Mercoledì 10 giugno 2026
Menu

Italia. Ferrero: pronto ddl sulle tossicodipendenze

Notizia ·
Abolire le sanzioni amministrative previste per chi fa uso di sostanze stupefacenti, salvo nei casi in cui il comportamento del consumatore sia giudicato pericoloso nei confronti di terzi; segnalare alle famiglie il minore che viene trovato in possesso di dosi di sostanze psicotrope e, nel caso il soggetto sia maggiorenne, un "invito" a rivolgersi ai sert. Sono questi i punti piu' rilevanti del disegno di legge delega che il ministro della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, ha inviato ai ministri competenti e sul quale auspica "si possa aprire una discussione a partire dal prossimo pre-consiglio".
Il ministro ne ha parlato nel corso del convegno "Crescere indipendenti", focus sulla prevenzione e sulla riduzione del danno da uso di stupefacenti. Propedeutica al ddl e' un'azione finalizzata, per il ministro Ferrero, "a dare continuita' agli interventi sulla questione della dipendenza come sui problemi sociali: si parla sempre di sperimentazione, ma lo si fa per nascondere la precarieta' che caratterizza gli interventi fino ad ora adottati". Per dare un nuovo respiro alle politiche di prevenzione e riduzione del danno occorrono dunque "risorse in grado di riqualificare i sert evitando il loro appiattimento sull'aspetto medico. La politica di taglio ai sert li ha spinti a fare il minimo servizio indispensabile e questo finisce per ritorcersi proprio sugli stessi servizi". Le risorse, inoltre, vanno distribuite in un tempo sufficientemente lungo perche' si possano approntare delle politiche coerenti: "sulla certezza del finanziamento nel corso del tempo si gioca tutta la partita sui problemi sociali in questo paese. E' per questo che, dopo un lungo periodo in cui abbiamo provato a discutere, abbiamo deciso di presentare il disegno di legge delega e speriamo di discuterlo nel prossimo pre-consiglio dei ministri.
Abbiamo deciso di procedere per il rischio che i tempi si dilatino ad oltranza e a formalizzare la nostra proposta, una proposta che si muove sulla base del programma dell'Unione e che si preoccupa di verificare i percorsi piu' efficaci per la riduzione del danno".

Piu' impegno nella lotta alla droga e cancellazione della legge Fini-Giovanardi. Queste le richieste della Lila (Lega italiana per la lotta all'Aids) ai ministri della Salute Livia Turco e della Solidarieta' Sociale Paolo Ferrero, messe nero su bianco in una lettera inviata alla vigilia della Giornata mondiale contro la droga.
La Lila chiede "un intervento significativo" dei due ministeri affinche' "siano realizzati progetti di lotta alla droga adeguati alle linee guida internazionali, sia concretizzato l'impegno del Governo per la cancellazione della Fini-Giovanardi, legge pericolosa e con effetti devastanti per tutti i consumatori italiani, e sia promossa infine la petizione per l'accesso al trattamento per tutti i consumatori di sostanze per via iniettiva".
Il testo integrale della lettera si trova su www.lila.it.

'Per la giornata mondiale contro la droga i ministri Paolo Ferrero e Livia Turco hanno presentato una vera e propria proposta stupefacente e quanto meno curiosa. Ci sembra che nel dibattito di questi ultimi mesi nella maggioranza tra chi proponeva i Nas nelle scuole e chi la coltivazione di marijuana sui balconi, abbia prevalso la linea morbida. La depenalizzazione del consumo e' tutto fuorche' il messaggio forte che i giovani italiani e le famiglie si aspettavano dalle istituzioni'. Lo afferma la coordinatrice dei giovani di Forza Italia, Beatrice Lorenzin, commentando le anticipazioni del testo sulle sostanze stupefacenti allo studio dei ministri della Salute, Livia Turco, e della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero.
'Dalla proposta dei ministri di depenalizzare il consumo e reintrodurre la distinzione tra droghe pesanti e leggere emerge chiaramente il messaggio: drogarsi fa male, ma non piu' di tanto.
Domani -ricorda l'esponente azzurra- saremo a Piazza Farnese, dalle 18.30, con un concerto dei giovani per i giovani, per rivendicare una politica chiara e disincentivate dell'uso e del consumo di sostanze stupefacenti. In Italia abbiamo bisogno che venga portata avanti una cultura della responsabilita' che miri a formare nuove generazioni positive ed ottimiste. Si vede -conclude Lorenzin- che Ferrero e la Turco sono il frutto del '68 e continuano ancora a parlare lo stesso linguaggio'.

'Apprezziamo l'iniziativa del ministro Ferrero che non casualmente giunge alla vigilia della presentazione della piattaforma del Forum Droghe e del Cartello 'Non incarcerate il nostro futuro' che si terra' domani a Montecitorio alle ore 12 con la quale chiederemo al governo Prodi iniziative piu' rapide e coraggiose sulle droghe'. Lo afferma il presidente del Forum Droghe, Franco Corleone.
'Noi apprezziamo la scelta del ministro - dice Corleone - ma denunceremo domani con la nostra iniziativa i ritardi del governo nell'affrontare la revisione della legge sulla droga. Se e' davvero molto positivo che venga rimosso questo 'immobilismo' dell'azione politica, durato troppo a lungo, tuttavia ancora non siamo tranquilli sugli esiti finali: per questo intendiamo continuare la nostra iniziativa politica presentando domani alla Sala Stampa della Camera alle ore 12 la nostra piattaforma'.

 "L'Italia non sentiva certo il bisogno del ddl Turco-Ferrero sulle droghe". Lo dice Mara Carfagna, deputata di Forza Italia, a proposito delle anticipazioni sul ddl Turco-Ferrero che riforma la legge quadro riguardante gli stupefacenti e che sara' presto in discussione in consiglio dei ministri.
Nel ddl, spiega Carfagna, "ci sono scelte gravi che incideranno negativamente sulla societa' italiana", ad esempio "depenalizzare il consumo, eliminare il concetto quantitativo per distinguere tra uso personale e spaccio, lasciando al giudice un margine di discrezionalita' nella distinzione" e "reintrodurre la distinzione tra droghe pesanti e leggere ampliando le pene alternative al carcere". Ancora una volta, sottolinea Carfagna, "il governo prende una decisione sconcertante sotto dettatura della sinistra radicale. L'ideologia della sinistra prevale sul buon senso e sui dati di fatto che hanno mostrato come i reati in materia di stupefacenti sono scesi, tra il 2005 e il 2006, da 33mila a 20.631 unita'". Conclude la parlamentare azzurro: "Cercheremo con tutte le nostre forze di respingere in Parlamento e nel Paese il messaggio del ddl Turco-Ferrero, cioe' che drogarsi non fa poi tanto male".

"Il governo si prepara, con il decreto Ferrero che sara' presentato nei prossimi giorni in consiglio dei ministri, a depenalizzare il consumo di droghe e ad un ritorno alla distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti. Si vorrebbe annientare tutti gli effetti positivi della legge Fini-Giovanardi". Lo afferma in una nota il deputato di An, Bruno Murgia, a proposito della riforma della legge sugli stupefacenti che sara' presto in discussione al consiglio dei ministri.
"La legge Fini-Giovanardi- spiega Murgia- ha rappresentato un messaggio forte rivolto ai giovani e alle famiglie italiane: drogarsi e' sbagliato, drogarsi non e' un diritto, la droga e' un danno per chi ne fa uso e per tutta la societa'". Con la riforma che si vorrebbe attuare, aggiunge l'esponente di via della Scrofa, "passerebbe un altro tipo di messaggio ossia che in fondo drogarsi tanto male poi non fa, che il diritto di ciascuno di fare uso di stupefacenti va salvaguardato e difeso".
La sinistra al governo "deve capire che il sessantotto e' finito e che oggi l'Italia ha bisogno di una lotta decisa contro tutte le droghe. Deve essere chiaro a tutti- conclude Murgia- che drogarsi non e' un diritto ma una autentica piaga sociale da sradicare".

'Il governo si prepara, con il decreto Ferrero che sara' presentato nei prossimi giorni in Consiglio dei ministri, a depenalizzare il consumo di droghe e ad un ritorno alla distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti. Si vorrebbe annientare tutti gli effetti positivi della legge Fini-Giovanardi'. Lo afferma, in una nota, il deputato di Alleanza Nazionale Bruno Murgia, che critica il ministro Paolo Ferrero.
'La Fini-Giovanardi - ha sottolineato Murgia - ha rappresentato un messaggio forte rivolto ai giovani e alle famiglie italiane: drogarsi e' sbagliato, drogarsi non e' un diritto, la droga e' un danno per chi ne fa uso e per tutta la societa'. Con la riforma che si vorrebbe attuare passerebbe altro tipo di messaggio ossia che in fondo drogarsi tanto male poi non fa, che il diritto di ciascuno di fare uso di stupefacenti va salvaguardato e difeso. La sinistra al governo deve capire che il Sessantotto e' finito e che oggi l'Italia ha bisogno di una lotta decisa contro tutte le droghe. Deve essere chiaro a tutti - ha concluso il parlamentare di An - che drogarsi non e' un diritto, ma un'autentica piaga sociale da sradicare'.

'Alla vigilia della Giornata Mondiale contro la Droga - afferma Carlo Giovanardi - il Ministro Ferrero ci regala il solito trattatello ideologico in salsa di confusione circa il disegno di legge che intende presentare in Consiglio dei Ministri. In attesa di conoscere i contenuti del provvedimento - aggiunge il parlamentare Udc - sin d'ora possiamo dire che il Governo italiano si mette contro l'Onu e gli Organismi internazionali che combattono il diffondersi della droga, a cominciare dal ripetuto e devastante messaggio ai giovani che ci sarebbero droghe leggere e droghe pesanti che fanno piu' o meno male alla salute, un dato questo sconfessato ormai da tutta la comunita' scientifica ed internazionale'.

"Il governo vuole cancellare il parametro certo, oggettivo e attendibile della quantita' di sostanza detenuta, che, ai sensi della legge Fini, contribuisce a distinguere il semplice consumatore di droga, passibile di mera sanzione amministrativa, dallo spacciatore, meritevole di sanzione penale? Evidentemente vuole fare un maxi-regalo agli spacciatori, Vuole farsi ringraziare sentitamente dai pusher". E' l'opinione di Riccardo Pedrizzi, responsabile nazionale di An per le politiche della famiglia.
"Se il governo ha deciso di diventare l'idolo degli spacciatori, smantellando la legge Fini anti-droga e anti-spaccio- aggiunge Pedrizzi- deve avere il coraggio di varare un ddl e portarlo in Parlamento: li' vedremo se la politica pro-droga e pro-spaccio dei vari Ferrero e Turco ha una maggioranza o, invece, come noi crediamo, non passera' mai".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →