Italia. Ferrero: entro febbraio nuova proposta di legge
Entro il mese di febbraio arriverà la proposta sulla nuova legge per l'immigrazione che modificherà la Bossi-Fini. Lo ha annunciato il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero oggi a Milano nell'ambito del suo Viaggio sull'immigrazione in giro per l'Italia. "Stiamo lavorando con il ministro Amato per un superamento della Bossi-Fini - ha detto il ministro - cioè una modifica del testo unico sull'immigrazione e credo che nel mese di febbraio arriverà la proposta della nuova legge sull'immigrazione".
Nell'ambito della discussione sulla nuova proposta di legge un capitolo ancora da definire è quello sui Cpt, i Centri di permanenza temporanea. "Su questo c'è una discussione in corso - ha riferito Ferrero - la mia opinione è che sia opportuno arrivare alla chiusura. Vedremo se nella legge arriveremo fin lì o comunque ad un ridimensionamento dei Cpt".
Per il ministro della Solidarietà sociale l'immigrazione non costituisce un'emergenza per il Paese. Più semplicemente si tratta di ricondurre il fenomeno sociale entro i cardini della regolarità. "Più che di emergenza - ha spiegato - mi pare ci sia la necessità di riportare il fenomeno entro i termini della regolarità degli ingressi invece di accrescere l'irregolarità e la clandestinità e ritengo che questo dipenda in larga parte dalla legge". Legge che, a giudizio dello stesso ministro, deve consentire un ingresso degli immigrati nel mercato del lavoro "in termini regolari. Penso ad esempio a quello che succede troppo spesso tra le badanti, gente che trova lavoro ma in condizioni di irregolarità".
Nonostante a livello nazionale non si possa parlare di emergenza immigrazione, il ministro Ferrero ha ben presenti alcune criticità a livello locale legate al fenomeno dell'immigrazione.
"E' un problema di alcune emergenze specifiche - ha proseguito - anche oggi abbiamo discusso dei cosiddetti ghetti urbani su cui è necessario intervenire". "Non mi pare tuttavia - ha concluso - che ci sia un'emergenza complessiva in Italia. Ci sono tre milioni di immigrati che lavorano normalmente, le emergenze riguardano solo situazioni molto localizzate".
Nell'ambito della discussione sulla nuova proposta di legge un capitolo ancora da definire è quello sui Cpt, i Centri di permanenza temporanea. "Su questo c'è una discussione in corso - ha riferito Ferrero - la mia opinione è che sia opportuno arrivare alla chiusura. Vedremo se nella legge arriveremo fin lì o comunque ad un ridimensionamento dei Cpt".
Per il ministro della Solidarietà sociale l'immigrazione non costituisce un'emergenza per il Paese. Più semplicemente si tratta di ricondurre il fenomeno sociale entro i cardini della regolarità. "Più che di emergenza - ha spiegato - mi pare ci sia la necessità di riportare il fenomeno entro i termini della regolarità degli ingressi invece di accrescere l'irregolarità e la clandestinità e ritengo che questo dipenda in larga parte dalla legge". Legge che, a giudizio dello stesso ministro, deve consentire un ingresso degli immigrati nel mercato del lavoro "in termini regolari. Penso ad esempio a quello che succede troppo spesso tra le badanti, gente che trova lavoro ma in condizioni di irregolarità".
Nonostante a livello nazionale non si possa parlare di emergenza immigrazione, il ministro Ferrero ha ben presenti alcune criticità a livello locale legate al fenomeno dell'immigrazione.
"E' un problema di alcune emergenze specifiche - ha proseguito - anche oggi abbiamo discusso dei cosiddetti ghetti urbani su cui è necessario intervenire". "Non mi pare tuttavia - ha concluso - che ci sia un'emergenza complessiva in Italia. Ci sono tre milioni di immigrati che lavorano normalmente, le emergenze riguardano solo situazioni molto localizzate".
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