Domenica 7 giugno 2026
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Italia. A Genova il registro nazionale per donatori di midollo, il 67% trova donatore

U.E. - ITALIA
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All'epoca della costituzione dell'Archivio dei donatori di midollo osseo, nel 1989, era un vero miracolo per un paziente che attivava una ricerca trovare il corrispettivo. Oggi, a distanza di 16 anni, il 67% dei malati che si rivolgono al registro nazionale, che si trova presso l'ospedale Galliera di Genova, ottengono un successo.
Il dato e' emerso nel corso di una conferenza stampa il 17 novembre alla quale hanno preso parte tra gli altri, la curatrice del registro nazionale che si trova presso l'ospedale Galliera di Genova Nicoletta Sacchi, il direttore del centro cellule staminali e del centro trapianti di midollo osseo dell'ospedale San Martino Andrea Baccigalupo, il primo in Italia ad aver fatto un trapianto di midollo osseo da non consanguineo, il direttore del Dipartimento di emato-oncologia pediatrica dell'Istituto Gaslini Giorgio Dini, il direttore del centro trapianti dell'Istituto superiore di sanita' di Roma Alessandro Nanni Costa, oltre al presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e l'assessore regionale alla Sanita' Claudio Montaldo.
L'occasione della conferenza stampa e' il festeggiamento, in contemporanea con altri Paesi del mondo dell'importante traguardo del 10 milionesimo donatore iscritto nell'archivio mondiale, di cui fanno parte 42 nazioni con 57 registri.
Passi da gigante sono stati fatti dal 1989 ad oggi, quando il laboratorio di istocompatibilita' dell'ospedale Galliera che lavorava in collaborazione col centro trapianti diretto da Baccigalupo, fece confluire nel suo database i primi 500 donatori italiani che avevano dato la propria disponibilita'.
La messa in rete poi, con i primi otto Paesi che aderirono all'idea lanciata da uno scienziato olandese, raggiunse un totale di 150 mila donatori. Oggi l'archivio mondiale che si basa su una rete di 57 registri per 42 nazioni, ha raggiunto il traguardo dei 10 milioni di donatori e quello nazionale italiano i 330 mila. "Cosi' e' possibile che un giovane di Udine si salvi la vita grazie ad un donatore di Taiwan, come e' accaduto pochi mesi fa, oppure, come nel caso del bambino iracheno ricoverato al Gaslini, che il donatore sia nell'America del nord".
Molto pero' resta da fare, soprattutto sensibilizzare i giovani ad una scelta responsabile come quella della donazione del midollo osseo. Non mancano personaggi del mondo sportivo come Isolde Koestner e Debora Compagnoni, dello spettacolo come Fabrizio Frizzi che oltre alla disponibilita' ha gia' donato una volta, dell'imprenditoria come i giovani della famiglia Barilla che hanno dato un esempio con il loro impegno diretto, ma occorrono ancora adesioni di giovani tra i 18 ed i 40 anni, anche per assicurare il ricambio necessario per i limiti di eta' che portano ogni anno all'esclusione di migliaia di persone che avevano dato la propria disponibilita'.
Il registro nazionale conta su 100 centri donatori, 51 centri di trapianto, 58 centri di prelievo, oltre a 18 registri regionali. La regione che ha dato maggiori disponibilita' e' stata la Lombardia con 70 mila iscritti (tra questi 500 hanno donato), oltre a Veneto, Emilia Romagna, Sardegna, Liguria e Piemonte. "A languire e' soprattutto il meridione -ha spiegato Sacchi- dove non ci sono finanziamenti per supportare i centri per reclutare e trattare i donatori. Di certo non e' cattiva volonta' da parte delle persone".
Il totale dei trapianti effettuati nel 2004 nel mondo da donatori non consanguinei e' di 7.266, il totale dei trapianti effettuati in Italia nel 2004 sono 353 da donatore adulto e 30 da unita' di sangue cordonale, dal 1989 al 2004 sono stati in totale 2.053 di cui 400 in Liguria, regione che si posiziona al top della classifica europea e nel mondo.
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