Venerdì 5 giugno 2026
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Italia. Fumata bianca: approvata la riforma proibizionista sulle droghe

Notizia ·
La Camera ha confermato con 307 sì la fiducia al governo sul decreto legge sulle Olimpiadi invernali di Torino che contiene anche le nuove norme in materia di contrasto della tossicodipendenza. I voti contrari sono stati 207.
Il dibattito
Durante il dibattito di stamani alla camera dei Deputati anche qualche scaramuccia. Mentre parlava Antonio Leone di FI un gruppo di deputati dei Verdi e del Prc hanno raggiunto il centro dell'emiciclo innalzando dei cartelli con su scritto "mandiamo in fumo la legge Fini". Il vicepresidente Clemente Mastella ha cosi' sospeso la seduta.
I cartelli sono stati innalzati, tra gli altri, dai Verdi Paolo Cento, Mauro Bulgarelli e Tiziana Valpiana e da Elettra Deiana, Giovanni Russo Spena e Alfonso Gianni del Prc. Immediata la richiesta di Mastella ai commessi di ritirare i cartelli, dopodiché ha sospeso la seduta, mentre dai banchi di An si gridava "buffoni, buffoni". Quella di Leone è l'ultima dichiarazione di voto prima della votazione sulla fiducia. Poco dopo, Mastella ha ripreso i lavori, annunciando all'Assemblea di "aver informato dell'accaduto il presidente Casini per valutare i provvedimenti del caso". E Leone ha ripreso il suo intervento sottolineando: "E' bene che questa scena sia stata trasmessa in tv, così gli italiani vedranno chi vuole andare al governo e come...".

"L'Unione è andata in fumo. Prima gli inni alla droga libera dei Verdi, poi i cartelli in Aula. Le critiche alla conferenza di Palermo e al ministro Giovanardi ci onorano. Prodi, il 'muto di Collecchio', forse è ora che esca dal nirvana, con una parola chiara sulla sua stupefacente Unione 'fumata'", dichiara in una nota il capogruppo UDC alla Camera, Luca Volonté.

Maggioranza ed opposizione ancora una volta una contro l'altra nell'Aula della Camera, in questo caso sulla nuova normativa in materia di tossicodipendenze. L'Unione critica il governo per aver inserito la legge Fini nel decreto legge sulle Olimpiadi e che lo abbia blindato con la fiducia; la Cdl, e in particolare An, difende il provvedimento e sottolinea che "non è una mossa elettorale". Il Verde Paolo Cento, che guiderà una contestazione in Aula alla fine del dibattito con dei cartelli che invitano a "mandare in fumo" la legge Fini, giudica "vergognoso che si imponga al Parlamento, attraverso il ricorso alla fiducia, una legge proibizionista che non colpisce il grande mercato del narcotraffico. "Ad abolire questa legge ci penseremo noi dell'Unione quando torneremo al governo, già nei primi cento giorni; se no i Verdi si attiveranno per un referendum". Enrico Buemi dello Sdi bolla la legge Fini come "proibizionista, demagogica e propagandistica", visto che non prevede, tra l'altro, "nessuna iniziativa per le famiglie ed i giovani interessati dal problema della tossicodipendenza".

Duro anche Franco Giordano del Prc, secondo cui la legge Fini "viola palesemente il principio costituzionale di uguaglianza: il governo si preoccupa unicamente di perseguire gli interessi dei centri di recupero gestiti da privati". E poi, aggiunge, è "ingiustificata l'equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti, anche in considerazione dell'uso terapeutico della cannabis', assicurando che la legge sarà cancellata dall'Unione nella prossima legislatura".

E fortemente critica è Rosy Bindi (Dl), che parla di una legge "che rispecchia l'impostazione punitiva e repressiva di questo governi che non tende né al recupero né alla riabilitazione, e che è un proclama elettorale, da far vedere in comizi e dibattiti in televisione".

Il diessino Luciano Violante parla di una legge" che si affida all'illusione repressiva, nel senso che non dice al cittadino perché viene punito, e non prevede nulla di vero per la cura della tossicodipendenza che non è una malattia come tutte le altre". La Cdl si schiera a difesa del provvedimento.

Gianfranco Anedda (An) ribadisce che le norme non sono "né a favore né contro i consumatori di droga; forse non risolvono i problema completamente ma rappresentano una mossa per contrastare lo spaccio e scoraggiare l'uso di tutte le droghe che sono tutte ugualmente dannose". E aggiunge che "per l'Unione lo Stato dovrebbe essere indulgente se non indifeso. Questo provvedimento é stato voluto fortemente da An ma è pienamente condiviso da tutta la Cdl, e ci permette di onorare un impegno assunto con gli elettori".

E "condivisibile" definisce la legge Fini anche il leghista Guido Giuseppe Rossi. Difende l'impianto del provvedimento anche Antonio Leone di Forza Italia. "Questa legge interrompe il circuito vizioso della tossicodipendenza attivato dall'esigenza del drogato di procurarsi la 'roba' in qualsiasi modo. La legge favorisce il recupero del tossicodipendente e tramuta la pena in delle graduali sanzioni amministrative che in molti casi sono decisamente più efficaci nel contrasto e nella prevenzione. Insomma, si colma una 'zona grigia' tra consumo e spaccio che in questi anni tanto danno ha fatto".

"La fiducia chiesta dal governo sulla legge Fini sulla droga è una vergogna perché ha come obiettivo quello di criminalizzate migliaia di consumatori occasionali e abituali di spinelli", ha detto in aula Paolo Cento, coordinatore politico dei Verdi. "Ancora una volta è la faccia feroce nei confronti della cannabis e dei suoi derivati per nascondere il fallimento del governo nella lotta contro il narcotraffico internazionale". "I Verdi chiedono a Prodi e all'Unione di abrogare questa norma nei primi cento giorni della prossima legislatura, altrimenti lanceremo una grande campagna referendaria per chiedere ai cittadini di cancellarla e di restituire alla vita civile migliaia di uomini e donne che rischiano di essere criminalizzati anche attraverso il ritiro della patente".

"L'onorevole Cento fa decisamente progressi. Fino a qualche tempo fa strillava che la legge Fini mirasse al carcere per i tossicodipendenti. Dopo averla evidentemente letta, si è accorto che le sanzioni sono amministrative. E' il bello della democrazia parlamentare", gli ha replicato il ministro della Salute, Francesco Storace.

"Ritengo poco opportuno che su un intervento legislativo così delicato come quello sulla droga il Parlamento non abbia avuto modo di approfondire il confronto ed il dibattito, la questione di fiducia ha impedito che questo avvenisse. E' una scelta che non condivido, votare la fiducia su un provvedimento così importante connotato da una fortissima impostazione ideologica può rappresentare un precedente che costituisce una ferita per la nostra democrazia parlamentare", ha detto Chiara Moroni, portavoce nazionale del Partito socialista Nuovo Psi. "Su materie così complesse, che riguardano direttamente la vita dei cittadini, è necessario affermare politiche di responsabilizzazione e divulgazione che possano determinare scelte libere e consapevoli. Il mio voto di fiducia al governo Berlusconi non mancherà ma in piena coscienza voglio rimarcare la mia distanza nel merito rispetto all'impostazione di questo provvedimento".

"Il provvedimento sulla droga è il colpo di coda del governo. La normativa, purtroppo, ancora una volta andrà a colpire soprattutto i più deboli e nella vita quotidiana si tradurrà in un pericoloso giro di vite. E' un provvedimento inviso a tutti gli operatori del settore. La stessa fiducia dimostra l'assoluta arretratezza del provvedimento", commenta il capogruppo del Pdci alla Camera Pino Sgobio.

"La data di oggi resterà alla storia come quella in cui si è assassinato lo Stato di diritto", commenta Marco Contini, Segretario di Antiproibizionisti.it. "La stoltezza, l'incoscienza, la superficialità, il cinismo, la paura e l'irresponsabilità dei nostri deputati hanno portato a questo risultato, di cui tutti -senza alcuna esclusione- faremo le spese. La maggioranza di governo ha una enorme responsabilità in questo senso e per sempre ne porterà la macchia indelebile. Non dimentichiamo però che questa opposizione -che "insorge" a parole, mentre nei fatti regge il gioco di coloro che chiama nemici- ha la grave colpa di non aver fatto nulla per rendere più difficile, concretamente, questo colpo di mano. Si poteva chiedere di andare al voto ieri mattina (quando l'Aula era semi-deserta), ma si è preferito tentare di allungare i tempi. Si poteva chiedere il voto palese, ma a questo si è preferita l'ambiguità del silenzio. Ora, quando tutto è ormai inutile, fuori dal Palazzo si protesta. Ciascuno recita la propria parte, mentre gli spettatori ancora ignari di ciò che sta realmente accadendo, si apprestano a divenire le prime vittime di questa tragedia".

"Si è consumato alla Camera dei Deputati l'ultimo atto di una commedia inscenata da questo Parlamento negli ultimi cinque anni", dichiara Andrea de Angelis, Presidente di Antiproibizionisti.it. "Con l'approvazione del provvedimento sulla droga si chiude uno dei capitoli più tragicomici della già triste storia di questo Paese. Ora il copione scritto da Fini, Giovanardi e Berlusconi, e recitato da molti altri esponenti della maggioranza e dell'opposizione si trasformerà in tragedia. Tragedia di cui gli assoluti protagonisti saranno i cittadini, che vedranno calare sulle proprie teste gli aspetti più contradditori e crudeli di questa legge. I deputati oggi non hanno avuto nemmeno il coraggio di rendere pubblico il proprio voto, non assumendosi così indivualmente la responsabilità di questo scempio. Responsabilità che così però ricade sull'intero sistema, sull'intera aula. La nostra battaglia però non finisce qui. Aspettiamo segnali importanti da Ciampi, dalla Corte Costituzionale, dalle Regioni, ed infine da tutti i cittadini del nostro povero Paese".

"Un provvedimento indispensabile e doveroso nel rispetto della dignità dell'uomo e del valore della vita", commenta così Luca Bellotti. "Il governo italiano oggi ha dato una risposta chiara e ferma al problema della droga e della tossicodipendenza. Non si è trattato di porre le basi normative alla lotta, che già da anni si svolge incessante da parte di tanti operatori sia pubblici che privati, ma di riaffermare alcuni valori fondamentali della nostra civiltà che attaccati sistematicamente dai sostenitori della liceità dell'atto di drogarsi, rischiavano di logorarsi". "Con il voto di questa mattina abbiamo riaffermato la priorità su tutto del valore indiscutibile della vita, della dignità dell'uomo e della responsabilità civile e morale che ciascun uomo ha nei confronti del prossimo e di se stesso. L'articolo 3 della nostra Carta fondamentale recita infatti: 'E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitando di fatto la libertà e l'uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana". "Che altro sono le droghe, siano esse pesanti o leggere, se non inibitori e freni al pieno sviluppo ed alla piena realizzazione della persona? Il confine tra ciò che è lecito e l'illecito non può prescindere dal riconoscimento della dignità dell'uomo e del valore massimo della vita".

"Trovo bizzarro che venga inserita la norma sulla tossicodipendenza nel decreto che riguarda le Olimpiadi, già questo la dice lunga sul modo di legiferare di questa gente. Per quanto riguarda la tossicodipendenza, posso dire che io non giudico tossicodipendenza farsi uno spinello". Cosi' Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani. "L'idea che si tratti allo stesso modo chi spaccia eroina e chi spaccia un po' di erba, mi sembra una follia. Avverto i ragazzi che da oggi con uno spinello si va in galera, una cosa che non sta né in cielo né in terra". "L'idea che la giustizia possa colpire alcuni, immigrati e tossicodipendenti mentre i reati dei 'colletti bianchi' sono depenalizzati, francamente è uno schifo".

Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori liberali (i radicali della CdL), critica la legge sulla droga su cui il governo ha ottenuto la fiducia, sostenendo che "ci riporta indietro nel tempo, a prima del referendum del 1993 che modificò radicalmente la legge Jervolino-Vassalli fino ad allora in vigore". E gli effetti "saranno i medesimi sperimentati allora: un aumento esponenziale delle morti e delle patologie 'droga-correlate' e un aumento progressivo dell'abbandono o dell'allontanamento dei tossicodipendente da tutti i centri di cura". "I piccoli spacciatori di hashish, come sempre accaduto, troveranno il modo di non farsi mai trovare con non-modiche quantità; i consumatori, invece, rischieranno il carcere tutte le volte che, anche solo per superficialità e imprevidenza, si troveranno a detenere la provvista per la settimana". Per Della Vedova, "la questione andrebbe affrontata non con leggi manifesto approvate sotto l'incalzare del voto, ma con scelte pragmatiche che tengano conto delle sperimentazioni in atto da anni in molti paesi europei, sotto la guida tanto di governi progressisti quanto di governi conservatori". "Siamo convinti che milioni di elettori che, come noi Riformatori liberali, scelgono con convinzione il centro destra sulle principali opzioni di governo (politica internazionale, economia, giustizia) non condividano affatto questa svolta proibizionista".

"Credo che Ciampi farebbe cosa buona a non firmare una serie di provvedimenti incostituzionali e propagandistici che stanno approvando in queste ultime settimane, strappati con la scusa di provvedimenti importanti e utilizzati invece per fare propaganda elettorale, sia nelle abboffate tv sia in queste leggi raffazzonate di questa legislatura": così il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, che ha parlato di "legge oscena" e che detiene "il record dell'ipocrisia", una legge "che sostanzialmente criminalizza i giovani che si fumano uno spinello, parificando la cocaina e le altre droghe pesanti alla marijuana". "Verrebbe quasi da dire che, poiché la cocaina è la droga dei ricchi e dei potenti, si cerca di danneggiare chi si fa uno spinello e non si combattono con durezza i mercanti, i venditori, le grandi lobby criminali. Questo rischia di essere un regalo alla malavita organizzata, che da sempre, con il proibizionismo, è diventata più ricca e più potente". Il leader dei Verdi ritiene comunque che "alla fine sarà inapplicabile, perché è una legge propagandistica che fanno per la campagna elettorale; devo dire che veramente questa destra sta dimostrando il suo peggior volto, anche rispetto alle altre destre europee: prima la legge per sparare, adesso questa che manda in carcere i tossicodipendenti". "Noi abbiamo chiesto che nel programma dell'Unione ci sia, se non la politica decisamente antiproibizionista che come Verdi proponiamo, almeno una politica di riduzione del danno e una scelta intelligente di depenalizzazione del consumo. Per i Verdi é un provvedimento essenziale, quindi lavoreremo in questa direzione, perché l'Italia noi la vogliamo portare non solo nell'Europa dell'euro ma anche nell'Europa dei diritti e delle libertà".

Il voto di oggi "porta l'Italia lontano dall'Unione europea": parola di Vittorio Agnoletto, eurodeputato al Parlamento di Strasburgo per la sinistra europea. "Nel dicembre scorso il Parlamento europeo ha votato una risoluzione che dice sì alla riduzione del danno, no alla colpevolizzazione dei consumatori, e che consente la somministrazione controllata dell'eroina ai tossicodipendenti che non siano riusciti a disintossicarsi in altro modo". Secondo Agnoletto, che è anche medico, "la cannabis, se usata in modo normale, non fa male, e ci sono Paesi, in tutto il mondo, in cui si riconosce il valore terapeutico di questa sostanza per i malati di Aids e di tumore".

"L'approvazione della legge Fini contro la droga è un segnale importante per tutte quelle famiglie che si aspettavano da noi una risposta chiara su un problema così drammatico come la tossicodipendenza". E' quanto ha dichiarato Roberta Angelilli, capo delegazione di An al Parlamento europeo, rilevando che si tratta di una legge che "concilia l'intransigenza della lotta alla droga, con l'impegno e la determinazione per il recupero e il reinserimento dei tossicodipendenti".

"Questa idea che il governo ha avuto di immettere arbitrariamente in una misura legislativa delle Olimpiadi un tema gigantesco come quello della droga è un'infamia!", così Fausto Bertinotti, segretario del Prc, commenta il voto di fiducia sul provvedimento sulle Olimpiadi in cui è inserito il provvedimento sulla droga. "Su questo tema ci si dovrebbe impegnare in discussioni approfondite, tenere rapporti con i tanti enti che hanno lavorato a lungo su queste tematiche, per le sofferenze e i dolori umani. Cacciare, come in un cattivo panino, una cattiva integrazione, mi sembra offensivo della coscienza civile".

"Chi dice che con la legge Fini i ragazzi che fumano qualche spinello e i poveri cristi tossicodipendenti verranno sbattuti in galera, è uno spacciatore di menzogne 'tossiche'", dichiara il senatore Michele Bonatesta, della direzione nazionale di An. "Oggi gli spacciatori sono di fatto impunibili, liberi di vendere morte ai nostri figli, autorizzati ad uccidere tanti giovani nel corpo e nello spirito. Chi è contro la legge Fini, perciò è a favore degli spacci atori, dei mercanti di morte; vuole che essi possano continuare, impuniti, tranquilli e indisturbati, ad ammazzare i nostri figli".

Soddisfazione per "l'approvazione di una legge giusta e assolutamente necessaria": così Marco Scurria, presidente nazionale dell'associazione di promozione sociale Modavi onlus e membro della consulta del Dipartimento antidroga, commenta la fiducia sulle nuove norme in materia di tossicodipendenza. Una legge che, secondo Scurria, "finalmente permette di individuare con chiarezza la differenza sostanziale tra spacciatore e consumatore" e che "sancisce il basilare principio che qualunque tipo di sostanza stupefacente è dannosa per chiunque ne faccia uso". Inoltre, le nuove norme sono positive "perché viene alzata a sei anni la possibilità di recuperare il tossicodipendente in apposite strutture alternative al carcere". Infine, la legge "dopo anni di polemiche, chiude la diatriba fra il privato sociale e i Sert, dando libertà di scelta all'utente e parificando i servizi pubblici e quelli privati, a patto che il privato, ovviamente, ne abbia i requisiti". "Tutto questo rappresenta una svolta positiva ed epocale, poiché viene finalmente rimessa al centro la persona e non le questioni ideologiche a cui finora siamo stati sempre abituati".

Un provvedimento "che non tiene conto delle indicazioni espresse dalla Fict durante la Conferenza sulle tossicodipendenze di Palermo": così don Egidio Smacchia, presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche, definisce le nuove norme in materia di droga sulle quali il governo ha ottenuto oggi la fiducia alla Camera. Forte di un'esperienza ultraventennale, durante la quale ha visto passare dai suoi centri decine di migliaia di persone con problemi legati alla droga, don Smacchia si dice quindi insoddisfatto: a Palermo, sottolinea, era stato richiesto di prevedere per i consumatori minorenni una progressività di interventi educativi e/o riabilitativi concordati con un'equipe educativa territoriale che operasse in stretta collaborazione con la famiglia, anziché lo stesso percorso sanzionatorio dei maggiorenni che, sottolinea, comporta evidenti rischi che s' inneschino ulteriori e più gravi forme di devianza. Inoltre, il ripristino delle Tabelle sulle sostanze "crea uno spartiacque troppo rigido tra consumo e spaccio e rappresenta uno strumento alquanto macchinoso e per questo difficilmente utilizzabile". La Fict esprime poi contrarietà anche su come è stata concepita l'equiparazione delle Comunità terapeutiche ai Servizi pubblici, "duplicando un servizio invece di puntare sulla piena integrazione del sistema dei servizi tra pubblico e privato-sociale attraverso l'istituzione dei Dipartimenti delle Dipendenze presso le Asl, come da noi richiesto unitamente a Cnca e Federserd", altre due importanti realtà del settore privato e pubblico delle tossicodip endenze. E se sul fronte carcerario è stata, dicono, recepita la richiesta della Fict di modifica della legge ex-Cirielli, permettendo anche ai tossicodipendenti recidivi di accedere alle misure alternative al carcere, ed è positiva anche l'estensione da 4 a 6 anni della possibilità, per il tossicodipendente in carcere, di usufruire delle misure alternative, la Fict rileva come "non sia stato sciolto il nodo cruciale del reperimento di adeguate risorse economiche che anche in passato ha costituito un limite all'applicazione della normativa vigente". L'auspicio, conclude don Smacchia, è "che con la nuova legislatura si proceda nella revisione della legge, con il concorso però di tutte le forze politiche disponibili e con il coinvolgimento diretto degli operatori del settore".

"Il tentativo di una parte della sinistra di coinvolgere Ciampi a non firmare la legge sulla droga è semplicemente arrogante. Quella approvata è una buona legge, nonostante il prurito di qualcuno a sinistra". Lo afferma il segretario della Democrazia Cristiana Gianfranco Rotondi.

"E' una legge ampiamente condivisa con gli operatori del settore delle tossicodipendenze, che sanziona chi si droga e punisce severamente gli spacciatori". E' il commento del sottosegretario Teresio Delfino (UDC). "L'Udc è da sempre a sostegno della vita e questo provvedimento seguito con attenzione dal ministro Giovanardi ne è la dimostrazione". "La legge voluta fortemente da tutta la CDL, appare uno strumento concreto per dissuadere da ogni tipo di consumo di droga con sanzioni graduate".

Giulio Manfredi (Comitato Nazionale Radicali Italiani) e Silvio Viale (Direzione Nazionale Rosa nel Pugno) hanno dichiarato: "L'intento del governo è chiaro: estorcere al presidente Ciampi la firma su un decreto-legge palesemente incostituzionale -dove sono i requisiti di necessità ed urgenza rispetto all' "emendamento mostro Giovanardi" contenente la riforma della legge sulle tossicodipendenze? Dov'è l'omogeneità delle materie trattate (Olimpiadi, droga, usura, terrorismo internazionale, vigili del fuoco .)?-, con l'arma del ricatto: "Non si possono lasciare senza copertura finanziaria i Giochi Olimpici di Torino che iniziano venerdì". Ciampi non deve sottostare a questo ricatto vergognoso e deve rimandare al più presto alle Camere il decreto-legge, affinché il Parlamento possa riapprovarlo in tempo utile, stralciando l' "emendamento mostro Giovanardi"; il governo Berlusconi ha avuto cinque anni di tempo per far approvare con tutti i crismi costituzionali la sedicente "legge Fini", presentata nel 2001; non l'ha fatto perché, come ha ammesso lo stesso Fini da Ferrara, la maggioranza non è compatta; tenta di farlo in zona Cesarini sfruttando l'"emergenza olimpica". E' come se Bettino Craxi avesse cercato di far passare la sua legge sulla droga (addirittura migliore di quella spacciata dal duo Fini/Giovanardi) all'interno del decreto per i Mondiali di Calcio di Italia '90; ma l'allora presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, anche se "picconatore", non avrebbe mai firmato un simile mostro giuridico!".



"Si tratta di un'altra delle leggi che segnano un'involuzione notevole nel progresso che lentamente si stava registrando per il recupero dei tossicodipendenti rispetto agli spacciatori -dice il presidente dell'Unione delle Camere penali, Ettore Randazzo-. Progresso ora sostanzialmente annullato perché il discrimine finisce con l'essere affidato a una tabella tutta da redigere e applicare". Quanto al ricorso alla fiducia, aggiunge Randazzo, "ci conferma che quando il legislatore vuole ottiene risultati anche impopolari e improvvidi; quando non vuole, si limita a promettere".

Il voto di fiducia sul decreto legge sulla droga mostra "quanto il diritto alla vita, la lotta alla droga ed un'azione concreta di sostegno alle comunità terapeutiche siano una vocazione forte di questa maggioranza": é quanto afferma Maurizio Gasparri, dell'Esecutivo di Alleanza Nazionale. Il nuovo provvedimento, infatti, punta a tutelare "di più chi è vittima della droga", ma "soprattutto a punire con severità chi spaccia la morte". Per quanto riguarda poi la nuova classificazione delle droghe, se è vero che ci sarà "un'unica tabella per tutte le droghe il limite oltre il quale scatta la sanzione sarà diverso a seconda del tipo di sostanza usata, in relazione al danno da essa provocato". E, dunque, "opporsi all'approvazione definitiva di questa legge con uno scellerato ostruzionismo vuol dire precludere a tanti giovani la possibilità di riabilitarsi a livello sociale, di ritrovare il piacere della vita" e "permettere che chi vende la morte possa ancora raggirare la legge spacciando per uso proprio sostanze e dosi chiaramente destinate al commercio".

"Non ha vinto qualcuno su qualcun altro: ha vinto la vita sulla droga", dice Don Pierino Gelmini sull'approvazione della nuova legge sulle droghe. Il fondatore della Comunità Incontro "invita tutti a Mulino Silla, per domani alle 17 ad un incontro di riflessione", al quale è annunciata la presenza, tra gli altri, del ministro Carlo Giovanardi e di Maurizio Gasparri, di An. "Tutto il resto si potrà discutere ma un obiettivo fondamentale, che sognavo da tanti anni, è stato raggiunto: quello di stabilire che la droga è sempre droga. Non c' è droga leggera o pesante, di destra o di sinistra". All'incontro seguirà "un gesto simbolico, con l'accensione di un grande falò, a significare che una lama di luce è penetrata tra il buio e le nebbie della droga intesa come diritto o come atto di libertà. Nessuna festa, nessuna vittoria, ma solo la soddisfazione di potersi rimboccare le maniche sapendo dove mettere le mani: fin dove c'è uso personale, mentre oltre è spaccio, dove è compito del prefetto, dove deve intervenire il giudice, e quando per lo spacciatore non c'é avvocato che tenga".

Antonio Pezzella, di An, saluta l'approvazione delle nuove norme sulla drog a attaccando la sinistra, accusata di sostenere "i venditori di morte". Per Pezzella, "la sinistra sostiene i venditori di morte e di illusioni" che "stanno alimentando generazioni di giovani zombi senza speranze", e "molti parlamentari della sinistra sono 'spinellati' politicamente e non riescono a vedere quanto di buono c'é nella nuova legge Fini". Una legge ispirata ai principi per cui "la droga è un nemico che va abbattuto, il drogato è una persona che sbaglia perché è debole e quindi va aiutata e recuperata perché non sbagli più, mentre lo spacciatore va assolutamente contrastato e stroncato". Per questo, secondo Pezzella, "chi è contro questa legge è a favore dei mercanti di morte e di illusioni". Pezzella giudica poi "stupefacente" il comportamento della Margherita: "i moderati del centro sinistra anziché essere più vicini alle famiglie e ai centri di recupero che sostengono la legge Fini, sembrano essere sempre più vicini alla linea di quella sinistra estrema che sostiene lo spinello libero, che sostiene le droghe leggere che poi tanto leggere non sono". "Certo - esclama Pezzella - che ci saranno delle differenze sul tipo di sostanza per far scattare le relative pene, ma questa legge, voluta fortemente dal nostro partito e dal presidente Fini è una legge giusta perché aiuta il tossicodipendente ad uscire dalla droga e punisce severamente lo spacciatore".

"Parteciperemo in massa alla manifestazione prevista a Roma l'11 marzo". Lo annuncia Daniele Farina, portavoce del centro sociale Leoncavallo di Milano e consigliere comunale indipendente eletto nella lista del Prc, giudicando "insensata ed elettorale" la legge sulle droghe. Farina chiede inoltre ai partiti dell'Unione di impegnarsi per un'abrogazione immediata della norma e per la riforma della legge 309 ancora in vigore. "Con il provvedimento di oggi si apre potenzialmente il carcere a migliaia di cittadini e si seppellisce la centralità del servizio pubblico, per quanto riguarda i problemi di tossicodipendenza, a favore di comunità che, indipendentemente dalla efficacia delle loro azioni, hanno ricevuto ingenti aiuti nel corso di questa legislatura".

"La droga è droga, finalmente anche per la legge": lo afferma Giorgia Meloni, presidente nazionale di Azione Giovani che esprime la propria soddisfazione per l'approvazione del decreto in materia di tossicodipendenza. "Quella ottenuta alla Camera è una grande vittoria per tutto il centrodestra che ha mostrato all'Italia di tenere più al rispetto della salute piuttosto che ai consensi elettorali. A Montecitorio oggi ha vinto la vita e la sacralità che questa cela in se stessa. Gran parte del merito di questo importante successo va riconosciuto a Gianfranco Fini che ha avuto il coraggio di farsi promotore di un provvedimento che non fa distinzioni di convenienza e che mira alla prevenzione ed alla cura".

Salvatore Grasso, presidente dell'Associazione Cannabis Terapeutica (ACT), ha rilasciato la seguente nota:
In data odierna è stato approvato alla Camera un provvedimento che modifica profondamente il DPR 309/90 (la cosiddetta legge sulla "droga"). In base alle nuove norme "la Cannabis indica, i prodotti da essa ottenuti, i tetraidrocannabinoli, i loro analoghi naturali, le sostanze ottenute per sintesi o semisintesi che siano ad essi riconducibili per struttura chimica o per effetto farmaco-tossicologico" sono definite come sostanze che "non trovano nessun impiego terapeutico" (Tabella I).
L'Associazione Cannabis Terapeutica sottolinea che tale classificazione è priva di ogni validità scientifica ed in netto contrasto con le più recenti acquisizioni della ricerca.
Da alcuni anni è stato scoperto il sistema cannabinoide endogeno, attualmente oggetto di importanti ricerche in tutti i paesi scientificamente avanzati, inclusa l'Italia. Anche solo questo fatto basterebbe a far definire la Cannabis come "pianta medicinale" di primario interesse, e a incentivare la ricerca sulle funzioni biologiche e sui possibili impieghi terapeutici dei suoi principi attivi e dei loro derivati o analoghi di sintesi.

Ricordiamo che, negli ultimi anni, undici stati USA, il Canada, l'Olanda, il Belgio e altri paesi hanno già reso disponibile la Cannabis per le persone affette da varie malattie e disturbi, e per evitare lunghi rinvii nell'attesa di veri e propri farmaci, persino nella sua forma grezza di infiorescenze essiccate.
Facciamo anche notare che una semplice ricerca su "Medline", la principale banca dati medica, lista ben 612 articoli sui possibili usi di cannabis/cannabinoidi nella terapia del dolore, e 163 sui possibili usi nella sclerosi multipla. Questi sono solo due dei numerosi campi in cui sono attualmente in corso importanti ricerche. Fra gli altri possiamo citare il glaucoma, le ischemie cerebrali (ictus), i glioblastomi, le epilessie, la sindrome di Tourette, l'osteoporosi, l'obesità, l'artrite reumatoide e altre malattie infiammatorie croniche di origine autoimmune. E questo senza considerare le applicazioni ormai consolidate, e supportate da evidenze incontrovertibili, come quelle contro la nausea e il vomito nelle chemioterapie antitumorali, e la stimolazione dell'appetito nella sindrome da deperimento da ADIS,
L' Associazione Cannabis Terapeutica giudica l'odierna decisione dei parlamentari come una vera e propria offesa per tutti quei ricercatori italiani che in questo momento dedicano le loro energie sia alla ricerca di base che a quella clinica applicata su cannabis e cannabinoidi, e soprattutto per tutti quei malati che da anni aspettano una risposta alle loro aspettative e avrebbero sperato, come primo passo, almeno un allineamento dell'Italia ai paesi più avanzati.
Prendiamo atto con estremo rammarico del fatto che questa Legislatura, apertasi all'insegna della speranza, con la sottoscrizione di una proposta di legge sugli usi terapeutici della Cannabis da parte di oltre 100 parlamentari di quasi tutti i partiti, si conclude con questa netta e ingiustificata chiusura che certo non contribuirà al buon nome dell'Italia nella comunità scientifica internazionale.
L'Associazione Cannabis Terapeutica nell'esprimere tutto il suo biasimo per tale insensata e irresponsabile scelta annuncia che continuerà con immutato vigore la propria battaglia per la ricerca sugli usi terapeutici della Cannabis e dei cannabinoidi, sperando che la prossima legislatura saprà prontamente e radicalmente rimediare alla brutta pagina che oggi è stata scritta.

Se in aula si vota, fuori si fuma...
Hanno bruciato un enorme fumogeno rosa e poi si sono messi a fumare spinelli: circa 200 giovani del Movimento di massa antiproibizionista, in gran parte dei centri sociali, hanno inscenato in piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei Deputati, una manifestazione di protesta contro le nuove norme in materia di droga, sulle quali l'aula sta votando la fiducia al governo. "Questa è la nostra disobbedienza civile" hanno detto al megafono gli organizzatori del sit-in. Molti i cartelli e gli striscioni, tutti contro la legge: "Fini-amola con i luoghi comuni -recita uno-. Chi comincia con una canna non è detto diventi presidente di An", mentre dal megafono qualcuno urlava: "I cannoni, quelli che fanno male, sono i vostri che sparano il fosforo". Il Movimento antiproibizionista ha quindi dato appuntamento per l'11 marzo, per una nuova manifestazione, sempre contro il proibizionismo. Al momento la situazione è controllata da un ingente schieramenti di forze dell'ordine.

Intorno alle 13.30 il furgone sormontato da un enorme spinello, "fulcro" della manifestazione, si è mosso verso Palazzo Chigi insieme ai manifestanti. Davanti alla sede del governo, i ragazzi hanno bruciato altri fumogeni colorati e gridato altri slogan contro le nuove norme sulla droga. "Storace, Storace, il fumo ci piace" hanno gridato, ricordando che sarà il Ministero della salute a emanare il decreto che fisserà la soglia, cioé la quantità di sostanza attiva oltre la quale si configurerà lo spaccio. "Il decreto Fini-Giovanardi - hanno detto i giovani del Movimento- cambierà in peggio la vita di tanti liberi consumatori, che subiranno sulla loro pelle gli effetti di una legge ideologica che, invece di combattere la mafia, provocherà un arresto in ogni famiglia". Contro "questa politica proibizionista sulle droghe, che invece di creare un futuro ai giovani glielo arresta definitivamente per qualche spinello" il Movimento chiede l'abrogazione della legge e che "dal basso" si riscriva "di sana pianta" l'attuale legge 309 sulle tossicodipendenze.

"I manifestanti davanti Montecitorio sono uno spettacolo indecente". Così il vicepresidente dei deputati della Lega Luigino Vascon. "Per avere un'ottima immagine di quello che potrebbe essere lo spirito dell'alleanza futura, se malauguratamente vincesse la sinistra è sufficiente diffondere le immagini di oggi davanti a Montecitorio dove i sostenitori della droga libera si sono messi a fumare spinelli e stanno urlando in maniera a dir poco disumana. E' uno spettacolo vergognoso e indecente". "Hanno esposto uno spinello gigantesco, cartelli per promuovere la droga libera e altri con varie forme di insulto nei confronti di chi non la pensa come loro".

"Se vinceremo le elezioni, sarà la prima legge che abrogheremo", così il senatore Giovanni Russo Spena, di Rifondazione comunista, che ha partecipato stamani alla manifestazione davanti alla Camera dei deputati indetta dal Movimento di Massa Antiproibizionista contro le nuove norme in materia di stupefacenti. Secondo il parlamentare, nonostante la fiducia della Camera sul decreto Olimpiadi (che contiene le nuove norme sulla droga), ora 'bisognera' vedere cosa succede nella discussione parlamentare sul decreto che comincia oggi. In ogni caso, "é grave che in dieci giorni il governo e la maggioranza abbiano deciso che pochi spinelli valgono 20 anni di galera, mentre si può sparare impunemente a un ladro anche se non c'é pericolo di vita". Questa legge sulla droga, aggiunge, "sta tutta dentro un'idea di proibizionismo che è l'identità con cui questo governo si presenta alle elezioni".

L'appello al capo dello Stato a non firmare il decreto, ultima possibilita'
"Mentre il governo porta a compimento un colpo di mano volto a sbattere in galera i ragazzi per qualche spinello, rinnovo il mio fiducioso appello al capo dello Stato affinché respinga il decreto legge al mittente". E' la posizione di Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani e componente della direzione della Rosa nel Pugno. "Sono lieto che la mia richiesta al presidente Ciampi stia trovando consensi, dall'appello di Fuoriluogo all'iniziativa di tanti artisti. Mi permetto di illustrare con un esempio la mia richiesta al Quirinale. E' evidente la disomogeneità tra un decreto sulle Olimpiadi invernali e un emendamento sulle droghe. Che direbbe la Cdl se, nella prossima legislatura, il governo di centrosinistra infilasse in un decreto (che so...) in materia ambientale una norma sulle tv di Berlusconi?". "Prima di ogni altra cosa, si griderebbe alla norma infilata impropriamente e surrettiziamente in una norma che non c'entra nulla. Per queste ragioni mi auguro che il presidente della Repubblica voglia fare barriera rispetto ad un pericoloso straripamento".

Nell'aderire all'appello di Fuoriluogo, Marco Perduca, Segretario Lega Internazionale Antiproibizionista e membro della Direzione della Rosa nel Pugno dichiara: "Il Ministro Fini ritiene che non possa esistere il 'diritto di drogarsi' e che sia 'innegabile che chi assume delle sostanze stupefacenti crea dei danni ed e' giusto che lo Stato sanzioni amministrativamente il consumo personale'. Ammesso, e comunque non concesso, che non possa esistere la facolta', regolamentata per legge, di assumere sostanze che possono produrre effetti psico-fisici di vario tipo -e il fumatore Fini dovrebbe ben saperlo- quanto adottato dal Parlamento italiano rappresenta l'ultimo esempio di un'impostazione filosofica generale della Casa delle Liberta' per cui il cittadino deve essere tutelato soprattutto da se' stesso perche' considerato incapace di intendere cio' che e' 'bene' o 'male' e anche di poter scegliere liberamente cio' che ritiene piu' opportuno per la propria esistenza. Fini ha anche piu' volte affermato che 'nessuno finira' in galera per uno spinello' proprio perche' il Governo 'vuole distinguere l' uso personale dallo spaccio' e che 'e' arrivato il momento di fare un'inversione di tendenza rispetto alla filosofia che dopo quello sciagurato referendum aveva ispirato alcuni'. Fini sa bene che la filosofia che aveva ispirato il referendum radicale del 1993 -unico caso al mondo di modifica per decisione popolare di legge sulla droga- era quella antiproibizionista per cui si vuole passare da un controllo (fallimentare) attraverso la proibizione delle 'droghe' a una regolamentazione attraverso la legalizzazione: impostazione recentemente riaffermata nel progetto di legge presentato a fine anno dall'onorevole Buemi della Rosa nel Pugno. Fini ben sa inoltre che l'esito del referendum non e' mai stato applicato appieno -come sistematicamente avviene in Italia a seguito di modifiche legislative- ma che comunque ha consentito, durante il Governo dell'Ulivo, di diminuire le morti per overdose nonche' evitare sanzioni penali per migliaia di italiani colpevoli di aver ingerito sostanze ritenute pericolose. Se dovessero essere approvate definitivamente queste modifiche Fini-Giovanardi si passera' a un regime degno della peggiore repubblica sovietica dove lo stato Padre che impone 'modelli di vita' (anche ultraterrena) sara' anche padrone delle scelte di ingestione dei propri cittadini/figli. Mi unisco quindi all'appello lanciato da Fuori Luogo al Presidente Ciampi affinche' non firmi il decreto in oggetto. La questione 'droga' deve essere trattata quanto prima e in tutte i suoi aspetti a iniziare dalla proibizione, magari senza l'assillo di obblighi elettorali che rischiano di rovinare drammaticamente la vita a decine di migliaia di persone in questo paese. Con gli altri firmatari, mi permetto inoltre di sottolineare l'importanza 'di un esame dettagliato e rigoroso della legge licenziata dal Parlamento, se e' vero che -come si puo' dedurre dagli atti del Senato e della Camera- autorevoli esperti di grande competenza giuridica hanno messo in luce numerosi punti di gravissima e manifesta incostituzionalita'.

Appello a Ciampi di Artisti e lavoratori dello spettacolo promosso da Fuoriluogo, per adesioni scrivi a: clicca qui "Caro Presidente Ciampi,
ci rivolgiamo rispettosamente a Lei nella speranza di meritare un poco della Sua attenzione, nonostante le modalità irrituali del nostro appello. Siamo un gruppo di artisti e lavoratori dello spettacolo, seriamente preoccupati per le possibili conseguenze sociali del decreto legge Giovanardi recentemente approvato e relativo alle droghe.
Tale decreto, a nostro avviso, una palese violazione del referendum popolare del 1993, che aveva sancito la non punibilit dei consumatori. Esso prevede inoltre l'equiparazione tra droghe leggere e droghe pesanti, nonostante tale omologazione sia assolutamente ingiustificabile dal punto di vista medico-scientifico.
In una parola, tra qualche settimana tutti i consumatori di cannabis in Italia verranno considerati spacciatori e rischieranno pene minime da 1 a 6 anni nel caso vengano colti in flagrante con un quantitativo di hashish superiore a quello che dovrà essere fissato dal Ministero della Sanità (quantitativo che si preannuncia assolutamente minimo).
Per cogliere l'implicazione sociale di un tale provvedimento, Le basti pensare solo che l'anno scorso circa 80.000 persone sono state segnalate alla Prefettura per possesso di cannabis. Molte di queste persone, con questa nuova legge, sarebbero destinate a riempire carceri già drammaticamente sovraffollate o, in alternativa, ad essere assegnate quali "tossicodipendenti" a comunità di recupero private.
Sorvoliamo su tutti gli altri effetti dannosi su ogni politica di riduzione del danno, e veniamo al dunque: siamo consapevoli che in questo momento, Lei l'unica persona in Italia che può impedire quello che ci sembra un possibile. scempio.
Perciò Le rivolgiamo un sentito appello, in qualità di Presidente ma anche di cittadino, e Le chiediamo di non firmare il decreto in oggetto. Pensiamo che la questione della droga meriti di essere trattata, in un prossimo futuro, con maggior serenità e senza l'assillo di obblighi elettorali che rischiano di rovinare inutilmente la vita a decine di migliaia di persone in questo paese.
Ci permettiamo inoltre e in conclusione di sottolineare l'importanza di un esame dettagliato e rigoroso della legge licenziata dal Parlamento, se vero che -come si può dedurre dagli atti del Senato e della Camera- autorevoli esperti di grande competenza giuridica hanno messo in luce numerosi punti di gravissima e manifesta incostituzionalita'.
Grazie per quanto vorrà o potrà fare.
I nostri migliori saluti
Hanno già aderito:
NEGRAMARO, ARTICOLO 31, SUBSONICA, ROY PACI, CAPAREZZA, ELIO E LE STORIE TESE, LE VIBRAZIONI, MODENA CITY RAMBLERS, SUD SOUND SYSTEM, DAVIDE RIONDINO, DARIO VERGASSOLA, BEBO STORTI, PIOTTA, MARCO MORANDI, RENATO SARTI, RICKY GIANCO, PUNKREAS, BANDABARDO', FOLKABBESTIA, LINEA 77, MEGANOIDI, MEG, BANDA BASSOTTI, OTTO OHM, SIKITIKIS , GIANFRANCO MANFREDI, PATRIZIO FARISELLI (AREA), STATUTO, CORVELENO, FAMIGLIA ROSSI, ALMAMEGRETTA, 24 GRANA, O'ZULU', BISCA, VALLANZASKA,TERESA DE SIO, SERGIO CAMMARIERE, ASSALTI FRONTALI, PARTO DELLE NUVOLE PESANTI, ITALYROCKLIVE MARTA SUI TUBI, DANIELE CONTARDO, CLUB DOGO, PORNORIVISTE, RADICI NEL CEMENTO, GANJA MAMA, ULAN BATOR, THE JAINS, MELLOWTOY, SUPER ELASTIC BUBBLE PLASTIC, MERCANTI DI LIQUORE, MAURIZIO CAMARDI, GIGI MARRAS, UMBERTO PALAZZO E IL SANTO NIENTE, GATTO CILIEGIA, YO YO MUNDI, TETES DE BOIS, N.A.M.B., BEPPE VOLTARELLI, DANIELE SEPE, ENZO AVITABILE, GANG, JAHMILA , ANDREA BRAIDO, NATHANIEL PETERSON, METAMORFOSI, BALLETTO DI BRONZO, SUONI MUDU', CHOP CHOP BAND, A-10, MUCCHIO SELVAGGIO, FABRIZIO GARGARONE e HIROSHIMA, KOMART, CLAUDIO ONGARO (COLOR SOUND), BLOOM MEZZAGO, MAX CANTU' E BAGANA RECORDS, AREALIVE, FABRIZIO RIODA (JUNGLE SOUND), MUTUA STUDENTESCA-BARI, CLAUDIO BATTA (Zelig), MAU MAU, ARPIONI, SOUL ROOTS, KAOS CREW, YAGA YAGA, DANCEHALL SOLDIERS, LOVEMASSIVE, BIG BAMBOO, BANGARANG CREW, KINKY VIBES, WOMAN IN REGGAE, AL DEM CREW, VILLA ADA POSSE, WATERTOWER, I FARINOSI, SALVO VAGLICA, MARCO LEONE, GIULIA CARDELLINO, MARZIO GIGLIO.

La scheda della nuova legge italiana
Una tabella unica per le sostanze stupefacenti, che non fa distinzione tra droghe leggere e pesanti; sanzioni amministrative per i consumatori; pene da 6 a 20 anni per i reati di spacci o e traffico di qualunque tipo di sostanza; possibilità per chi è condannato a pene inferiori ai 6 anni di usufruire di misure alternative al carcere; certificazione dello stato di tossicodipendenza non più appannaggio esclusivo dei servizi pubblici. Sono i punti di maggior rilievo delle nuove norme in materia di droga. Il testo, che va a modificare la normativa attualmente in vigore (la legge 309 del 1990), prevede la reclusione da 6 a 20 anni (finora da 8 a 20) e la multa da 26 mila a 260 mila euro per chi "coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa, consegna" sostanze comprese nella Tabella I (nella tabella II ci sono i farmaci), che per l'appunto include tutte le droghe, dall'eroina alla cannabis , dalla cocaina all'Lsd all'ecstasy. La legge 309 divideva invece le sostanze in più tabelle, prevedendo sanzioni più leggere per hashish e marijuana. Le stesse pene, da 6 a 20 anni, sono previste anche per chi acquista o detiene sostanze stupefacenti o psicotrope che per quantità -se superiore ai limiti massimi, che saranno indicati con un successivo decreto del Ministero della salute- o 'per modalita' di presentazione" o per "altre circostanze" appaiono destinate a un uso non personale. La legge dà in sostanza al giudice la possibilità di stabilire se si tratta di consumo o di spaccio, alla luce non solo dei limiti quantitativi stabiliti in seguito da decreto, ma anche in considerazione di altri elementi indiziari. L'emendamento prevede poi, come già esiste, l'eventualità che, trattandosi di 'fatti di lieve entita', le pene applicate possano scendere: da uno a sei anni di carcere e dai 3 mila ai 26 mila euro di multa. Il tossicodipendente che ha commesso reati, per i quali è stato condannato a una pena inferiore a 6 anni, può usufruire di misure alternative al carcere, cioé può sottoporsi a un programma terapeutico presso un servizio pubblico o una struttura privata autorizzata. Se non intende farlo, il giudice può applicare la pena alternativa del "lavoro di pubblica utilità", che può essere disposto anche nelle strutture private autorizzate. Il lavoro di pubblica utilità, però, può sostituire la pena per non più di due volte. Allo stesso modo, in caso di condanna a pena detentiva di una persona tossicodipendente che abbia in corso un programma terapeutico, il giudice può disporre gli arresti domiciliari, controllando che il programma venga eseguito. Arresti domiciliari anche a un tossicodipendente già in carcere, che intenda sottoporsi a un programma di recupero. Chi detiene un quantitativo di droga nei limiti di quello che sarà definito uso personale sarà invece sottoposto, oltre all'ammonimento, a una serie di sanzioni amministrative: quelle immediate sono il ritiro della patente e il fermo del ciclomotore. Ci sono poi sanzioni di media entità, che vanno dalla sospensione della patente, del passaporto o del porto d'armi alla sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo se si tratta di cittadini stranieri extra Ue. In caso di recidività, le sanzioni più gravi: obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana presso il locale ufficio della polizia; obbligo di rientrare a casa entro una certa ora e di non uscirne prima di un'altra; obbligo di comparire in un ufficio si polizia negli orari di entrata e di uscita da scuola; divieto di frequentare determinati locali pubblici e di allontanarsi dal Comune di residenza; divieto di condurre qualsiasi veicolo a motore. Il tossicodipendente, inoltre, sarà invitato a seguire un programma terapeutico predisposto da un Sert o da un privato autorizzato: se accetta, e se il programma ha un "esito positivo", gli potranno essere revocate le sanzioni. Altra novità rispetto alla normativa vigente, è la possibilità, per una persona tossicodipendente, di avere la sospensione della pena se ha concluso con esito positivo un programma terapeutico presso una struttura sanitaria pubblica o privata autorizzata. Inoltre, il tossicodipendente condannato a pena inferiore a 6 anni -e non più 4 come accadeva finora- può chiedere, qualora abbia in corso un programma terapeutico, di essere affidato in prova a un servizio o a una comunità terapeutica per proseguire il trattamento. Ma quali sono i limiti tra consumo e spaccio? Le nuove norme demandano a un successivo decreto la fissazione della soglia, che sarà in base alla quantità di principio attivo presente: ad esempio, per la cannabis, se il limite sarà, come probabile, fissato intorno ai 300 mg, e considerando che ogni dose contiene un 6-7% di sostanza attiva, il limite tra spacci o e consumo potrebbe essere di 30 spinelli circa. La funzione della certificazione, infine, finora appannaggio esclusivo dei servizi pubblici, per la prima volta può essere delegata al privato sociale, cioé alle comunità, che però dovranno rispondere a particolari requisiti che sono: il livello di eccellenza connesso all'accreditamento e il rapporto di convenzione con il Servizio sanitario nazionale. La "regia" di tutti gli enti, pubblici e privati, sarà appannaggio dei Dipartimenti territoriali, già in fase di attuazione in alcune regioni.

...e nel resto dell'Europa come funziona
Dalla completa mancanza di sanzioni per il consumo in Germania al carcere fino a due anni per il semplice possesso in Lituania: è più che variegato il panorama della normativa in materia di droga nei Paesi dell'Unione europea, dove però le linee di tendenza generali che si sono delineate negli ultimi anni, con alcune eccezioni, sono quelle dell'aumento delle pene per il traffico e della depenalizzazione del consumo della cannabis.
IL CONSUMO - Nel 2003 e 2004 -secondo la Relazione annuale 2005 dell'Osservatorio europeo sulle droghe- Belgio e Regno Unito hanno diminuito le pene per il consumo di cannabis, mentre la Danimarca le ha aumentate, passando dall'ammonimento all'ammenda; il Belgio ha addirittura creato una nuova categoria di reato per il quale non è prevista l'applicazione di pene ai consumatori non problematici di cannabis. Nel 2003 la Grecia ha ridotto la pena massima per consumo di droga da cinque anni ad un anno, mentre l'Ungheria ha soppresso il reato del consumo dal proprio codice penale (anche se l'uso di droga è ancora perseguibile sulla base dei reati di acquisto e detenzione). Nel 2002 l'Estonia ha cancellato il reato di consumo ripetuto o di possesso di piccole quantità per uso personale, mentre la Lituania ha introdotto nel proprio codice penale il reato di possesso di droga, con una potenziale pena detentiva fino a 2 anni. Nel 2001 il Lussemburgo ha depenalizzato l'uso della cannabis , eliminando dal proprio sistema la pena detentiva prevista prevista per il semplice consumo di droga non associato ad aggravanti; la Finlandia ha invece introdotto il reato per il consumo di droga, con una pena detentiva massima inferiore e un procedimento penale sommario da parte del procuratore. Nel 2000 il Portogallo ha adottato sanzioni amministrative per il consumo di droga, ma lo stesso anno la Polonia ha ritirato l'esenzione dall'applicazione di sanzioni previste in precedenza per il reato di possesso.
LE QUANTITA' - La maggior parte dei Paesi Ue distinguono tra piccole quantità (che configurano il consumo) e quantità più grandi ( spaccio). Così ad esempio il Belgio, che fissa in circa 3 grammi la piccola quantità di cannabis; la Repubblica ceca, che per "piccola quantità per uso personale" intende fino a 10 dosi di qualsiasi sostanza; la Germania, dove si parla, per qualsiasi droga (ma si applica in pratica soprattutto per la cannabis ) di "quantità insignificante" e di "quantità significativa": ma la prima, che configura l'uso personale, varia nei singoli Lander da un minimo di 3 a un massimo di addirittura 30 grammi. C'é poi l'Estonia che fa una sottile distinzione tra "quantità minime maneggevoli" e "piccole quantità con intento di spaccio"; distinzione tra piccola e non piccola quantità anche nelle altre due repubbliche baltiche, Lettonia e Lituania. In Ungheria, la legge pone un limite massimo per il principio attivo della sostanza, secondo il peso: la quantità è piccola se essa contiene meno di 0,001 grammi di Lsd, 0,6 grammi di eroina, 0,5 di amfetamine, i grammo di ecstasy, uno di metadone, 2 di cocaina, un grammo di Thc ( cannabis). Nei Paesi Bassi, tra i più liberali in materia di droghe leggere, fino a 5 grammi si parla di "piccola quantità" di cannabis (nessuna sanzione), che infatti è la quantità massima vendibile nei coffee shop ad ogni persona per volta; oltre questa quantità, e fino a 30 grammi, si continua ancora a parlare di "dose personale", ma sanzionabile (pena massima un mese di carcere e/o multa di 2.300 euro). In Austria la piccola quantità, espressa in termini di sostanza pura, è fino a 20 grammi di cannabis, 3 di eroina, 15 di cocaina, 30 di ecstasy. In Portogallo, l'uso personale è definito in meno di 10 dosi giornaliere. In Slovacchia, la legge prevede fino a tre anni di carcere per il possesso di tre dosi e fino a 5anni per 10 dosi.
IL TRAFFICO - Per il traffico, la tendenza è quella di accrescere le pene. Nel 2004 in Danimarca le pene massime per i reati derivanti dal traffico illecito di stupefacenti sono state aumentate di oltre il 50%. Sempre nel 2004, l'Estonia ha adottato pene più severe per la maggior parte dei reati legati alle droghe, soprattutto in presenza di aggravanti. Nel Regno Unito, la pena detentiva massima prevista per il traffico di droga della classe C (cannabis e tranquillanti) è passata da 5 a 14 anni. Inoltre, negli ultimi anni in Grecia (2001), Lituania (2000) e Irlanda (1999) i riflettori sono stati puntati sulle pene comminate per i reati correlati alla distribuzione ai giovani e al traffico.
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