Italia. Ferrero: per integrazione, liberta' di religione e voto amministrativo
Per migliorare l'integrazione degli immigrati in Italia, "credo ci voglia anche una legge sulla liberta' religiosa". Lo ha sottolineato il ministro per la Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, intervenendo ieri, in Campidoglio, ad un convegno sul tema della tutela e garanzia delle diversita'.
Il ministro ha precisato che tale legge deve "riguardare il complesso degli immigrati in modo che ognuno possa sentirsi in Italia a casa propria, ovviamente rispettando le regole costituzionali di questo Paese".
E se l'approvazione di una legge sulla liberta' religiosa (il Parlamento e' impegnato a discutere due proposte di legge della maggioranza) "sarebbe un grande passo avanti in direzione del riconoscimento delle pluralita'", complessivamente Ferrero ritiene che sul versante dell'integrazione in Italia "si sono fatte molte cose a livello locale, sia da parte degli enti locali sia da parte delle associazioni, mentre a livello centrale si e' fatto pochissimo, anzi sono stati fatti danni a livello centrale e quindi siamo indietro rispetto agli altri Paesi europei".
Adesso, chiude Ferrero, "stiamo cercando di dare una svolta", prevedendo, al contempo, il riconoscimento di "diritti civili e di diritti sociali".
"Spero che il diritto di voto agli immigrati, in Italia da piu' di 5 anni, sia riconosciuto tra due o tre settimane con il superamento della Bossi-Fini e l'inserimento del diritto di voto attivo e passivo alle amministrativo".
Il ministro ha precisato che tale legge deve "riguardare il complesso degli immigrati in modo che ognuno possa sentirsi in Italia a casa propria, ovviamente rispettando le regole costituzionali di questo Paese".
E se l'approvazione di una legge sulla liberta' religiosa (il Parlamento e' impegnato a discutere due proposte di legge della maggioranza) "sarebbe un grande passo avanti in direzione del riconoscimento delle pluralita'", complessivamente Ferrero ritiene che sul versante dell'integrazione in Italia "si sono fatte molte cose a livello locale, sia da parte degli enti locali sia da parte delle associazioni, mentre a livello centrale si e' fatto pochissimo, anzi sono stati fatti danni a livello centrale e quindi siamo indietro rispetto agli altri Paesi europei".
Adesso, chiude Ferrero, "stiamo cercando di dare una svolta", prevedendo, al contempo, il riconoscimento di "diritti civili e di diritti sociali".
"Spero che il diritto di voto agli immigrati, in Italia da piu' di 5 anni, sia riconosciuto tra due o tre settimane con il superamento della Bossi-Fini e l'inserimento del diritto di voto attivo e passivo alle amministrativo".
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