Italia. Ferrero: legge Bossi-Fini "demente"
"Quest'anno ci sono state più di mezzo milione di domande di richiesta di assunzione da parte delle imprese e la destra ha fatto un decreto flussi solo per 170mila persone. Ciò è una cosa demente ed è anche demente sul piano economico perché aver estromesso 300mila persone significa perdere un miliardo di euro di entrate per lo Stato". Lo afferma Paolo Ferrero, ministro per la Solidarietà sociale, a Portella della Ginestra, a margine dell'inaugurazione di un centro ippico intitolato a Giuseppe Di Matteo sorto su dei terreni confiscati alla mafia, riferendosi all'attuale legge sull'immigrazione fatta dall'ex governo di centrodestra.
Il ministro quindi segnala che "si tratta di riuscire a portare a trasparenza e legalità un fenomeno che oggi la legge obbliga alla clandestinità. Il problema vero è che oggi, in Italia, è quasi impossibile per un immigrato entrare legalmente. La Bossi-Fini - segnala il ministro - si basa su una finzione: cioè che i datori di lavoro assumano delle persone che abitano a migliaia di chilometri di distanza senza averli mai visti. In pratica il 'decreto flussi' finisce per favorire le organizzazioni del traffico perché i clandestini, per essere assunti, devono prima arrivare, poi lavorare in nero e quindi devono tornare sempre illegalmente nei loro Paesi per poi rientrare legalmente. Tutto ciò mi sembra che sia una follia".
La soluzione? "Non è mai solo su un punto - risponde Ferrero - ma è indubbiamente quella di riuscire a fare avere ai migranti un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, o avere uno sponsor, cioè qualche forma di affidamento ad alcune associazioni. In pratica la costruzione di una rete di relazioni affinché gli immigrati possano entrare legalmente in Italia per cercare lavoro senza che invece siano abbandonati a se stessi e avendo anche un minimo di risorse per garantirsi la sopravvivenza per i primi mesi. Su questo si giocherà la discussione nei prossimi mesi anche perché la Cdl ha fatto dei decreti sui flussi inferiori a quanto richiesto dal mercato del lavoro. Non capisco - conclude Ferrero - perché non bisogna costruire un circuito in cui tutti siano nelle condizioni di legalità".
Di piu' lavoratori extracomunitari il settore del turismo ha particolare bisogno, soprattutto in estate, ma nell'aprire le porte bisogna stare attenti e saper 'selezionare', in modo che chi viene dall'estero abbia davvero un'opportunita' di lavoro. Cosi' il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, commenta le dichiarazioni rilasciate dal ministro Ferrero.
'Ogni anno ci troviamo nel confronto con il ministero del Lavoro a sottolineare l'esigenza di un maggior numero di lavoratori extracomunitari per il settore del turismo. - afferma Venturi - Ma parliamo di lavoratori stagionali'. Secondo il presidente dell'associazione, infatti, da una parte bisogna 'rispondere a determinate esigenze' delle imprese, ma dall'altra 'bisogna mantenere una certa regolarita" e bisogna stare attenti a che gli extracomunitari che entrano in Italia 'vengano sapendo di avere un'opportunita" di lavoro. Il collegamento con il lavoro, continua, 'e' importante', altrimenti puo' nascere il rischio di un coinvolgimento in organizzazioni criminose.
L'apertura del ministro Ferrero e' accolta positivamente dalla Caritas Italiana. 'E' una posizione condivisa ed auspicata da tempo anche dalla Caritas - ha detto Oliviero Forti, responsabile dell'ufficio immigrazione - riteniamo infatti che ci sia bisogno di nuovi canali legali per l'entrata degli immigrati. Per noi e' una posizione piu' che positiva. Il permesso per ricerca di lavoro potrebbe andare in questa direzione e soprattutto, ma dovrebbe essere sperimentato, potrebbe ridurre l'immigrazione clandestina'. L'importante, per Forti, e' che ci sia un dialogo, un comune intento, fra governo ed organizzazioni finalizzato a trovare la soluzione.
'Siamo d'accordo con il ministro Ferrero. A questo punto ci aspettiamo che il governo cominci a realizzare cose concrete e la prima e' il decreto bis' per regolarizzare i lavoratori immigrati che hanno fatto richiesta ma non sono stati accettati. Lo afferma Piero Soldini, responsabile del dipartimento politiche dell'immigrazione della Cgil, commentando l'apertura del ministro.
'Dare la possibilita' a 350.000 persone gia' in Italia e garantite dal datore di lavoro di essere regolarizzate - sottolinea - ha un valore non solo sul piano sociale, ma anche su quello economico'. La regolarizzazione di 350.000 posti di lavoro permetterebbe infatti di recuperare dal sommerso, spiega Soldini, 'qualcosa come lo 0,8% del pil'. 'Sarebbe un punto qualificante, oltre che di politica sociale anche di manovra di risanamento', insiste Soldini.
Di fronte alla necessita' di piu' lavoratori extracomunitari del mercato del lavoro italiano, Soldini chiede dunque una 'politica di governo dei flussi'. 'L'unico modo - afferma - e' di farli arrivare legalmente, per dare una risposta alle esigenze economiche, ma anche alla necessita' di controllare meglio chi entra'.
Assolutamente condivisibile e benvenuta la dichiarazione del ministro Ferrero: cosi' l'Arci commenta quanto ribadito oggi dal responsabile della solidarieta' sociale in merito a nuove modalita' di accesso in Italia per gli immigrati. 'La posizione di Ferrero - dice Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell'Arci - era gia' nota. E' ora di far seguire i fatti alle parole e al testo del programma dell'Unione. Sarebbe opportuno che a settembre il governo mettesse mano a tutta la partita dell'immigrazione e del diritto d'asilo con gli strumenti di cui dispone, dalle circolari alla decretazione d'urgenza, alle modifiche del regolamento d'attuazione che non prevedono passaggi parlamentari. In parallelo - prosegue Miraglia - dovrebbe avviare un'ampia consultazione per la riforma legislativa. Cio' che auspichiamo e' che centinaia di migliaia di stranieri che si attendono molto dal governo non debbano essere di nuovo sottoposti all'ipocrisia della chiamata diretta e che il prossimo decreto flussi consenta agli stranieri gia' oggi in Italia di restarci senza tornare a casa'.
Quella del ministro Ferrero 'sembra un'ipotesi saggia e responsabile, perche' prende atto dell'esigenza di famiglie e imprese per una manodopera che va accolta'. Cosi' Guglielmo Loi, segretario confederale della Uil, commenta l'apertura del ministro della Solidarieta' sociale sull'immigrazione.
Garantire un ingresso regolare e piu' numeroso 'evita che ci siano lavoratori in nero e porta beneficio all'emersione', continua Loi. Ora bisogna vedere se, pero', conclude, il governo dara' seguito alle ipotesi, favorira' il confronto, e passera' dalle parole ai fatti.
L'immigrazione legale e' una risorsa per l'agricoltura Made in Italy; gli ingressi devono dare una risposta adeguata ai bisogni delle imprese e alle aspettative dei lavoratori, per conciliare il rigore nei confronti della clandestinita' con i cambiamenti di una moderna economia post-industriale. E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni che, nel commentare le dichiarazioni del Ministro Ferrero sull'importanza dell'immigrazione legale, sottolinea la necessita' di superare il regime delle quote per i lavoratori provenienti dai dieci paesi di allargamento dell'Unione.
Occorre - prosegue il Presidente della Coldiretti - combattere l'illegalita' e cogliere le opportunita' di occupazione che l'agricoltura puo' offrire dando la possibilita' alle imprese, con la semplificazione degli adempimenti burocratici, di continuare nel percorso di trasparenza dei rapporti di lavoro intrapreso negli ultimi anni nel settore, dove la domanda di lavoro segue i cicli stagionali delle produzioni. Negli ultimi anni - precisa la Coldiretti - la presenza di lavoratori immigrati nei campi e' cresciuta con tassi di incremento annui a due cifre ed oggi rappresentano quasi il 15 per cento degli occupati. Sulla base dell'ultima indagine Inea - continua la Coldiretti - i lavoratori stranieri occupati in agricoltura sono circa 117.000 concentrati per circa la meta' nelle Regioni del Nord (48%), ma presenti anche nel sud e isole (37%) e nel centro Italia (15%). Una realta' - continua la Coldiretti - che e' divenuta una componente strutturale di molti 'distretti agricoli' come nel caso della raccolta delle fragole nel veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell'uva in Piemonte, del tabacco in Umbria e Toscana e dell'allevamento in Lombardia. In particolare gli immigrati impegnati nei campi si occupano - sostiene la Coldiretti - della raccolta della frutta e della vendemmia (42,4%), della preparazione e raccolta di pomodoro, ortaggi e tabacco (32,1%), ma anche nell'attivita' di allevamento (12,8%).
Ma - conclude la Coldiretti - cresce la presenza dei lavoratori extracomunitari anche in attivita' innovative con circa 2000 persone impiegate nell'agriturismo (per lo piu' donne con un rapporto stagionale e dedite alla cura degli ambienti e alla ristorazione) e 7500 occupati nella trasformazione e vendita diretta dei prodotti agricoli
Anche l'Unhcr condivide la posizione del ministro della solidarieta' sociale sulla necessita' di prevedere nuovi canali per l'accesso in Italia degli immigrati.
'E' una posizione condivisibile - dice la portavoce Laura Boldrini - anche perche' ogni opzione che miri a limitare il numero dei morti e di sciagure nel mediterraneo deve essere motivo di approfondimento da parte della politica'. Tuttavia, Boldrini sostiene che l'apertura espressa dal ministro Ferrero non dovrebbe riguardare solo gli immigrati ma anche i rifugiati, creando le condizioni perche' l'Italia aderisca ai programmi di reinserimento sostenuti proprio dall'Unhcr.
L'Alto commissario per i rifugiati dell'Onu, infatti - ricorda la portavoce - sostiene dei programmi di reinsediamento per rifugiati provenienti da paesi di primo asilo, in cui cioe' sono stati riconosciuti tali, 'ma dove pero' mancano le condizioni di sicurezza e quindi di integrazione reale, verso altri paesi. Questi programmi consentono il trasferimento legale senza dover rischiare la vita sulle carrette del mare. E' chiaro che questi programmi non devono essere in sostituzione del diritto di chiedere asilo a chi poi arriva sul territorio italiano, e necessitano di risorse specifiche addizionali'.
Boldrini sottolinea che ci sono paesi in cui il reinsediamento e' gia' un fatto storico, come alcuni paesi del nord Europa: 'l'Italia invece non vi ha mai aderito. Noi ci auguriamo che l'apertura di Ferrero voglia andare incontro non solo agli immigrati ma anche ai rifugiati aderendo ai programma di reinsediamenti'.
Il ministro quindi segnala che "si tratta di riuscire a portare a trasparenza e legalità un fenomeno che oggi la legge obbliga alla clandestinità. Il problema vero è che oggi, in Italia, è quasi impossibile per un immigrato entrare legalmente. La Bossi-Fini - segnala il ministro - si basa su una finzione: cioè che i datori di lavoro assumano delle persone che abitano a migliaia di chilometri di distanza senza averli mai visti. In pratica il 'decreto flussi' finisce per favorire le organizzazioni del traffico perché i clandestini, per essere assunti, devono prima arrivare, poi lavorare in nero e quindi devono tornare sempre illegalmente nei loro Paesi per poi rientrare legalmente. Tutto ciò mi sembra che sia una follia".
La soluzione? "Non è mai solo su un punto - risponde Ferrero - ma è indubbiamente quella di riuscire a fare avere ai migranti un permesso di soggiorno per ricerca di lavoro, o avere uno sponsor, cioè qualche forma di affidamento ad alcune associazioni. In pratica la costruzione di una rete di relazioni affinché gli immigrati possano entrare legalmente in Italia per cercare lavoro senza che invece siano abbandonati a se stessi e avendo anche un minimo di risorse per garantirsi la sopravvivenza per i primi mesi. Su questo si giocherà la discussione nei prossimi mesi anche perché la Cdl ha fatto dei decreti sui flussi inferiori a quanto richiesto dal mercato del lavoro. Non capisco - conclude Ferrero - perché non bisogna costruire un circuito in cui tutti siano nelle condizioni di legalità".
Di piu' lavoratori extracomunitari il settore del turismo ha particolare bisogno, soprattutto in estate, ma nell'aprire le porte bisogna stare attenti e saper 'selezionare', in modo che chi viene dall'estero abbia davvero un'opportunita' di lavoro. Cosi' il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, commenta le dichiarazioni rilasciate dal ministro Ferrero.
'Ogni anno ci troviamo nel confronto con il ministero del Lavoro a sottolineare l'esigenza di un maggior numero di lavoratori extracomunitari per il settore del turismo. - afferma Venturi - Ma parliamo di lavoratori stagionali'. Secondo il presidente dell'associazione, infatti, da una parte bisogna 'rispondere a determinate esigenze' delle imprese, ma dall'altra 'bisogna mantenere una certa regolarita" e bisogna stare attenti a che gli extracomunitari che entrano in Italia 'vengano sapendo di avere un'opportunita" di lavoro. Il collegamento con il lavoro, continua, 'e' importante', altrimenti puo' nascere il rischio di un coinvolgimento in organizzazioni criminose.
L'apertura del ministro Ferrero e' accolta positivamente dalla Caritas Italiana. 'E' una posizione condivisa ed auspicata da tempo anche dalla Caritas - ha detto Oliviero Forti, responsabile dell'ufficio immigrazione - riteniamo infatti che ci sia bisogno di nuovi canali legali per l'entrata degli immigrati. Per noi e' una posizione piu' che positiva. Il permesso per ricerca di lavoro potrebbe andare in questa direzione e soprattutto, ma dovrebbe essere sperimentato, potrebbe ridurre l'immigrazione clandestina'. L'importante, per Forti, e' che ci sia un dialogo, un comune intento, fra governo ed organizzazioni finalizzato a trovare la soluzione.
'Siamo d'accordo con il ministro Ferrero. A questo punto ci aspettiamo che il governo cominci a realizzare cose concrete e la prima e' il decreto bis' per regolarizzare i lavoratori immigrati che hanno fatto richiesta ma non sono stati accettati. Lo afferma Piero Soldini, responsabile del dipartimento politiche dell'immigrazione della Cgil, commentando l'apertura del ministro.
'Dare la possibilita' a 350.000 persone gia' in Italia e garantite dal datore di lavoro di essere regolarizzate - sottolinea - ha un valore non solo sul piano sociale, ma anche su quello economico'. La regolarizzazione di 350.000 posti di lavoro permetterebbe infatti di recuperare dal sommerso, spiega Soldini, 'qualcosa come lo 0,8% del pil'. 'Sarebbe un punto qualificante, oltre che di politica sociale anche di manovra di risanamento', insiste Soldini.
Di fronte alla necessita' di piu' lavoratori extracomunitari del mercato del lavoro italiano, Soldini chiede dunque una 'politica di governo dei flussi'. 'L'unico modo - afferma - e' di farli arrivare legalmente, per dare una risposta alle esigenze economiche, ma anche alla necessita' di controllare meglio chi entra'.
Assolutamente condivisibile e benvenuta la dichiarazione del ministro Ferrero: cosi' l'Arci commenta quanto ribadito oggi dal responsabile della solidarieta' sociale in merito a nuove modalita' di accesso in Italia per gli immigrati. 'La posizione di Ferrero - dice Filippo Miraglia, responsabile immigrazione dell'Arci - era gia' nota. E' ora di far seguire i fatti alle parole e al testo del programma dell'Unione. Sarebbe opportuno che a settembre il governo mettesse mano a tutta la partita dell'immigrazione e del diritto d'asilo con gli strumenti di cui dispone, dalle circolari alla decretazione d'urgenza, alle modifiche del regolamento d'attuazione che non prevedono passaggi parlamentari. In parallelo - prosegue Miraglia - dovrebbe avviare un'ampia consultazione per la riforma legislativa. Cio' che auspichiamo e' che centinaia di migliaia di stranieri che si attendono molto dal governo non debbano essere di nuovo sottoposti all'ipocrisia della chiamata diretta e che il prossimo decreto flussi consenta agli stranieri gia' oggi in Italia di restarci senza tornare a casa'.
Quella del ministro Ferrero 'sembra un'ipotesi saggia e responsabile, perche' prende atto dell'esigenza di famiglie e imprese per una manodopera che va accolta'. Cosi' Guglielmo Loi, segretario confederale della Uil, commenta l'apertura del ministro della Solidarieta' sociale sull'immigrazione.
Garantire un ingresso regolare e piu' numeroso 'evita che ci siano lavoratori in nero e porta beneficio all'emersione', continua Loi. Ora bisogna vedere se, pero', conclude, il governo dara' seguito alle ipotesi, favorira' il confronto, e passera' dalle parole ai fatti.
L'immigrazione legale e' una risorsa per l'agricoltura Made in Italy; gli ingressi devono dare una risposta adeguata ai bisogni delle imprese e alle aspettative dei lavoratori, per conciliare il rigore nei confronti della clandestinita' con i cambiamenti di una moderna economia post-industriale. E' quanto afferma il presidente della Coldiretti Paolo Bedoni che, nel commentare le dichiarazioni del Ministro Ferrero sull'importanza dell'immigrazione legale, sottolinea la necessita' di superare il regime delle quote per i lavoratori provenienti dai dieci paesi di allargamento dell'Unione.
Occorre - prosegue il Presidente della Coldiretti - combattere l'illegalita' e cogliere le opportunita' di occupazione che l'agricoltura puo' offrire dando la possibilita' alle imprese, con la semplificazione degli adempimenti burocratici, di continuare nel percorso di trasparenza dei rapporti di lavoro intrapreso negli ultimi anni nel settore, dove la domanda di lavoro segue i cicli stagionali delle produzioni. Negli ultimi anni - precisa la Coldiretti - la presenza di lavoratori immigrati nei campi e' cresciuta con tassi di incremento annui a due cifre ed oggi rappresentano quasi il 15 per cento degli occupati. Sulla base dell'ultima indagine Inea - continua la Coldiretti - i lavoratori stranieri occupati in agricoltura sono circa 117.000 concentrati per circa la meta' nelle Regioni del Nord (48%), ma presenti anche nel sud e isole (37%) e nel centro Italia (15%). Una realta' - continua la Coldiretti - che e' divenuta una componente strutturale di molti 'distretti agricoli' come nel caso della raccolta delle fragole nel veronese, delle mele in Trentino, della frutta in Emilia Romagna, dell'uva in Piemonte, del tabacco in Umbria e Toscana e dell'allevamento in Lombardia. In particolare gli immigrati impegnati nei campi si occupano - sostiene la Coldiretti - della raccolta della frutta e della vendemmia (42,4%), della preparazione e raccolta di pomodoro, ortaggi e tabacco (32,1%), ma anche nell'attivita' di allevamento (12,8%).
Ma - conclude la Coldiretti - cresce la presenza dei lavoratori extracomunitari anche in attivita' innovative con circa 2000 persone impiegate nell'agriturismo (per lo piu' donne con un rapporto stagionale e dedite alla cura degli ambienti e alla ristorazione) e 7500 occupati nella trasformazione e vendita diretta dei prodotti agricoli
Anche l'Unhcr condivide la posizione del ministro della solidarieta' sociale sulla necessita' di prevedere nuovi canali per l'accesso in Italia degli immigrati.
'E' una posizione condivisibile - dice la portavoce Laura Boldrini - anche perche' ogni opzione che miri a limitare il numero dei morti e di sciagure nel mediterraneo deve essere motivo di approfondimento da parte della politica'. Tuttavia, Boldrini sostiene che l'apertura espressa dal ministro Ferrero non dovrebbe riguardare solo gli immigrati ma anche i rifugiati, creando le condizioni perche' l'Italia aderisca ai programmi di reinserimento sostenuti proprio dall'Unhcr.
L'Alto commissario per i rifugiati dell'Onu, infatti - ricorda la portavoce - sostiene dei programmi di reinsediamento per rifugiati provenienti da paesi di primo asilo, in cui cioe' sono stati riconosciuti tali, 'ma dove pero' mancano le condizioni di sicurezza e quindi di integrazione reale, verso altri paesi. Questi programmi consentono il trasferimento legale senza dover rischiare la vita sulle carrette del mare. E' chiaro che questi programmi non devono essere in sostituzione del diritto di chiedere asilo a chi poi arriva sul territorio italiano, e necessitano di risorse specifiche addizionali'.
Boldrini sottolinea che ci sono paesi in cui il reinsediamento e' gia' un fatto storico, come alcuni paesi del nord Europa: 'l'Italia invece non vi ha mai aderito. Noi ci auguriamo che l'apertura di Ferrero voglia andare incontro non solo agli immigrati ma anche ai rifugiati aderendo ai programma di reinsediamenti'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti