Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Fini e Giovanardi: Unione vuole liberalizzare droghe

Notizia ·
Il tentativo di demolire l'attuale legge sulle sostanze stupefacenti del ministro Turco ha come obiettivo finale la liberalizzazione delle droghe'. E' questa la convinzione sostenuta dai due firmatari della legge voluta dal centrodestra, Carlo Giovanardi e Gianfranco Fini che hanno convocato oggi una conferenza stampa a Montecitorio.
'Le iniziative legislative del ministro Turco avevano lo scopo di raddoppiare i quantitativi lecitamente detenibili di cannabis e introdurre di fatto nella legislazione il diritto di assumere sostanze stupefacenti, questo vuol dire cancellare la legge, come annunciato dallo stesso ministro' argomenta il leader di Alleanza nazionale che denuncia una campagna di menzogne contro la Giovanardi-Fini.
'Il passo successivo e' la liberalizzazione - aggiunge Fini - se cosi' e' li aspettiamo al varco dentro e fuori il Parlamento, nel Paese c'e' una maggioranza larga e trasversale contraria, non si puo' giocare con la salute e la vita dei nostri figli'. 'Se vogliono demolire la legge vengano in Parlamento e vedremo, non si puo' abolire la tabella sulle sostanze detenibili con un decreto'.
Sulla stessa lunghezza d'onda l'ex ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi: 'Se la Turco viene in Parlamento con un disegno di legge e cerca di convincerci che non c'e' piu' una soglia e si vuole liberalizzare il consumo di droga, ci provi'.
L'iniziativa del centrodestra e' seguita alla pronuncia del Tar del Lazio che ha sospeso l'applicazione della normativa varata dal ministro della Salute in tema di consumo e detenzione della cannabis e anche dopo alcuni autorevoli pronunciamenti della scienza medico-legale in cui si denuncia una concentrazione di principi attivi negli 'spinelli' oggi disponibili sul mercato superiore di 25 volte a quella contenuta nelle sostanze spacciate fino a qualche anno fa.

'Il consumo di droga e' una tragedia umana di portata planetaria, non un problema per contabili e pesatori.' Nel condividere la posizione espressa dal ministro della Salute Livia Turco, il presidente della Croce Rossa Italiana Massimo Barra afferma che "la distinzione tra consumatore e spacciatore non puo' essere lasciata a un bilancino, ma deve essere valutata a seconda delle circostanze oggettive e soggettive".
Per Barra, "il criterio del peso e' banale e fuorviante, addirittura paradossale perche' la misurazione del principio attivo, ignota generalmente tanto a chi vende quanto a chi acquista, rischia di favorire i mercanti piu' disonesti, quelli cioe' che, tagliando di piu' la droga, senza alcuno scrupolo, per guadagnare maggiormente vendono sostanze con meno principio attivo. Problema per laboratori di analisi e avvocati, ma che non cambia lo stato dei fatti".
Ricordando il summit di Roma dei presidenti di societa' di Croce Rossa e Mezza Luna Rossa, il presidente della Cri ribadisce "la necessita' di basare ogni politica antidroga sul rispetto e la compassione nei confronti dei tossicomani e sulla necessita' di favorire, anziche' ostacolare, il lavoro delle strutture di terapia e recupero".

'Diventa sempre piu' urgente la necessita' di una revisione della legge Fini-Giovanardi e l'importanza di lavorare, come gia' i Ministri Turco e Ferrero hanno ribadito, su una nuova legge sulla droga'. Lo affermano le senatrici teodem della Margherita Emanuela Baio e Paola Binetti, componenti della Commissione Sanita', dopo la decisione del Tar di annullare il decreto della Turco sulle droghe leggere.
'Alla droga e alla tossicodipendenza le istituzioni devono proporre misure di intervento serie, responsabili, concrete ed efficaci, perch, si tratta di problemi che si impongono sempre piu' all'attenzione di tutti e l'innalzamento della soglia dell'uso personale di cannabis, come gia' emerso dall'ordine del giorno presentato a novembre in Commissione Sanita', non affronta da un punto di vista educativo il problema della droga, che rimane tale a prescindere dalla quantita' o dalla qualita'.
Secondo le due senatrici teodem, 'non ci sono distinzioni quando si parla di droga, come attestano ormai molti autorevoli studi scientifici. Bisogna piuttosto agire su alcune priorita' irrinunciabili: la prevenzione, la riabilitazione, l'inclusione sociale e la depenalizzazione'. 'Punire con il carcere chi si droga non serve e non aiuta ad uscire dal tunnel della tossicodipendenza. E' utile, al contrario, promuovere campagne di prevenzione, lavorare nella societa' per il reinserimento dei tossicodipendenti e modificare quelle parti della legge Fini-Giovanardi che si sono rivelate altamente inefficaci, come le sanzioni, che hanno il solo obiettivo di punire coloro che assumono droga'. 'I dati presentati al Parlamento poche settimane fa attestano che il numero dei tossicodipendenti e' fortemente aumentato: anche la Fini-Giovanardi si rivela inadeguata'.

"Innanzitutto il ministro Turco e' incoerente perche' vuole consentire per legge l'aumento dei quantitativi di cannabis e poi ne proibisce l'utilizzo ai propri figli. Per chi vuole governare l'Italia questa incoerenza non e' certo un fatto positivo". Lo afferma il presidente dei senatori della Lega, Roberto Castelli.
"Ora -aggiunge- il ministero della Salute, dopo l'annullamento del Tar del Lazio, afferma che occorre considerare anche l'annullamento del decreto sui limiti quantitativi massimi delle sostanze stupefacenti e psicotrope firmato dal sottoscritto e dal presidente Berlusconi: mi sembra un delirio. Ormai comprendo che per l'esecutivo Prodi il paragone con il governo precedente e' imbarazzante".

Tutti i deputati di Allenza Nazionale, componenti la commissione Affari Sociali della Camera (Ugo Lisi, Giulio Conti, Gianni Mancuso, Angela Napoli e Roberto Ulivi) chiedono le immediate dimissioni del ministro Livia Turco per "manifesta superficialita' e incompetenza nella valutazione delle scelte operate nel decreto appena abrogato, non adeguatamente giustificate sulla base di approfondimenti specifici sugli effetti dannosi della sostanza cannaboide".
Secondo il portavoce Roberto Ulivi, "non solo come recita la decisione del Tar, 'l'interesse pubblico non e' stato motivato e ci si e' mossi in base a discrezionalita' politica', ma si e' voluto sottostimare l'impatto che questo decreto ha prodotto nei giovani. Si e' cercato di minimizzare quello che e' un gravissimo problema della nostra societa', creando l'impressione di aver costruito un trampolino di lancio alla liberalizzazione della cannabis".

"La sinistra non scoraggia l'uso degli stupefacenti, mentre dovrebbe intraprendere , come la destra aveva fatto con la legge Fini-Giovanardi, una battaglia ad oltranza". E' questa la considerazione di Aldo Tracchegiani, consigliere regionale di Alleanza nazionale, scaturita da un'affermazione del ministro Livia Turco secondo cui "il problema della droga sta nell'illegalita' diffusa attorno al traffico e al commercio e non nel consumo individuale, contro il quale non servono ne' il carcere ne' i ricoveri coatti".
Nell'esprimere "massima soddisfazione per l'annullamento del decreto Turco, che prevedeva il raddoppio della quantita' massima di detenzione di cannabis", l'esponente della minoranza e vice presidente della seconda Commissione ribadisce l'importanza di "contrastare il narcotraffico e l'offerta illegale di stupefacenti tramite la prevenzione, quindi di ridurre la domanda e il danno soprattutto con la cura e riabilitazione per la quale deve essere raggiunta l'equiparazione delle strutture pubbliche e private che operano per il recupero dei tossicodipendenti". A supporto del suo intervento Tracchegiani cita l'"Independent on Sunday" di Londra, da sempre fautore della campagna per la liberalizzazione, che "ha fatto retromarcia dichiarando che la cannabis non e' piu' come quella prediletta dagli hippies, oggi viene coltivata in casa sotto lampade a raggi ultravioletti che la rendono fino a 25 volte piu' forte. E' inutile nascondersi dietro a un dito - sottolinea il consigliere - drogarsi e' un illecito ed e' giusto che la legge lo affermi con chiarezza".

'Di veramente stupefacente, in questa vicenda del decreto raddoppia-spinelli, giustamente annullato dal tar, c'e' soltanto l'atteggiamento del Ministro Turco che, dopo aver subito una sonora bocciatura politica, anche da parte della sua stessa maggioranza, e incassato il timbro di illegittimita' al suo provvedimento, ora dice che ad essere inapplicabile e' la legge Fini Giovanardi'. E' quanto afferma in una nota la parlamentare di Forza Italia, Stefania Prestigicomo, sottolineando come sia 'il suo decreto non quello emanato dal Governo Berlusconi ad essere stato cassato da Tar'.
'La legge approvata dal nostro Governo -aggiunge l'ex ministro per le Pari opportunita'- va invece difesa e confermata perche' ha invertito un abito culturale secondo cui ci sono droghe pesanti e droghe leggere, droghe che fanno male e droghe che non fanno male. Un atteggiamento che stava alla base del decreto aspramente criticato dal parlamento, dal paese e ora cancellato dalla magistratura'.
'Non si rende conto -chiede Prestigiacomo- di quanto sia pericoloso lanciare un messaggio di lassismo nei confronti della droga mentre e' in forte crescita il consumo di tutti gli stupefacenti specie fra i giovani? Contro questa esclalation nel consumo di droghe il Governo Berlusconi aveva messo in campo una legge moderna e incisiva, entrata in vigore appena un anno fa e che, appena insediata, il Ministro Turco ha ritenuto di delegittimare col suo decreto raddoppia-spinelli'.
Secondo Prestigiacomo 'invece di tentare esercizi impossibili di tecnica giuridica sul suo decreto e quello del precedente Governo, il Ministro della Salute dovrebbe ammettere di avere fatto un errore politico. Un errore cui non puo' porre rimedio con un errore ancora piu' grande stravolgendo la legge Fini-Giovanardi. Ci pensi bene l'on.
Turco prima di presentare un nuovo provvedimento, ed ascolti il paese, l'opposizione e la sua stessa maggioranza. Sarebbe imperdonabile gettare via il 'bambino' di una buona legge antidroga con 'l'acqua sporca' del suo orgoglio politico ferito'.

"Dopo la sentenza del Tar che ha annullato il decreto del ministro Turco sulla cosiddetta 'modica quantita' di cannabis detenuta, a mio avviso e' necessario avanzare una riflessione in proposito: e cioe' che l'indirizzo giurisprudenziale consolidato di stabilire il modico quantitativo in relazione al singolo caso, volta per volta, appare quello piu' attendibile". Lo afferma Gino Capotosti, capogruppo Udeur in commissione Giustizia alla Camera.
Secondo l'esponente del Campanile "sarebbe necessario pero' completare questa formulazione empirica con un supporto normativo che introduca anche una valutazione psico-fisica obbligatoria del soggetto da parte di un pool di medici specialisti, in modo che- conclude Capotosti- essa sia meno sottoposta alla discrezionalita' del giudice".

'La sentenza del Tar del Lazio che prima aveva sospeso e ora annullato il provvedimento del ministro della Salute, Livia Turco, conferma l'assoluta ingiustificabilita' del decreto voluto dal governo Prodi'. E' quanto sostiene, in una nota, l'onorevole Antonio Martusciello, componente della Consulta del presidente di Forza Italia.
'La decisione del Tribunale amministrativo - spiega Martusciello - ribadisce l'assenza di motivazioni valide sul piano scientifico che giustifichino l'innalzamento della dose di cannabis detenibile e fa cadere in un sol colpo l'intero castello di ipotesi presentato dall'Esecutivo'. 'Il centrosinistra - prosegue l'esponente di Fi - piuttosto che prendere atto della decisione, sta tentando una goffa operazione volta ad un completo ribaltamento della realta', cercando di far passare la strampalata ipotesi che anche le tabelle presenti nel precedente decreto in materia, voluto dal governo Berlusconi, siano da considerarsi illegittime, nonostante la sentenza non faccia il minimo riferimento a quanto deciso dal centrodestra nella passata legislatura'.
'Un vero e proprio arbitrio interpretativo che adesso sta inducendo l'Unione a perseverare nell'errore, come testimoniato dalle dichiarazioni del ministro della Salute, Livia Turco, e dal ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, che intendono accanirsi nella modifica della Fini-Giovanardi', aggiunge Martusciello. 'Piuttosto che sperperare i soldi dei contribuenti in inutili ricorsi il centrosinistra impari la lezione - conclude - prenda esempio dal mea culpa intonato dall'Independent in materia di tolleranza rispetto alle tossicodipendenze e cerchi di evitare proposte 'stupefacenti'.

"E' il governo Berlusconi che ha portato il diritto in farmacia, inchiodando alle quantita' di cannabis prefissate con il decreto Giovanardi, la decisione su chi doveva essere sottoposto a misure penali e chi no". A lanciare l'accusa e' Giuseppe Bortone, responsabile Cgil per le politiche sulle tossicodipendenze, che interviene sulla polemica innescata dall'annullamento del decreto Turco. "In seguito- ricorda Bortone- si e' cercato di ridurre il danno modificando quelle irrazionali e fatidiche tabelle". Ma, aggiunge Bortone, "visto che questa strada non puo' essere praticata, ha ragione chi nel governo insiste per la rapida approvazione di una nuova legge, che dovrebbe depenalizzare il consumo e facilitare il lavoro dei servizi".
Chi, prosegue il sindacalista, "a destra in questo momento alza tanto la voce dimentica i giovani, lavoratori o disoccupati, abitanti in provincia, che si sono uccisi negli anni scorsi perche' incriminati per il possesso di piccole quantita' di cannabis". E dimentica, conclude il sindacalista, "anche le gravi difficolta' in cui si sono trovati gli operatori del settore tossicodipendenze nei cinque anni di tagli e di caos che hanno caratterizzato il governo di centro destra".

Le tabelle limitano la discrezionalita' dei giudice nei processi per detenzione di sostanze stupefacenti.
Questo, in sostanza, quanto emerge dalla conferenza stampa del leader di Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, e Carlo Giovanardi (Udc) per commentare l'annullamento del decreto Turco sul raddoppio della cannabis sancito ieri dal tribunale amministrativo del Lazio.
"Va fatta chiarezza -spiega Giuseppe Amato, magistrato- non e' vero che il detentore di qualche spinello va in carcere. La legge prevede l'entrata nel circuito penale solo quando viene dimostrato con assoluta certezza che la persona fermata e' uno spacciatore". La novita' positiva, ricordata in conferenza stampa, e' quindi il fatto di evitare il 'libero arbitrio' delle decisioni del giudice.
A fargli eco e' il tossicologo, professore di Tor Vergata, Carmelo Furnari, che spiega come di fondo "vi sia un equivoco su droghe pesanti e leggere, la ricettivita' della cannabis infatti, secondo recentissimi, provoca dei danni cerebrali anni dopo, avendo un tempo lungo di latenza". Attenzione quindi, secondo l'esperto, a considerare lo spinello un innocuo passatempo: "E' proprio dai danni che provoca alla salute che nasce l'esigenza di inserire la cannabis fra le sostanze stupefacenti". Alla domanda se anche l'alcol non sia un pericolo per i giovani, oltre l'uso di stupefacenti, Fini, concludendo, risponde: "Per l'alcol il male e' l'abuso, per la droga basta semplicemente l'uso...".

"No a qualsiasi tentativo liberalizzare la droga. Il ministro Livia Turco pensi ad assolvere il suo compito che e' quello di tutelare la salute delle persone e abbandoni altri progetti pericolosi che finiscono per danneggiare in particolar modo i giovani e le loro famiglie". Lo afferma Maurizio Lupi (Fi), per il quale "e' grave constatare che e' stato un Tribunale a dover salvaguardare i cittadini bloccando una iniziativa bocciata peraltro da piu' parti e ritenuta sbagliata anche dall'autorevole quotidiano inglese 'The Independent'".
"Se avesse davvero le idee chiare, cosa della quale dubitiamo fortemente -conclude Lupi- il ministro Turco dovrebbe venire in Parlamento con un disegno di legge per aprire una discussione su un tema delicato quale quello del consumo di stupefacenti. Non sono argomenti questi sui quali si puo' essere superficiali ed approssimativi".

