Lunedì 8 giugno 2026
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Italia. Ferrero: permesso di soggiorno a chi ha un lavoro

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Chi ha un posto di lavoro dovrebbe avere un permesso di soggiorno, il sistema delle quote e' largamente insufficiente, non risponde alle richieste del mercato produttivo'. E' quanto dichiara in un'intervista a 'Il Messaggero' Paolo Ferrero, neo ministro della Solidarieta' sociale. 'Della Bossi-Fini ho un giudizio negativo. Di fatto e' impossibile entrare legalmente nel nostro paese. Ci sono migliaia di stranieri, badanti, operai edili, gente che ha un posto di lavoro e contribuisce alla ricchezza dell'Italia, ma non ha il permesso di soggiorno'.
'Quanto al programma dell'Unione abbiamo scritto che agli stranieri andrebbe dato un anno di permesso di soggiorno per la ricerca del lavoro, se lo trovano possono regolarizzarsi. L'altra cosa e' il superamento dei Cpt, i Centri di permanenza temporanea, che sono diventati dei lager'.
'Per quanto riguarda gli anziani -afferma Ferrero- attivero' subito un progetto. C'e' una nuova idea di stato sociale da costruire, dalle residenze protette alle case di riposo secondo nuovi modelli. Il cambio di mentalita' deve riguardare anche l'incontro tra le generazioni, ci puo' essere il conflitto, ma non la separatezza, l'indifferenza.

"Un presunto Ministro della Solidarietà sociale, divenuto tale giurando prima che esistessero norme che ne istituissero la funzione, va annunciando provvedimenti che non saranno mai realizzati". Lo afferma in un nota Maurizio Gasparri (An). Faremo le barricate "in materia di immigrazione. Ricordiamo che i centri di trattenimento temporaneo, sono stati istituiti con una legge fortemente voluta dall'attuale Presidente della Repubblica. Che faranno? Li smantelleranno contraddicendo le decisioni politiche prese a suo tempo da Giorgio Napolitano? E i clandestini che giungono in Italia?
Andranno ad occupare gli alloggi popolari assegnati loro preferendoli ai cittadini italiani che li reclamano e che pagano per questo le tasse? Come dimostra la Francia, la legge sull'immigrazione va, si , modificata, ma per renderla ancora più severa nei confronti della clandestinità. Ma in ogni caso i programmi che leggiamo in questi giorni sui giornali che li pubblicano, serviranno solo per incartare le uova perché i numeri per fare tutte queste cose, l'Unione non li ha. Se ne accorgeranno quando il Parlamento inizierà il normale confronto quotidiano che li accompagnerà presto alla porta di uscita".
"L'effetto annuncio dell'abrogazione della Bossi-Fini puo' ingrossare le fila dei clandestini e mettere in difficolta' i lavoratori regolarizzati". Lo sostiene Luciano Lagamba, responsabile del Sei, il sindacato Emigrati e Immigrati dell'Ugl.
La legge sull'immigrazione e', spiega l'Ugl "perfettibile, ma siamo fortemente preoccupati per le possibili conseguenze negative sull'economia e sulla societa' che scaturiranno dalla cancellazione di una normativa che ha permesso a quasi un milioni di lavoratori di uscire dal sommerso, conseguendo diritti e doveri che costituiscono la base per qualsiasi politica di integrazione si voglia attuare". Per questo La gamba chiede "al presidente del Consiglio di incontrare al piu' presto tutte le parti sociali e le organizzazioni che si occupano dell'immigrazione per esaminare, al di la' dei portati ideologici, la situazione".
La prossima sanatoria e' fuori discussione, ma deve lasciare da parte ogni ipocrisia: non servono datori di lavoro a pagamento, ma immigrati che interloquiscono direttamente con il fisco. E' quanto afferma Dacia Valent, portavoce nazionale della Islamic Anti-Defamation League, che ha annunciato di aver inviato in proposito una lettera al presidente del consiglio Romano Prodi.
'Fino a quando esistera' un regime di disuguaglianza negli scambi commerciali tra Nord e Sud, le persone continueranno ad emigrare e nessuna legge che chiuda le frontiere funzionera', a meno di non ordinare che le navi vengano cannoneggiate e i profughi uccisi sui bagnasciuga. Tanto vale iniziare una nuova stagione all'impronta del pragmatismo'.
'Il denaro che andava a datori di lavoro compiacenti deve essere incamerato dallo stato e quei soldi destinati, in parte, a progetti di riqualificazione dei quartieri dove vivono gli immigrati (asili nido, illuminazione, spazi sociali, scuole, ecc.) e di inserimento e qualificazione'.
Secondo la Valent, dalla sanatoria non dovrebbero essere esclusi, secondo il progetto dell'organizzazione islamica, nemmeno i pregiudicati: 'La pena e', secondo la nostra Costituzione, riabilitativa. Una volta scontata, non c'e' motivo di negare il soggiorno ad una persona o di non rinnovarglielo. Lo standard della doppia pena e' inaccettabile'.
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