Sabato 6 giugno 2026
Menu

Italia. Fotografia del consumatore rave

Notizia ·
Hanno in media 24 anni. Otto su 10 si ubriacano ogni settimana. Usano droga, almeno da otto anni e, in genere, hanno iniziato con una 'canna' a 15 anni, passando attorno ai 17 all'lsd. Mescolano droghe e alcol in un 'consumo acritico' che, nella meta' dei casi negli ultimi tre anni, ha creato problemi: denunce, arresti, ricoveri e incidenti. Sono i 'ravers' studiati dall'Osservatorio epidemiologico metropolitano dell'Ausl Citta' di Bologna con una ricerca realizzata in occasione della 'Street rave parade' il 21 giugno.
Un'indagine che mirava a individuare i problemi legati all'uso di sostanze stupefacenti da parte dei consumatori occasionali di droghe che non possono essere definiti 'dipendenti'. Le interviste sono state fatte proprio durante il Rave ai Giardini Margherita, grazie alla collaborazione del centro sociale Livello 57, che organizzava l'evento. I risultati quindi, avvisano i ricercatori, "possono essere considerati scientificamente validi solamente per i giovani che hanno partecipato a quella giornata".
E' la durata dell'abuso, vale a dire l'"anzianita'" nell'uso di sostanze stupefacenti, il fattore che aumenta la probabilita' di avere problemi sanitari, psichiatrici o giudiziari nella popolazione dei consumatori. L'abuso di alcol raddoppia il rischio, la poliassunzione (almeno due droghe oltre alla cannabis, che praticamente tutti fumano) lo triplica. Iniziare presto a consumare droghe (in questa popolazione, il 98% comincia a fumare cannabis a 15 anni, e a 17 anni uno su due ha gia' sperimentato lsd o popper) e' un ulteriore fattore di aumento del rischio. Al contrario, i soggetti che consumano esclusivamente cannabinoidi hanno un'eta' media piu' alta e minori probabilita' di avere problemi.
Analizzando i dati, il raver mostra una doppia faccia. Se si guarda alle droghe che vengono consumate in relazione all'eta', sembra che ci sia una ricerca dei diversi effetti che danno le varie droghe: si comincia dai cannabinoidi, a 15 anni, e nel giro di cinque anni si passa da sperimentare sostanze che danno allucinazioni (lsd, funghi, salvia divinorum), poi a sostanze che aumentano le performances psicofisiche (amfetamine, coca), fino ad arrivare a quelle con effetti sedativi (alcol, oppio, eroina e morfina).
Se si vanno a vedere, pero', le conseguenze dell'abuso (ricoveri, crisi psicotiche, incidenti stradali, problemi con la polizia), allora ci si accorge che parte dei problemi sono dovuti, oltre che alla durata (fattore principale), anche all'ignoranza degli effetti delle droghe, sia dal punto di vista psicofisico, sia dal punto di vista sociale. Ragazzi che comprano e assumono sostanze di cui non sanno nulla, o che associano massicce dosi di alcol a psicofarmaci, o che usano droghe per contrastare o amplificare gli effetti di altre droghe. Pratiche diffuse alla base di molti dei problemi ai quali i consumatori vanno incontro.
"La dimensione dell'abuso di sostanze tra i giovani, e soprattutto le modalita' e i significati attribuiti all'esperienza del consumo (curiosita', divertimento, socializzazione) -ha detto Raimondo Pavarin, coordinatore della ricerca- non consentono piu' di considerare l'abuso di droghe un comportamento esclusivamente deviante, ma inducono a vederlo come parte dello scenario della socialita' giovanile".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →