Sabato 6 giugno 2026
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Italia. Fioroni: basta con eutanasia e no al Concordato

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Pubblichiamo integralmente questa intervista al ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni apparsa oggi sul Corriere della Sera.

"Alleati attenti, gli italiani sono con noi cattolici"
Fioroni: basta con eutanasia e no al Concordato. E sfida Casini: cerca accordi! C'è la Finanziaria

ROMA - Giuseppe Fioroni, con l'intervista di Pier Ferdinando Casini al Corriere l'Udc ha fatto il primo passo per entrare nel governo Prodi?

"Solo gli astrologi si possono applicare su questo tipo di scenari. Non amo la fantapolitica".

Ma non vede possibile neanche il passaggio di alcuni esponenti centristi dalla Cdl all'Unione?

"Lasciamo perdere la campagna acquisti, mi sembra poco seria".

Tanto meno allora, seguendo il suo ragionamento, bisognerà ascoltare chi parla di grande coalizione, come quella che governa la Germania di Angela Merkel?

"Si tratta di un'ipotesi che non esiste".

E allora, ci dica come si fa a risolvere la difficoltà numerica dell'Unione al Senato, quel continuo affannarsi a blindare una maggioranza che appare troppo esigua. Non si potrebbe partire proprio dal dialogo con l'Udc di Casini?

"Il ministro dell'Istruzione, già portabandiera delle battaglie sulla bìoetica all'interno della Margherita, non disprezza le aperture del leader Udc nei confronti del governo Prodi. Anzi, fa capire di apprezzarle. Ma è convinto di un fatto: il dialogo, per funzionare. non dovrà svolgersi dietro le quinte, ma in Parlamento, a partire dalla Finanziaria: "Allora si vedrà se esiste una parte dell'opposizione disposta a ritrovarsi con noi su alcuni contenuti per il bene del Paese".

Non sarebbe meglio aprire un confronto subito, senza attendere il prossimo autunno?

"Occorre intendersi su ciò che vuol dire confronto. Io condivido ciò che ha detto Romano Prodi e cioè che l'allargamento è un tema da dibattito estivo. Gli italiani sono maturamente gelosi di un bipolarismo che permette di scegliere chi è premier e qual è la maggioranza che governa. E poi credono nella centralità del Parlamento. E in questa sede istituzionale che deve svolgersi il confronto, pure aspro, che può generare contributi di crescita e di sviluppo per il futuro dell'Italia".

Casini si dichiara pronto a dialogare "per il bene del Paese" senza porre veti a Romano Prodi e intende farlo sulle riforme e la modernizzazione.

"Vedremo. In politica contano i fatti. Tante volte abbiamo visto, nella scorsa legislatura, autorevoli esponenti della Casa delle Libertà criticare aspramente le politiche economiche di Berlusconi e poi votarle. Con il risultato che ora ci troviamo di fronte ad una situazione disastrosa per quanto riguarda i conti pubblici".

Non si fida?

"Dico solo questo: confrontiamoci in Parlamento. È solo in quella sede che si può capire la differenza di fondo esistente tra chi, come è avvenuto per il decreto Bersani, presenta ben 600 emendamenti con l'obiettivo di bloccare tutto, e chi invece ha il senso dello Stato, chi tiene in conto le esigenze del Paese". Ma non crede che con una maggioranza di due senatori l'Unione sia costretta ad una continua sofferenza?

"Non so se la sofferenza continuerà. So solo che nei primi tre mesi di governo abbiamo portato a casa provvedimenti importanti: basta pensare alle liberalizzazioni e alla manovrina. Per non parlare del rinnovato ruolo dell'Italia nello scacchiere internazionale".

Non vi interessano quindi i voti di una parte dell'opposizione?

"Il discorso è diverso: credo che la maggioranza può e deve essere autosufficiente proprio perché solo se resta compatta può lanciare una sfida forte all'opposizione. È in questo modo che si può aprire un confronto vero. Solo una democrazia immatura ha paura di confrontarsi. E qui il messaggio è rivolto all'Unione: bisogna togliersi di dosso l'ossessione del particolare, la mania di curare solo il proprio orticello".

A proposito di rapporti all'interno della maggioranza: il diessino Luciano Violante è tornato a parlare di patto federativo tra Margherita e Ds. Non è un passo indietro rispetto al Partito democratico?

"Sul Partito democratico si deve andare avanti con determinazione e senza ambiguità: costruire una grande formazione è qualcosa di più di un compromesso di governo, è scrivere insieme la carta di identità dei valori che dà una nuova appartenenza. Non importano le tappe, ma è fondamentale che non si perda di vista la meta".

Francesco Rutelli ha messo in guardia dalla distanza che si può creare tra l'Unione e i cattolici, a partire dai rapporti con la Chiesa. Condivide questa preoccupazione?

"Io sono preoccupato quando vedo esponenti della maggioranza illustrare la loro sensibilità su certi argomenti perdendo di vista l'azione di governo e le dichiarazioni contenute nel programma dell'Unione. Evitiamo di aprire dibattiti inutili su temi come la revisione del Concordato o l'8 per mille. Non oscuriamo le conquiste della maggioranza aprendo una questione cattolica che nel centrosinistra non esiste".

Non esiste davvero?

"Stiamo attenti a parlare di questi argomenti senza tener conto della realtà. È sbagliato ritenere che la sensibilità sull'eugenetica o sull'eutanasia è solo dei cattolici. Il referendum sulla fecondazione assistita, e non solo, ha dimostrato che su certi temi c'è un comune sentire del popolo italiano che va molto al di là dell'appartenenza cattolica e sul quale il governo deve sintonizzarsi".

Autore: Roberto Zuccolini
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