Italia. I genetisti contro una tutela indistinta dell'embrione
"Indicazioni che sembrano contrastare con le norme di una corretta pratica della genetica in medicina". E' il parere della Societa' italiana di Genetica umana (Sigu) sulla legge in tema di procreazione assistita per la parte riguardante l'embrione.
In particolare, i genetisti chiamano in causa due articoli. Si comincia dall'articolo 13, comma 2: "La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano e' consentita a condizione che si perseguano finalita' esclusivamente terapeutiche e diagnostiche a essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso". E si prosegue all'articolo 14, comma 1, che ne vieta esplicitamente la soppressione.
"E' pero' noto al medico non solo genetista che esistono malattie genetiche diagnosticabili, ma non curabili e per queste malattie genetiche la diagnosi non ha percio' il consueto ruolo di precedere la terapia".
"Imporre consapevolmente lo sviluppo di un tale embrione non ne tutela la salute oltre a gravare la madre di un pesante fardello psicologico".
In particolare, i genetisti chiamano in causa due articoli. Si comincia dall'articolo 13, comma 2: "La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano e' consentita a condizione che si perseguano finalita' esclusivamente terapeutiche e diagnostiche a essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso". E si prosegue all'articolo 14, comma 1, che ne vieta esplicitamente la soppressione.
"E' pero' noto al medico non solo genetista che esistono malattie genetiche diagnosticabili, ma non curabili e per queste malattie genetiche la diagnosi non ha percio' il consueto ruolo di precedere la terapia".
"Imporre consapevolmente lo sviluppo di un tale embrione non ne tutela la salute oltre a gravare la madre di un pesante fardello psicologico".
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