pubbliche".

"Ferrero puo' anche tentare di giocare con le cifre, ma la verita' e' che oggi ha dovuto ammettere pubblicamente che le sue stesse affermazioni, secondo cui la nuova legge sulla droga aveva fatto crescere il numero delle persone segnalate all'autorita' giudiziaria per spaccio di stupefacenti, era falsa. E che anzi le cose stanno diametralmente all'opposto". Carlo Giovanardi ribadisce, dopo aver ascoltato la risposta in aula a Montecitorio del ministro della Solidarieta' sociale nel Question time, che l'esponente di Rifondazione e' stato smentito dai fatti; e che lui stesso lo ha confermato, anche se a malincuore. Ferrero in effetti ha definito in aula una cifra "avventata" il calo del 10% delle segnalazioni alla magistratura nel primo mese di applicazione delle tabelle della nuova legge sulla droga. Quelle che in pratica discriminano con precisione fra quantita' di droga per uso personale e per spaccio. Ed ha motivato questo giudizio sulla base del fatto che i dati provvisori forniti in merito dal Dipartimento antidroga della Polizia parlano di una flessione del 9,85%, su cui andrebbe previsto un margine d'errore del 7-8%. "Anche nella peggiore delle ipotesi statistiche. Siamo intorno al 9% in meno rispetto a quando non c'era la legge che ha varato il centrodestra. Quindi il Ferrero che parla di depenalizzare la nostra legge sulla droga, viene smentito dal Ferrero che ha risposto davanti al Parlamento".

ALTRE REAZIONI

"Noi di Azione Giovani siamo disposti a scendere in piazza e protestare, perche' per l'ennesima volta la sinistra e' incoerente sul tema della droga: ha un approccio minimale e demagogico. Da un lato e' liberale e tollerante nei confronti della droga, dall'altro considera il drogato un malato incurabile". Sul tema droga e sulle dichiarazioni del ministro Ferrero circa le cosiddette "stanze del buco", l'on. Giorgia Meloni di AN non ha dubbi. "Noi diciamo che non si affronta cosi' il tema della droga -ha detto questa mattina in un'intervista su RTL 102.5 nel corso di "Non stop News"- la riduzione del danno conta meno della prevenzione, la sinistra non si pone il problema di come far uscire un drogato dal suo dramma, lo lascia andare. Mai ha voluto riconoscere i percorsi di recupero delle comunita' terapeutiche, che invece danno grandi risultati e possono restituire alla societa' persone che hanno molto da insegnare".

"E' terrificante che il ministro Ferrero abbia con tanta superficialita' ed irresponsabilita' espresso idee e convinzioni scandalose ed inaccettabili, come quelle delle camere della droga". Lo afferma il senatore di Forza Italia Antonio Tomassini tornando sul dibattito aperto dal ministro per la solidarieta' sociale.
"Vile -aggiunge il capogruppo di Fi nella commissione salute del Senato- e' che per fare scudo alle sue opinioni deboli, Ferrero usi la maldicenza e la calunnia tendenziosa, cercando di gettare discredito su tutti i parlamentari, sostenendo che sia diffuso l'uso di droghe in Parlamento'. Se sa, deve fare nomi e cognomi, precisando le circostanze. Altrimenti e' un bugiardo che mente sapendo di mentire. La droga e' un pericolo mortale. Il problema non si risolve dicendo che 'tutti si drogano'. Queste non e' solidarieta' sociale, ma grave complicita' in un crimine".
"E' allarmante quanto viene previsto nella ridistribuzione delle competenze ministeriali per aumentare a dismisura le poltrone del potere: il delicato problema della politica della droga, finora giustamente affidato a Palazzo Chigi per la sua multidisciplinarieta', si prevede venga affidato al neo ministero cosiddetto delle solidarieta' sociale".

Sulla proposta di istituire le cosiddette 'stanze del buco', il farmacologo Silvio Garattini, direttore dell'istituto Mario Negri di Milano, si dice contrario. "Sono contro qualsiasi cosa che possa rendere la droga accettabile. Credo che dobbiamo lavorare il piu' possibile su una cultura della persuasione, in modo da scoraggiare i giovani, e non sviluppare invece sistemi che li aiutino a considerare la droga qualcosa di non troppo grave".
Garattini ha inoltre sottolineato come secondo lui sia un errore "la distinzione tra droghe leggere e pesanti, che quindi andrebbero trattate allo stesso modo. Cio' varrebbe per tabacco, alcol e cocaina. Lo scopo deve essere quello di far disapprovare moralmente all'opinione pubblica il consumo di droga, eliminando l'idea che la trasgressione sia qualcosa di bello".

"Ben vengano sperimentazioni sulle 'stanze del buco': c'e' bisogno di serie politiche di riduzione del danno". Lo ha detto Francesco Francescaglia, coordinatore nazionale della Fgci (Federazione giovanile comunisti italiani), intervenendo nel dibattito sulla droga. "Il governo non dimentichi, pero', che bisogna subito fermare gli effetti della Fini-Giovanardi: occorre stoppare le tabelle ministeriali, che hanno gia' fatto finire in galera tanti giovani, in attesa dei tempi tecnici per abrogare la legge. Si convochi una conferenza nazionale con gli operatori e le associazioni, per riscrivere una legge sull'uso delle sostanze che preveda la riduzione del danno per i consumatori di 'droghe pesanti' e la legalizzazione delle 'droghe leggere', perche' 'giusto o sbagliato, non puo' essere reato'". Per Francescaglia inoltre "serve una netta discontinuita' anche con le fallimentari politiche anti-droga internazionali. Fino ad ora sono stati colpiti i piccoli spacciatori, i consumatori ed i contadini produttori (senza minimamente ridurre le produzioni, anzi, come per l'oppio in Afghanistan e per la coca in sud America), praticamente ignorando tutto quello che c'e' nel mezzo: il grande narcotraffico. Finora, come al solito: una politica debole con i forti e durissima con i deboli".

"No alle stanze del buco. I dati scientifici non possono essere modificati e strumentalizzati per fini politici". E' quanto afferma l'immunologo Fernando Aiuti, presidente dell'Anlaids, riferendosi alla recente proposta del ministro Ferrero.
"La proposta sulla droga di Stato in "stanze del buco" e le polemiche seguite non hanno affrontato il problema sulla situazione attuale della tossicodipendenza per via venosa e le sue conseguenze sul piano sociale e sanitario". L'Anlaids, prosegue Aiuti, e' "contraria alla liberalizzazione delle droghe, e' contraria all'uso della droga di stato in stanze del buco anche sotto il controllo dei sanitari, e' contraria alla politica arrendevole e permissiva nei confronti degli spacciatori, e' contraria agli sconti di pena per gli spacciatori di droghe gia' condannati, mentre si dichiara favorevole a politiche dirette al recupero dei tossicodipendenti nelle comunita' terapeutiche e non in carcere. I dati statistici testimoniano che le politiche finora usate e le leggi in vigore stanno andando verso la giusta direzione, mentre invece risultano fallimentari gli interventi in vigore a titolo sperimentale all'estero come l'uso di stanze per bucarsi o l'autorizzazione ad aree urbane riservate ai drogati (vedi esperienze di Zurigo). L'Italia - conclude Aiuti - e' all'avanguardia anche sul piano assistenziale nel settore AIDS grazie agli interventi eseguiti con la legge 135/90 sulla rete assistenziale, sulle case alloggio, sui corsi di aggiornamento, sull'assistenza domiciliare ed anche con altre leggi approvate per il controllo della tossicodipendenza negli ultimi dieci anni. Non dobbiamo inventarci nuove strategie, ma insistere e continuare con quelle che finora hanno dato i risultati migliori".

"La droga e' un male assoluto e legalizzarla significa dare piu' liberta' di morire ai nostri ragazzi". E' la replica della senatrice Maria Burani Procaccini, presidente della Consulta Etico-religiosa di forza Italia alla sperimentazione delle stanze del buco.
Secondo la senatrice, "Veronesi sbaglia perche' sa che gli esperimenti in Olanda e Svizzera sono falliti". E conclude: "Chi si indigna quando si parla dell'abrogazione della legge Merlin, lancia idee che sono contrarie alla cultura della vita".

"No alla rottamazione dei ragazzi, ma superare impianto punitivo della legge Fini-Giovanardi": cosi' Fabio Evangelisti vice capogruppo di IDV alla Camera sulla proposta di Ferrero sulle shooting rooms.
"Le cosiddette stanze del buco non sono di certo un valore di riferimento per l'Italia dei Valori. In Toscana, ad esempio, la Giunta aveva provato ad avanzare una proposta simile, ma poi, confrontandosi con le comunita' terapeutiche, con i Sert, ha fatto un passo indietro. Rimproveriamo al Ministro di non aver consultato prima gli operatori del settore e di aver compiuto una fuga in avanti, anche rispetto ai sostenitori della riduzione del danno. Dal confronto con chi ogni giorno opera in questo campo, avrebbe appreso che la sua iniziativa sarebbe risultata da subito una cinica proposta, perche' finisce per diventare una sorta di 'rottamazione dei ragazzi', un abbandono alla loro tossicita', senza risolvere il problema in modo definitivo. Cio' che occorre e' un decreto che blocchi gli effetti deleteri e l'impianto punitivo della legge Fini-Giovanardi, che ha come risultato quello di chiudere i tossicodipendenti nei Sert, senza provvedere ad un loro effettivo recupero".
"Occorre dunque un superamento in senso migliorativo delle leggi in materia, piuttosto che impegnarsi in un dibattito su improbabili sperimentazioni".

E sulle parole di Ferrero, Giulio Manfredi (Comitato nazionale Radicali Italiani) e Bruno Mellano (deputato Rosa nel Pugno) hanno rilasciato la seguente dichiarazione:
"Non ci piace il polverone che si è alzato dopo le dichiarazioni aperturiste del ministro Ferrero sulle narcosalas; si rischia di confondere cose diverse e di lasciar cadere, ancora una volta, la possibilità di fare effettivamente qualcosa, al di là del valzer delle dichiarazioni.
Diciamolo: le narcosalas non sono la somministrazione di eroina sotto controllo medico in atto da oltre dieci anni in Svizzera. Nelle narcosalas il tossicodipendente arriva portando con sé la droga di strada acquistata dallo spacciatore; proprio perché non conosce il contenuto della droga, è importante che possa assumerla in condizioni igieniche e sanitarie dignitose, tali da permettere un intervento rapido in caso di overdose. Per arrivare alla somministrazione controllata di eroina da parte del servizio sanitario pubblico, occorre modificare le leggi esistenti; per istituire una narcosala, un Comune o una Regione non devono aspettare l'intervento del Parlamento. Coloro che si fanno scudo dell'art. 79 del DPR 309/90 ("agevolazioni dell'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope") sono in malafede; è del tutto evidente che ci troviamo davanti a una norma di legge volta a reprimere attività legate allo spaccio e al commercio criminale delle droghe (garantito dal regime proibizionista). La "narcosala" è un intervento sanitario e sociale di riduzione del danno e non può essere equiparata alle attività finalizzate allo spaccio; altrimenti, occorrerebbe proibire anche i distributori automatici di siringhe. La Spagna aderisce come l'Italia alle convenzioni internazionali proibizioniste ma ciò non ha impedito all' Agenzia Antidroga della regione di Madrid, governata dal centro-destra, di istituire la narcosala di Barranquilla e di chiamarla Card (Centro Assistenziale di Riduzione del Danno).
A chi si strappa le vesti, anche a sinistra, ricordiamo che nel Programma dell'Unione, a pag. 187, c'è scritto che "vanno sostenuti quanti, con approcci culturali e metodologie differenti, da anni sono impegnati a costruire percorsi personalizzati e perciò efficaci di prevenzione, cura e riabilitazione, considerando le strategie di riduzione del danno come parte integrante della rete dei servizi"; le narcosalas fanno parte a pieno titolo delle suddette strategie di riduzione del danno.
A Giovanardi, Gasparri e soci ricordiamo che chi (loro) ha avuto la faccia di bronzo di far passare la riscrittura dell'intera legge sulle tossicodipendenze dentro il decreto legge sulle Olimpiadi Invernali di Torino (ex-Presidente Ciampi, nulla da dichiarare?) dovrebbe avere la decenza di stare zitto.
Al ministro Ferrero, vogliamo infine dire che ci ricordavamo un Paolo Ferrero, militante torinese di Rifondazione Comunista, molto ascoltato perché parlava poco e faceva molto; non vorremmo che la poltrona ministeriale avesse cambiato quel Paolo Ferrero!". br>
"La Cdl ha montato un caso ideologico sulla somministrazione controllata di eroina, una cura sperimentata con successo in Svizzera che ha ridotto il numero di morti per overdose. Il ministro Ferrero ha avuto il merito di aver sollevato il problema": cosi' il Verde Tommaso Pellegrino, componente della commissione Affari sociali della Camera.
"L'espressione 'stanze del buco' utilizzata in questi giorni e' fuorviante e si presta agli attacchi strumentali della Cdl. Al ministro Ferrero esprimiamo la nostra solidarieta"'.
"La tossicodipendenza e' uno stato patologico e come tale va curata. E' dimostrato che proibizionismo, repressione e carcere non rappresentano una soluzione, ma in molti casi aggravano il problema. Una questione cosi' importante va affrontata scientificamente, non alzando inutili e pericolosi steccati ideologici". "La legge Fini-Giovanardi sulle droghe e' inutile e dannosa e per questo va abolita. Serve un approccio diverso alla lotta delle tossicodipendenze: tolleranza zero contro narcotraffico e spaccio e metodi di cura innovativi e al passo con le indicazioni della comunita' scientifica".

"Allucinanti": cosi' il sindaco di Lecce ed europarlamentare Adriana Poli Bortone (An). "Se gli elettori italiani avessero solo per un istante immaginato che il loro voto sarebbe servito a tutto cio' si sarebbero ben guardati dall'affidare a questa maggioranza il mandato democratico di governare un Paese civile come l'Italia. Le dichiarazioni del ministro della solidarieta' sociale Paolo Ferrero sono allucinanti, giusto per restare in tema di droga".
"La proposta della 'stanza del buco', pero' si inserisce in un solco gia' tracciato da certa sinistra oltranzista ed estremista che pur non rappresentando una quota rilevante di elettorato riesce, tuttavia, a condizionare non poco gli ambienti del centrosinistra".
"Ma al di la' delle posizioni personali e degli auspici estemporanei di qualcuno, non puo' l'insinuazione sull'uso di droga fra i politici avanzata da Ferrero". Tale dichiarazione, per Poli Bortone, offre lo spunto per esplicitare un'esigenza di chiarezza: "Se non e' possibile fare l'antidoping ai politici, che si chieda almeno, ai partiti che affermano di voler combattere le droghe, di non esprimere candidati che ne facessero uso".

"Un medico di fronte ad un paziente che rifiuta un intervento chirurgico non puo' negargli una terapia di mantenimento. Rischierebbe di subire un severo provvedimento da parte dell Ordine dei Medici". A spiegare cosi' l'importanza delle politiche di riduzione del danno e' Vittorio Agnoletto, medico, gia' presidente della Lila ed eurodeputato della Sinistra unitaria europea, dopo l'intervento del ministro Ferrero al question time.
"Ridurre i danni significa infatti prendere atto che le conseguenze negative, umane e sociali, dovute (in questo caso) all' uso di eroina non possono essere immediatamente cancellate e che quindi, mentre si lavora per una soluzione definitiva, nel frattempo si cerca di ridurne i danni. La distribuzione di siringhe pulite e di profilattici, le terapie con il metadone, la disponibilita' di stanze ove chi si buca lo possa fare almeno in condizioni di sicurezza e assistenza sono strumenti essenziali di questa strategia sanitaria. Strategia che e' inserita nel programma dell'Unione, sottoscritto da tutti i partiti della maggioranza, dove si cita esplicitamente la riduzione del danno".
"Da un punto di vista sanitario rinunciare a questi interventi salva-vita sarebbe come chiedere ad un medico di rinunciare a trattare con una terapia farmacologica un paziente che non si sente nella condizione psicologica, per il momento, di affrontare un intervento chirurgico. Solo la disponibilita' di tali strumenti potra' permettere a quella persona di sopravvivere fino a quando trovera' la forza per affrontare un intervento potenzialmente risolutivo". "La riduzione del danno - spiega ancora l'eurodeputato - e' complementare e non antagonista all' intervento preventivo, all'azione delle comunita' e dei SERT. Infatti per l'OMS e l'UNAIDS quattro sono i pilastri della lotta alla droga: Prevenzione - Cura - Riduzione del Danno Riabilitazione".

"E' una stupidaggine che non risolve il problema". Questa la risposta data da Umberto Bossi stasera al termine di un comizio nel bresciano, ai giornalisti che gli hanno chiesto un commento sulla possibilita' di istituire le "stanze del buco" per i tossicodipendenti.

"Le priorita' sono altre. Le 'narcosala' sono un esperimento su cui bisogna riflettere, a me comunicano un senso di impotenza e di sconfitta". Lo afferma a "La Repubblica" lo psichiatra Luigi Cancrini, deputato del Pdci e da sempre impegnato sui problemi della tossicodipendenza.
"Non servono se si applicano bene le strategie di riduzione del danno" che sottolinea "vuol dire occuparsi di una tossicodipendente anche se non ha deciso di smettere. Vuol dire dargli una mano comunque, impedire che oltre ai danni della droga si ammali di Aids, o rischi di morire di overdose".
"E' offrire siringhe pulite, e' utilizzare il metadone, sono le comunita' aperte". "E' cosi' che gli operatori entrano in contatto con tossicodipendenti che altrimenti respingerebbero ogni contatto. E' stata cieca la politica che ha tagliato i fondi ai Sert".

"Bisogna intervenire sulla Legge Fini - Giovanardi soprattutto per separare bene le tipologie di consumo che vanno punite da quelle che invece necessitano di un intervento di recupero fermo e certo nelle strutture pubbliche". Lo sostiene la senatrice Marina Magistrelli dell'esecutivo della Margherita e componente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama. "L'esperienza giuridica nel nostro Paese nel tempo aveva messo a regime delle norme che erano divenute efficaci e avevano portato, e a volte 'forzato', i tossicodipendenti al recupero. Bastava proseguire su quella strada, aggiornando e modificando le norme che, mano a mano, si rivelavano non adeguate per combattere un fenomeno in continua evoluzione". "Il governo Prodi dovra' affrontare questa riforma con fermezza contro lo spaccio nazionale e internazionale, con determinazione contro ogni cedimento possibilista sull'uso di sostanze stupefacenti e con leggi e strutture adeguate per motivare i tossicodipendenti al recupero. Il dibattito di questi giorni sulle stanze del buco e' quindi all'ultimo posto delle urgenze sul tema droga. Non sono una priorita' come, invece, e' l'abrogazione della pessima legge sulle tossicodipendenze voluta dallo scorso governo di centrodestra".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →