Italia. Forse tra un mese la decisione della Corte d'Appello su Eluana Englaro
"Staccate quella spina". Sono anni che Beppino Englaro di Lecco sta conducendo la sua battaglia per far spegnere la macchina che tiene in 'non vita' sua figlia Eluana, in stato vegetativo da quel 18 gennaio di 14 anni fa, quando rimase coinvolta in un incidente stradale mentre tornava a casa. Una battaglia fatta di corsi e ricorsi in vari gradi di giudizio senza mai soddisfazione, fino a quando la Corte d'appello di Milano ha accettato di approfondire la questione e di ascoltare alcuni testimoni. Eluana, prima di quell'incidente, era rimasta molto colpita da una incredibile coincidenza che l'avrebbe coinvolta un anno prima: il 21 gennaio dell'anno precedente, infatti, in un incidente simile al suo, rimase coinvolto un carissimo amico che sprofondo' nel buoi piu' totale fino ad un paio di anni fa, quando il suo cuore cesso' di battere. Eluana da allora disse sempre: "Se dovesse capitare a me, staccatemi la spina. Non voglio fare questa non vita". Quando i genitori capirono che per la figlia era successa la stessa cosa, decisero di adire tutte le strade legali per far rispettare la volonta' della ragazza. "Ha diritto ad una morte dignitosa", ha sempre detto Beppino, che ha fatto il giro delle le piu' importanti trasmissioni televisive per raccontare la sua storia e il perche' della sua battaglia. E quando finalmente le toghe Milanesi accolsero la sua richiesta di ascoltare i testimoni, in Beppino rispunto' la speranza di "poter dare a mia figlia quello che voleva". Nel corso dell'ultima udienza, svoltasi nei giorni scorsi, i giudici di secondo grado hanno ascoltato le tre amiche del cuore di Eluana: tutte hanno confermato quale fosse la posizione della ragazza su casi del genere, rafforzata soprattutto dopo quanto accaduto all'amico Riccardo.
La Sezione Famiglia della Corte D'Appello di Milano deve decidere se accogliere, dunque, la richiesta del padre e "porre fine a questa straziante situazione", come la definisce Beppino. Quello che chiede e' di "restituire la dignita' umana e il diritto alla morte di mia figlia". Tocca, dunque alle toghe milanesi valutare se il trattamento cui e' sottoposta sia invasivo della sua personalita' e se contrasta con la dignita' umana. Una sentenza molto attesa non solo dalla famiglia Englaro, ma da tutti quanti si pongono una riflessione sull'eutanasia. In caso di accoglimento della richiesta si creerebbe un importante precedente con inevitabile effetto di richieste a catena. Il concetto del ricorso ruota attorno all'utilizzo del sondino nasogastrico: chiunque puo' rifiutare questo trattamento, ma non chi e' incapace di intendere e volere come, appunto, una persona in coma. E' giusto, quindi, che tali pazienti debbano essere costretti, sostanzialmente, a sottoporsi a qualsiasi tipo di cura e forse anche a sperimentazione? Se la Corte milanese dovesse dare risposta contraria a quella del Tribunale di Lecco che, in diverse occasioni ha respinto il ricorso senza neppure entrare nel merito, e' evidente cosa ne potra' conseguire. In caso di ennesimo diniego, si andra' in Cassazione e poi forse anche alla Corte di Strasburgo. Ma nel caso di accoglimento del ricorso, sara' necessario stabilire, attraverso appunto le testimonianze delle amiche della giovane, l'effettiva volonta' di Luana di non essere mantenuta in vita artificialmente. Se questa tesi, sostenuta dal padre, fosse fatta propria dai giudici, potrebbe portare al distacco della spina. "Spero che ancora una volta non vengano negati i diritti di mia figlia: su tutti quello espresso nelle sue piene capacita' di intendere e di volere prima di quel maledetto incidente - ha ribadito ancora oggi pomeriggio il papa' -.
Voglio troppo bene a mia figlia non mi si costringa ad atti di coraggio".
Per portare avanti la sua battaglia, Beppino si e' affiato agli avvocati milanesi Vittorio Angiolini, Riccardo Maia e alla lecchese Franca Alessio, nominata dal padre, su disposizione del Tribunale, curatore speciale. Proprio lei spiega che "dopo aver ascoltato le tre amiche che hanno confermato quanto dice il papa' di Eluana, i giudici dovranno decidere cosa fare. Dalle testimonianze delle tre amiche e' emerso chiaramente quale fosse la volonta' di Eluana. Mi auguro sinceramente - aggiunge l'avvocatessa Alessio - che accolgano l'eccezione di incostituzionalita' sollevata per il vuoto normativo che questa situazione presenta.
Attualmente, una persona cosciente puo' decidere se curarsi o meno. Una persona affetta da tumore, se cosciente, puo' decidere di farsi curare, oppure di non accettare le cure.
Questa scelta non e' lasciata a chi si trova in stato di incoscienza, e nessuno puo' decidere per lei. Un comportamento da parte dello Stato che mi sembra inaccettabile. Spero che la nostra istanza sia accolta, e che non sia dichiarata la sua inammissibilita'. Quella del rifiuto mi sembra una strada poco percorribile; altrimenti per quale ragione avrebbero aperto l'istruttoria? Noi abbiamo calcolato che la decisione dovrebbe giungere tra un mese circa".
La Sezione Famiglia della Corte D'Appello di Milano deve decidere se accogliere, dunque, la richiesta del padre e "porre fine a questa straziante situazione", come la definisce Beppino. Quello che chiede e' di "restituire la dignita' umana e il diritto alla morte di mia figlia". Tocca, dunque alle toghe milanesi valutare se il trattamento cui e' sottoposta sia invasivo della sua personalita' e se contrasta con la dignita' umana. Una sentenza molto attesa non solo dalla famiglia Englaro, ma da tutti quanti si pongono una riflessione sull'eutanasia. In caso di accoglimento della richiesta si creerebbe un importante precedente con inevitabile effetto di richieste a catena. Il concetto del ricorso ruota attorno all'utilizzo del sondino nasogastrico: chiunque puo' rifiutare questo trattamento, ma non chi e' incapace di intendere e volere come, appunto, una persona in coma. E' giusto, quindi, che tali pazienti debbano essere costretti, sostanzialmente, a sottoporsi a qualsiasi tipo di cura e forse anche a sperimentazione? Se la Corte milanese dovesse dare risposta contraria a quella del Tribunale di Lecco che, in diverse occasioni ha respinto il ricorso senza neppure entrare nel merito, e' evidente cosa ne potra' conseguire. In caso di ennesimo diniego, si andra' in Cassazione e poi forse anche alla Corte di Strasburgo. Ma nel caso di accoglimento del ricorso, sara' necessario stabilire, attraverso appunto le testimonianze delle amiche della giovane, l'effettiva volonta' di Luana di non essere mantenuta in vita artificialmente. Se questa tesi, sostenuta dal padre, fosse fatta propria dai giudici, potrebbe portare al distacco della spina. "Spero che ancora una volta non vengano negati i diritti di mia figlia: su tutti quello espresso nelle sue piene capacita' di intendere e di volere prima di quel maledetto incidente - ha ribadito ancora oggi pomeriggio il papa' -.
Voglio troppo bene a mia figlia non mi si costringa ad atti di coraggio".
Per portare avanti la sua battaglia, Beppino si e' affiato agli avvocati milanesi Vittorio Angiolini, Riccardo Maia e alla lecchese Franca Alessio, nominata dal padre, su disposizione del Tribunale, curatore speciale. Proprio lei spiega che "dopo aver ascoltato le tre amiche che hanno confermato quanto dice il papa' di Eluana, i giudici dovranno decidere cosa fare. Dalle testimonianze delle tre amiche e' emerso chiaramente quale fosse la volonta' di Eluana. Mi auguro sinceramente - aggiunge l'avvocatessa Alessio - che accolgano l'eccezione di incostituzionalita' sollevata per il vuoto normativo che questa situazione presenta.
Attualmente, una persona cosciente puo' decidere se curarsi o meno. Una persona affetta da tumore, se cosciente, puo' decidere di farsi curare, oppure di non accettare le cure.
Questa scelta non e' lasciata a chi si trova in stato di incoscienza, e nessuno puo' decidere per lei. Un comportamento da parte dello Stato che mi sembra inaccettabile. Spero che la nostra istanza sia accolta, e che non sia dichiarata la sua inammissibilita'. Quella del rifiuto mi sembra una strada poco percorribile; altrimenti per quale ragione avrebbero aperto l'istruttoria? Noi abbiamo calcolato che la decisione dovrebbe giungere tra un mese circa".
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