"Il ministro Turco non ne ha avuto abbastanza? Tenta un'altra furbata? Sappia che andra' a sbattere.
Il governo e' allo sbando e' lei non ha nulla di meglio da fare?
Diciamo no alla liberalizzazione delle droghe". Lo scrive Isabella Bertolini (Forza Italia), aggiungendo: "Non permetteremo che il futuro dei nostri giovani venga messo a rischio da questo sciagurato governo. La legge del governo Berlusconi ha dato risultati ottimi. Bisogna continuare- conclude Bertolini- su quella strada".

'Giusta la posizione del Ministro Turco', e la 'richiesta di dimissioni e' grottesca e strumentale': lo afferma Carlo Leoni Vicepresidente della Camera.
'Continuo a ritenere, dal punto di vista giuridico, del tutto immotivata la decisione del TAR del Lazio che ha prima sospeso e poi annullato il Decreto del Ministro Turco sulla quantita' massima di cannabis detenibile', afferma Leoni per il quale 'e' del tutto evidente che a questo punto il Governo e la maggioranza non possono che attuare quanto scritto sul programma, con il quale l'Unione si e' presentata alle elezioni, rispetto alla legge Fini-Giovanardi, e sostituirla con una normativa finalmente moderna e razionale, come quelle presenti in molti paesi europei, che parta dalla depenalizzazione dell'uso delle sostanze stupefacenti e che preveda non la punizione dei giovani consumatori, ma una vera lotta al traffico internazionale'.
'La richiesta di dimissioni del Ministro Turco da parte della destra - conclude - e' quindi del tutto grottesca e strumentale.
E come tale va respinta'.

'L'onorevole Fini mente (almeno) due volte sapendo di mentire! Infatti, se da un lato le intenzioni del Ministro Turco, purtroppo, vanno nella direzione della mera depenalizzazione della detenzione per consumo personale delle sostanze illecite, dall'altro la sinistra Comunista, e non radicale, non ha mai, purtroppo, lottato per la legalizzazione di tutte le sostanze stupefacenti'. E' quanto afferma in una nota il segretario della Lega internazionale Antiproibizionista, Marco Perduca commentando le affermazioni dell'ex vicepremier Gianfranco Fini secondo il quale obiettivo del governo sarebbe quello di liberalizzare le droghe.
'Le prediche di questi giorni circa la pericolosita' delle varie sostanze innescate dal dietrofront dell'Independent, la cui campagna, occorre ricordarlo, nel 1997 passo' in totale sordina in Italia - prosegue Perduca- possono avere un efficace potere deterrente se, e solo se, vanno a inserirsi in un contesto in cui produzione, consumo e commercio di cio' che oggi e' illecito, vengono regolamentati per legge e accompagnati da politiche socio-sanitarie.
Regolamentare non vuole dire istigare al consumo, vuol dire garantire le scelte individuali in scienza e coscienza e conoscenza affrancando dalla dipendenza delle narco-mafie. Se ci sono posizioni ideologiche in giro -conclude- quelle si trovano nell'arsenale retorico dei proibizionisti'.

"Fini e Giovanardi attribuiscono al governo di centrosinistra la volontà di 'liberalizzare la droga'.
Ebbene, mentono sapendo di mentire. Nessuno nel governo ha infatti mai fatto una tale affermazione. Ciò che si vuole fare è invece modificare la legge su questa materia mettendo al centro la prevenzione, superare le sanzioni amministrative e - in sintonia con il resto d'Europa - affiancare agli interventi per la cura e la riabilitazione quelli per la riduzione del danno".
Lo afferma in una nota il ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero.

'Quanto dihiarato oggi in conferenza stampa dagli onorevoli Fini e Giovanardi mostra evidente affanno e difficolta' dei padrini della legge sulla droga del centro destra. La stessa sentenza, da loro improvvidamente accolta come una vittoria schiacciante contro l'attuale Governo, si e' dimostrata in realta' letale per la loro stessa legge'. E' quanto si legge nella dichiarazione del Ministro della salute Livia Turco.
'Quella sentenza - secondo il Ministro- ha infatti messo in discussione anche il precedente provvedimento adottato dal Governo Berlusconi per la determinazione della quantita' massima detenibile di cannabis oltre la quale si entra nel circuito penale. Afferma infatti la sentenza: 'Sia il decreto dell'aprile 2006 (quello Berlusconi/Castelli ndr.) che quello dell'agosto 2006 (quello Turco/Mastella ndr.) hanno utilizzato il dato relativo alla dose media singola, ma hanno poi disatteso l'indicazione della commissione in ordine al parametro moltiplicatore..'. Quindi - prosegue Turco - pur non condividendo nel merito la sentenza, dobbiamo comunque valutare l'opportunita' di annullare il decreto precedente proprio per rispettare il principio che ha ispirato la decisione dei giudici laziali'.
'A quel punto - prosegue il Ministro della salute - tornerebbe al giudice penale la responsabilita' di valutare caso per caso se si e' in presenza di un consumatore da sanzionare amministrativamente per possesso illecito di droga ad uso personale o di uno spacciatore da perseguire penalmente. Ma il vero nodo - conclude Turco - sta nella legge Fini-Giovanardi che va cambiata subito per riportare la lotta alle droghe, a tutte le droghe, sul giusto binario della prevenzione, della cura e della riabilitazione del tossicodipendente insieme a impegni piu' seri e forti contro lo spaccio e il crimine'.

"Comprendiamo che la botta della sentenza del Tar e' stata molto dura, ma ventiquattr'ore dopo il ministro Turco e anche il suo collega Ferrero hanno ancora le idee confuse". E' quanto dichiara la segretaria dei Radicali italiani Rita Bernardini, per la quale "il ministro della Salute cita correttamente l'art. 73 del DPR 309/90 ma si dimentica di dire che e' lo stesso articolo a prevedere il decreto (che fissa i limiti delle sostanze detenibili che separano il consumo dallo spaccio) del ministro della Salute, di concerto con il ministro della Giustizia, sentito il ministro della Solidarieta' sociale, che ha assunto sotto di se' il Dipartimento nazionale Antidroga che prima era sotto la Presidenza del Consiglio".
Per la Bernardini, "un decreto deve comunque esserci perche' e' previsto dalla legge. L'alternativa e' modificare la legge. Una ragione in piu', se ce ne fosse bisogno, per affrontare subito la riforma della Fini-Giovanardi, in vigore da oltre un anno, in gran parte sotto un governo di centrosinistra che aveva scritto nel suo programma elettorale di volerla abolire subito".

'Non e' stato sufficiente il doppio Ko che il Tar del Lazio ha inferto al ministro Turco, bocciando il suo decreto. Il ministro Ferrero, da Ginevra, ci fa sapere che la bocciatura inflitta dal Tribunale amministrativo coinvolgerebbe il precedente decreto emanato dal governo di centro destra. Ferrero dimentica un fatto determinante; all'epoca sia con il ministro Storace che con il Presidente Berlusconi, durante l'interim alla Salute, fu costituita una commissione tecnico scientifica ad hoc, che indico' le basi scientifiche e tecniche per stabilire la dose massima detenibile per non incorrere in sanzioni penali". Lo ha affermato Domenico Di Virgilio (Fi).
"Oggi il centrosinistra evoca la necessita' di una nuova legge, ma i cittadini devono sapere che il problema della droga non e' da sottovalutare con messaggi fuorvianti e devastanti per i nostri giovani. A loro non interessa se l'Indipendent e molti autorevoli scienziati negli ultimi giorni riconoscono che la cannabis degli spinelli provoca danni celebrali ai giovani che cadono nella spirale della tossicodipendenza", ha concluso Di Virgilio.

'Dopo la bocciatura da parte del Tar, il tentativo di Ferrero per la liberalizzazione della marijuana va fermato. Bisogna parlare ai giovani e alle loro famiglie in modo serio e far cessare questo messaggio di normalizzazione culturale che tenta di far passare l'uso di sostanze stupefacenti come ammissibile', Lo ha dichiariato Beatrice Lorenzin, coordinatore nazionale dei giovani di Forza Italia.

'Sono idealmente con Fini e Giovanardi che hanno condotto una conferenza stampa sulla loro legge sulla droga. Davanti ad un ministro dell'Interno che dice che non ce la facciamo piu' a resistere davanti al fenomeno della droga, la risposta del governo e' alzare la soglia per la cannabis, ma e' una cosa da irresponsabili': e' un passaggio dell'intervento del presidente dell'Udc Pier Ferdinando Casini stasera a Genova per un'iniziativa elettorale in vista delle elezioni amministrative nel capoluogo ligure.
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