Italia. Il fisico Regge: quando fa comodo la precauzione…
In un lungo articolo apparso su "Le Scienze", il fisico Tullio Regge, fa delle considerazioni interessanti sul cosiddetto principio di precauzione, applicato spesso impropriamente sulle biotecnologie. Dalle cellule staminali, alla clonazione, agli organismi geneticamente modificati, questo concetto che ha del dottrinale, e' in grado di bloccare la ricerca e i ricercatori.
Partendo dal timore collettivo creato dai media sugli OGM, Regge spiega la realta' ideologica di un principio cosi' vago e potenzialmente pericoloso.
Ne riportiamo di seguito i punti salienti.
"La prima versione del Principio di Precauzione fu proposta anni or sono a Rio come compendio di linee guida per la protezione ambientale. Il documento originale richiedeva l'assoluta sicurezza per qualsiasi innovazione tecnologica. Il punto pero', e' che la sicurezza assoluta non esiste, se non come concetto fittizio da usare in malafede per scopi demagogici.[.]
Esistono ora, almeno 14 versioni del P&P, e ogni politicante che si rispetti ne propone una che usa poi disinvoltamente come testo unico e sacro. Il P&P e' cosi' usato, in pratica, come trucco retorico, favola arrogante e Principio di Bloccaggio che chiude la bocca all'avversario evitando la noia di discutere dettagli imbarazzanti. La campagna antiscientifica, diffusa su scala planetaria ma particolarmente perniciosa in Italia, e' l'esordio di una religione intollerante e catastrofista che si ispira malamente a precetti che potrebbero ricordare quelli mosaici".
Partendo dal timore collettivo creato dai media sugli OGM, Regge spiega la realta' ideologica di un principio cosi' vago e potenzialmente pericoloso.
Ne riportiamo di seguito i punti salienti.
"La prima versione del Principio di Precauzione fu proposta anni or sono a Rio come compendio di linee guida per la protezione ambientale. Il documento originale richiedeva l'assoluta sicurezza per qualsiasi innovazione tecnologica. Il punto pero', e' che la sicurezza assoluta non esiste, se non come concetto fittizio da usare in malafede per scopi demagogici.[.]
Esistono ora, almeno 14 versioni del P&P, e ogni politicante che si rispetti ne propone una che usa poi disinvoltamente come testo unico e sacro. Il P&P e' cosi' usato, in pratica, come trucco retorico, favola arrogante e Principio di Bloccaggio che chiude la bocca all'avversario evitando la noia di discutere dettagli imbarazzanti. La campagna antiscientifica, diffusa su scala planetaria ma particolarmente perniciosa in Italia, e' l'esordio di una religione intollerante e catastrofista che si ispira malamente a precetti che potrebbero ricordare quelli mosaici".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti