Italia. Ferrero: il mio Governo disattende programma elettorale in materia di droghe
DROGA: FERRERO, GIOVEDI' IN CDM VIA LIBERA A PIANO DI AZIONE =Roma, 27 nov. - (Adnkronos) - 'Il consiglio dei ministri di giovedi' prossimo approvera' il Piano d'azione per la lotta alle tossicodipendenze'. Lo ha annunciato il ministro della Solidarieta' Sociale, Paolo Ferrero nel corso della presentazione della relazione annuale 2007 sull'evoluzione del fenomeno delle droghe in Europa dell'Osservatorio europeo delle droge e delle tossicodipendenze.L 'Italia, ha spiegato il ministro, e' l'unico paese europeo, insieme a Malta, a non avere ancora un piano d'azione, 'uno strumento che ci permettera' di guidare e generalizzare le buone pratiche sul territorio'.
Nel suo intervento il ministro ha poi che annunciato che il prossimo 4 dicembre si apriranno le buste del bando di concorso per la campagna sulla prevenzione, che partira' l'anno prossimo: 'non sara' una campagna indifferenziata o generalista - ha spiegato - ma mirata'. Illustrando gli altri provvedimenti sul tappeto Ferrero ha poi ricordato che 'e' in corso, una collaborazione con il ministero della Salute sul potenziamento della rete dei servizi, non solo quelli pubblici ma anche del privato sociale'. Secondo Ferrero occorre, infatti, 'uscire dalla contrapposizione tra comunita' terapeutiche e servizi pubblici. Nessuna strada e' esaustiva, servono entrambi'.
Il ministro non risparmia una dura autocritica sulla politica del Governo sui problemi della droga e dell'alcol. "Né sull'alcol né sulla droga non si è mai arrivati neppure ad una discussione all'interno del consiglio dei Ministri", ha affermato Ferrero, sottolineando come nell'Unione esista "un problema politico".
"Non siamo ancora riusciti a discutere della modifica della legge Fini-Giovanardi -ha osservato Ferrero a margine della presentazione della Relazione annuale 2007 sull'evoluzione del fenomeno droga in Europa-, nonostante ci siano due proposte di legge, una mia e del ministro della Salute Livia Turco". Per Ferrero il problema è che questo tema "fa parte del programma dell'Unione"; quindi, per il ministro, non si tratta soltanto di un rapporto fra le forze politiche ma "il Governo faccia le cose dette in campagna elettorale".
Impensabile modificare la legge Fini-Giovanardi sulle droghe. Lo afferma l'ex ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri, in una nota.
"Il vero piano d'azione per la lotta alla tossicodipendenza - dice Gasparri - è mandare a casa un ministro che la droga la vuole liberalizzare".
Secondo Gasparri non si può modificare l'attuale legge sulle droghe attraverso una proposta di legge che "tenta il raddoppio delle tabelle sull'uso personale, se non addirittura l'abolizione delle tabelle stesse, e facilita l'attività degli spacciatori".
Si tratta, infine, per Gasparri, di una proposta che è tanto in antitesi con una seria politica di prevenzione e recupero dalla tossicodipendenza che "semmai dovesse approdare in Consiglio dei ministri non passerà mai in Parlamento".
'Finalmente, qualcosa si muove anche sul piano del contrasto alle tossicodipendenze: l'annuncio che il prossimo consiglio dei Ministri votera' il Piano d'azione e' una buona notizia'. Lo dice il deputato dei Verdi Tommaso Pellegrino, della commissione affari sociali, commentando quanto reso noto dal ministro della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero.
'L'impegno dell'Unione di superare l'attuale legge Fini-Giovanardi, approvata con un decreto in gran fretta negli ultimi giorni della scorsa legislatura - aggiunge Pellegrino - deve essere onorato. Soprattutto, quella strategia proibizionista non ha fatto altro che penalizzare le vittime, mentre occorre un piano d'azione, cioe' uno strumento per impostare la pratica della lotta alle droghe sul territorio, facendo tesoro dell'esperienza positiva acquisita dagli operatori sociali'. -ha osservato Ferrero a margine della presentazione della Relazione annuale 2007 sull'evoluzione del fenomeno droga in Europa-, nonostante ci siano due proposte di legge, una mia e del ministro della Salute Livia Turco". Per Ferrero il problema è che questo tema "fa parte del programma dell'Unione"; quindi, per il ministro, non si tratta soltanto di un rapporto fra le forze politiche ma "il Governo faccia le cose dette in campagna elettorale".
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