Sabato 6 giugno 2026
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Italia. A Genova il polo sulle cellule staminali

U.E. - ITALIA
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Nasce a Genova, finanziata dalla Fondazione Carige, una task force per la ricerca sulle cellule staminali. Grazie ad un contributo triennale di due milioni e 65 mila euro, il Centro Trapianti dell'ospedale San Martino, l'Istituto Giannina Gaslini, l'Universita' e il laboratorio di genetica umana dell'Ist potranno riunire le loro forze in questo campo.
"Si tratta di una avvincente sfida culturale e tecnologica che scaturisce da un'esperienza ventennale di sperimentazione maturata a Genova", ha dichiarato il presidente della Fondazione Carige, Vincenzo Lorenzelli, illustrando alla stampa l'iniziativa lo scorso 18 ottobre. L'ematologo Alberto Marmont, dopo aver ricordato che il primo trapianto di midollo fu compiuto a Genova oltre 30 anni fa, ha spiegato che le scoperte sulle cellule staminali consentono di curare, attraverso il trapianto, patologie come la leucemia, la talassemia ed alcune forme tumorali. La speranza e l'auspicio della comunita' scientifica, ha affermato, e' che in un prossimo futuro, grazie ai risultati di questa e di altre ricerche, attualmente in corso un po' in tutto il mondo, possano essere definitivamente sconfitte anche altre gravi malattie.
Uno degli obiettivi della ricerca riguarda infatti la caratterizzazione delle potenzialita' delle cellule staminali e la loro capacita' sia di espansione che di amplificazione. Un altro obiettivo consiste nella valutazione della plasticita' delle cellule staminali ematopoietiche (cioe' di dare origine ad altri tessuti). Questa prospettiva ha suscitato grande interesse per l'impiego delle cellule staminali nel trattamento di patologie non ematologiche potendo utilizzare cellule adulte autologhe (appartenenti cioe' all'individuo che ne ha necessita') e superando cosi' il problema della compatibilta' tissutale.
Sono molteplici, spiegano i promotori del progetto, i potenziali pazienti che potranno usufruire di questa iniziativa. Dell'espansione delle cellule staminali ematopoietiche, per esempio, potrebbero beneficiare i pazienti che hanno bisogno di un trapianto di cellule ematopoietiche ma che non possono farlo perche' le cellule sono insufficienti e quelli che potrebbero usufruire di un trapianto di cellule del cordone ombelicale le cui cellule sono insufficienti per un ricevente adulto. Altri beneficiari potrebbero essere i pazienti con insufficienza cardiaca potenzialmente curabile o migliorabile con il ripristino della funzione ventricolare tramite infusione o reimpianto di cellule.
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