Italia. Fioroni: obbligo scolastico per i figli di immigrati e laicita' della pubblica istruzione
Obbligo scolastico per i figli degli immigrati. Meticciato come valore. No alla logica di mercato nella scuola. Laicita' della pubblica istruzione. Formazione permanente degli adulti. E, infine, demolizione graduale della riforma Moratti, a iniziare dall'abolizione del tutorato e del portfolio. Sono le novita' annunciate dal ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni che a Viterbo ha partecipato al convegno Cem Mondialita', in corso alla Domus La Quercia.
Fioroni si e' anche soffermato sulla cittadinanza italiana agli immigrati che il governo intende concedere dopo 5 anni. "Sulla questione della cittadinanza ha detto il ministro e' fondamentale il ruolo della scuola che deve operare per garantire l'integrazione dei figli degli immigrati. Per questo ha aggiunto - e' mia intenzione introdurre l'obbligo scolastico anche per loro, compresi i figli dei clandestini".
Ad avviso del ministro, va riconosciuto anche il valore del meticciato, mettendo in relazione le culture presenti nel Paese. "Il problema da affrontare ha aggiunto Fioroni - e' come permettere che tutti, all'interno della stessa scuola, possano coltivare la propria lingua e la propria cultura. Dobbiamo far maturare in tutti, italiani e stranieri, che nessuno puo' pensare di vivere nella torre eburnea della propria purissima identita'. Ormai siamo tutti contaminati da altre culture. Non esistono piu' purezze identitarie".
In merito alla riforma Moratti, il ministro ha ribadito di aver gia' in mano il 'cacciavite' per iniziare a smontarla. "Scuola pubblica significa diritto all'istruzione per tutti, al di la' delle condizioni economiche e culturali ha spiegato Fioroni - e proprio per questo la logica del mercato non puo' funzionare. La scuola pubblica deve essere invece un sistema universale e solidaristico che solo lo Stato puo' far funzionare. Ve li immaginate operatori privati che gestiscono scuole per immigrati, disabili o per chi e' al margine della societa'?".
Fioroni ha quindi annunciato che sta gia' lavorando alla circolare, che inviera' i primi di settembre, che eliminera' il tutor e il portfolio. "La Moratti ha concluso ha commesso un errore fondamentale: non ha capito che la scuola e' prima di tutto una comunita' che va ascoltata. Lei ha invece pensato che fosse un'azienda".
Fioroni si e' anche soffermato sulla cittadinanza italiana agli immigrati che il governo intende concedere dopo 5 anni. "Sulla questione della cittadinanza ha detto il ministro e' fondamentale il ruolo della scuola che deve operare per garantire l'integrazione dei figli degli immigrati. Per questo ha aggiunto - e' mia intenzione introdurre l'obbligo scolastico anche per loro, compresi i figli dei clandestini".
Ad avviso del ministro, va riconosciuto anche il valore del meticciato, mettendo in relazione le culture presenti nel Paese. "Il problema da affrontare ha aggiunto Fioroni - e' come permettere che tutti, all'interno della stessa scuola, possano coltivare la propria lingua e la propria cultura. Dobbiamo far maturare in tutti, italiani e stranieri, che nessuno puo' pensare di vivere nella torre eburnea della propria purissima identita'. Ormai siamo tutti contaminati da altre culture. Non esistono piu' purezze identitarie".
In merito alla riforma Moratti, il ministro ha ribadito di aver gia' in mano il 'cacciavite' per iniziare a smontarla. "Scuola pubblica significa diritto all'istruzione per tutti, al di la' delle condizioni economiche e culturali ha spiegato Fioroni - e proprio per questo la logica del mercato non puo' funzionare. La scuola pubblica deve essere invece un sistema universale e solidaristico che solo lo Stato puo' far funzionare. Ve li immaginate operatori privati che gestiscono scuole per immigrati, disabili o per chi e' al margine della societa'?".
Fioroni ha quindi annunciato che sta gia' lavorando alla circolare, che inviera' i primi di settembre, che eliminera' il tutor e il portfolio. "La Moratti ha concluso ha commesso un errore fondamentale: non ha capito che la scuola e' prima di tutto una comunita' che va ascoltata. Lei ha invece pensato che fosse un'azienda".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti