Italia. Ferrero: nessuna liberalizzazione delle droghe
Nessuna 'forma di liberalizzazione delle sostanze stupefacenti', ma una 'decriminalizzazione' del consumo, e una strategia di riduzione del danno che associ l'aspetto sanitario a quello sociale: lo ha detto il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, nel suo intervento alla Conferenza ministeriale del Gruppo Pompidou del Consiglio d'Europa.Ferrero ha ribadito, nel suo discorso, che la lotta al narcotraffico e' un 'punto decisivo' della politica italiana in materia di droga.
Ha spiegato ai colleghi europei che 'l'Italia e' determinata a condurre una guerra senza quartiere contro i 'signori della droga'', aggiungendo che, a suo parere, 'sarebbe utile fare un bilancio sull'efficacia delle azioni contrasto e repressione fin qui svolte dalla Comunita' internazionale'. 'Nonostante le risorse investite in questo campo, infatti dobbiamo purtroppo constatare che il fatturato e il potere delle organizzazioni criminali continua a crescere'.
Secondo il ministro, l'attivita' repressiva 'sara' piu' efficace se verra' concentrata prevalentemente contro le grandi organizzazioni criminali che gestiscono il narcotraffico'.
Inoltre, bisogna 'riflettere sulla questione della riconversione delle colture, nella consapevolezza che questi progetti non daranno i risultati attesi se non associati a interventi volti a garantire ai contadini dignitose condizioni di vita'.
COMMENTI
"Pensando che le 40 canne offerte ai nostri ragazzi dalla Turco non fossero sufficienti, il ministro Ferrero ha avuto la geniale idea di proporre la revisione totale del sistema scientifico delle tabelle sul consumo di droga, affidando alla discrezionalita' dei magistrati, la decisione sul confine tra spaccio ed uso personale". Sarcastica, Isabella Bertolini (Fi) commenta cosi' le dichiarazioni rilasciate dal ministro della Solidarieta' sociale, a margine della conferenza ministeriale del gruppo Pompidou del consiglio d'Europa, in corso di svolgimento a Strasburgo.
"E per fortuna che la Melandri l'ha sconfessato sul doping, altrimenti l'eccentrico ministro Ferrero, sempre piu' corpo estraneo all'interno del governo Prodi, visti i distinguo e le sconfessioni che inanella quotidianamente, ci avrebbe propinato- conclude Bertolini- anche la depenalizzazione dei reati di cessione, consumo o generica diffusione di sostanze dopanti".
"Il governo viene allo scoperto. Dopo il raddoppio delle tabelle per quanto riguarda la cannabis da parte del ministro Turco, che facilita l'attivita' degli spacciatori che potranno circolare impunemente con 40 spinelli in tasca, il ministro Ferrero propone l'abolizione totale delle tabelle". Lo dice l'esponente di An Maurizio Gasparri, il quale aggiunge che "in questo modo non ci sara' piu' alcuna indicazione per le forze dell'ordine e per la magistratura nel tentativo di combattere lo spaccio della droga".
"L'1-2 Turco-Ferrero punta di fatto alla legalizzazione ed alla liberalizzazione delle droghe. Questa e' la politica del governo. La Turco ha mentito dicendo che con la legge Fini-Giovanardi sono stati arrestati ragazzi per un solo spinello e, a giorni di distanza dalla mia richiesta fatta in Parlamento, non ha ancora fornito il nome di una sola persona che si sia trovata in queste condizioni".
"Non puo' farlo perche' non esiste. Ha raddoppiato le tabelle per facilitare la circolazione della droga ed ha passato la palla a Ferrero che, abolendo questi limiti, vuole realizzare la vera politica del governo: piu' droga per tutti. E' un'autentica vergogna. Che cosa ha da dire Prodi? Cosa dicono i cosiddetti cattolici della Margherita che invece, tacendo, avallano questa scelta?". Si chiede Gasparri, esponente peraltro dell'Intergruppo parlamentare Liberta' dalla droga.
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