Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Il figlio spaccia? Cassazione: toglietelo ai genitori

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E' bene che resti in comunita' il minorenne che continua a spacciare se i genitori falliscono nell' opera di rieducazione. Lo ha stabilito la Cassazione rigettando il ricorso dei genitori di un ragazzo di Trieste contro la decisione del tribunale per i minorenni che aveva annullato la misura della 'permanenza in casa' e ripristinato il collocamento in comunita'.
Nel rivolgersi alla Suprema Corte il ragazzo e i genitori avevano contestato la valutazione della 'inefficacia dell' opera svolta dai genitori e dagli operatori del Sert e sull' effetto anch' esso positivo che il lasso di tempo trascorso avrebbe avuto sul cambiamento dell' atteggiamento del medesimo minore nei confronti dell' ambiente che gravita attorno allo spaccio delle sostanze stupefacenti'.
La quarta sezione della Cassazione ha ritenuto pero' corretta la valutazione del tribunale sul fatto che l' ordinanza del gip con cui era stata disposta la permanenza in casa non era fondata su 'fatti nuovi idonei a modificare apprezzabilmente il quadro probatorio o ad escludere la sussistenza delle esigenze cautelari'. Per i giudici supremi e' stato dimostrato che 'l' opera di dissuasione intrapresa dai genitori si e' rivelata infruttuosa ai fini del contenimento delle spinte criminose del ragazzo, dal momento che quest' ultimo ha continuato, nonostante l' intervento dei genitori, nell' attivita' delittuosa'. Nella sentenza n. 254 si sottolinea, inoltre, che era stato ben valutata anche la possibilita' della recidiva 'in caso di riacquisto di piu' ampi spazi di liberta' ' visto che il minore 'non si e' fatto scrupolo di svolgere attivamente lo spaccio delle sostanze droganti proprio nello stesso periodo in cui si dichiarava pronto a seguire l' opera di rieducazione intrapresa dai suoi genitori'.
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