Italia. Festival della scienza: e' possibile una bioetica laica
E' possibile definire una bioetica libera da interferenze con la religione? E a quali principi dovrebbe affidarsi? Ne hanno discusso al Festival della Scienza di Genova Paolo Flores D'Arcais, Paolo Vineis ed Eugenio Lecaldano in un incontro dedicato proprio alla Bioetica laica.
'La Chiesa -ha esordito il filosofo e direttore della rivista Micromega Flores d'Arcais- insiste nel sostenere che non e' possibile un'etica senza Dio. E che tutti, compresi coloro che non credono, dovrebbero comportarsi come se Dio esistesse'. Citando diverse argomentazioni del libro 'Un'etica senza Dio' (Laterza, 2006) del collega Eugenio Lecaldano, Flores d'Arcais ha osservato che le varie interpretazioni della dottrina cristiana (la chiesa cattolica e quella valdese, ad esempio) danno indirizzi morali molto diversi di fronte a problemi come l'eutanasia. 'Al contrario e' proprio senza Dio, che costituisce un ulteriore vincolo nella capacita' di giudizio, che si trovano le condizioni piu' favorevoli per la definizione dell'etica'.
Paolo Vineis, docente di Epidemiologia ambientale alla Columbia University e all'Imperial College di Londra, nonche' di Statistica medica all'Universita' di Torino, ha mantenuto una posizione piu' critica sul ruolo della scienza e della societa' laica in questa discussione: 'Concordo con l'intervento del direttore, ma l'etica laica non e' esente da difetti. Per cominciare e' troppo elitaria, non sa parlare a tutti e ha una componente distruttiva molto forte: troppe argomentazioni sono impiegate per ostacolare altre visioni del problema, anziche' per definire le proprie'. Vineis, che nel suo ultimo libro 'Equivoci bioetici' (Codice, 2006), ha fornito una serie di esempi in questo senso, ed ha ammesso che anche la parte laica ricorre ai communication stopper, ovvero ad affermazioni quasi dogmatiche. 'Frasi come 'e' cosi' perche' cosi' funziona la natura' o 'perche' cosi' prevede la teoria dell'evoluzione' non aggiungono nulla al dibattito' ha concluso lo scienziato.
Eugenio Lecaldano, ordinario di Storia della filosofia morale presso l'Universita' di Roma La Sapienza, ha cercato di definire un'etica laica alla luce dei cambiamenti medici e scientifici che hanno investito la societa' negli ultimi cinquanta anni: 'Il progresso in questi campi - ha osservato - garantisce un ampliamento delle scelte del singolo individuo, che dovrebbero essere motivate da precisi ragionamenti'. Le posizioni dogmatiche di carattere religioso, pertanto, contribuirebbero a rallentare la crescita morale degli individui, indirizzandoli in una direzione precisa. 'La moralita' -ha concluso Lecaldano- e' lo strumento con il quale noi percepiamo le esigenze delle persone a noi vicine. Ma temo che la religione, con i suoi vincoli, non ci consenta sempre di assecondarle'.
'La Chiesa -ha esordito il filosofo e direttore della rivista Micromega Flores d'Arcais- insiste nel sostenere che non e' possibile un'etica senza Dio. E che tutti, compresi coloro che non credono, dovrebbero comportarsi come se Dio esistesse'. Citando diverse argomentazioni del libro 'Un'etica senza Dio' (Laterza, 2006) del collega Eugenio Lecaldano, Flores d'Arcais ha osservato che le varie interpretazioni della dottrina cristiana (la chiesa cattolica e quella valdese, ad esempio) danno indirizzi morali molto diversi di fronte a problemi come l'eutanasia. 'Al contrario e' proprio senza Dio, che costituisce un ulteriore vincolo nella capacita' di giudizio, che si trovano le condizioni piu' favorevoli per la definizione dell'etica'.
Paolo Vineis, docente di Epidemiologia ambientale alla Columbia University e all'Imperial College di Londra, nonche' di Statistica medica all'Universita' di Torino, ha mantenuto una posizione piu' critica sul ruolo della scienza e della societa' laica in questa discussione: 'Concordo con l'intervento del direttore, ma l'etica laica non e' esente da difetti. Per cominciare e' troppo elitaria, non sa parlare a tutti e ha una componente distruttiva molto forte: troppe argomentazioni sono impiegate per ostacolare altre visioni del problema, anziche' per definire le proprie'. Vineis, che nel suo ultimo libro 'Equivoci bioetici' (Codice, 2006), ha fornito una serie di esempi in questo senso, ed ha ammesso che anche la parte laica ricorre ai communication stopper, ovvero ad affermazioni quasi dogmatiche. 'Frasi come 'e' cosi' perche' cosi' funziona la natura' o 'perche' cosi' prevede la teoria dell'evoluzione' non aggiungono nulla al dibattito' ha concluso lo scienziato.
Eugenio Lecaldano, ordinario di Storia della filosofia morale presso l'Universita' di Roma La Sapienza, ha cercato di definire un'etica laica alla luce dei cambiamenti medici e scientifici che hanno investito la societa' negli ultimi cinquanta anni: 'Il progresso in questi campi - ha osservato - garantisce un ampliamento delle scelte del singolo individuo, che dovrebbero essere motivate da precisi ragionamenti'. Le posizioni dogmatiche di carattere religioso, pertanto, contribuirebbero a rallentare la crescita morale degli individui, indirizzandoli in una direzione precisa. 'La moralita' -ha concluso Lecaldano- e' lo strumento con il quale noi percepiamo le esigenze delle persone a noi vicine. Ma temo che la religione, con i suoi vincoli, non ci consenta sempre di assecondarle'.
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