Domenica 7 giugno 2026
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Italia. A Genova la ricostruzione delle ossa passa per le staminali e i biomateriali

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Con i biomateriali si possono ricostruire intere parti ossee grazie alla chirurgia rigenerativa: lo dimostrano una cinquantina di interventi, eseguiti dal 2001 a oggi, da un'equipe mista dell'ospedale di San Martino e dell'Ist di Genova.
Le parti intaccate da operazioni per l'asportazione di tumori maligni o benigni o dalla radioterapia sono state ricostruite con gel piastrinico, ricavato dal sangue del paziente, da cellule staminali prelevate dal midollo osseo o coltivate in vitro, come hanno illustrato il chirurgo Marco Scala di Chirurgia del Dipartimento di terapie integrate dell'Ist e il direttore sanitario del centro trasfusionale dell'ospedale San Martino, l'ematologo Paolo Strada.
"Siamo stati i primi in Italia -ha detto il chirurgo Scala- Presentiamo i risultati solo ora perche' abbiamo registrato un successo nel 90 per cento degli interventi e abbiamo potuto seguire i pazienti per diverso tempo dopo l'intervento stesso".
I dottori Scala e Strada hanno mostrato alcuni casi conclusisi positivamente, quando hanno utilizzato il gel piastrinico in pazienti sottoposti ad intervento chirurgico di parotidectomia superficiale per ridurre i deficit neurologici del nervo grande auricolare e delle branche del nervo facciale applicando sul letto chirurgico gel piastrinico.
"Si parte da una tac tridimensionale -ha spiegato Scala, che e' anche presidente dell'Associazione europea per la rigenerazione dei tessuti (Aert)- e si crea un modellino in gesso che viene realizzato nel biomateriale". "Il biomateriale e' una sorta di ceramica a base di calcio e fosforo -ha aggiunto Strada- in grado di assorbire il gel piastrinico, le cellule staminali prelevate dal midollo osseo o quelle espanse, vale a dire coltivate in vitro. Spesso si inserisce nella cavita' lasciata dal tumore gia' durante l'operazione di asportazione".
"La chirurgia rigenerativa e' uno degli esempi di collaboraborazione tra l'Ist e l'ospedale di San Martino -ha concluso il direttore scientifico dell'Ist, Riccardo Rosso- Una collaborazione utile e vantaggiosa per il paziente". Nell'occasione Rosso ha annunciato che da gennaio il CBA (Centro biotecnologie avanzate) di Genova dovrebbe ricevere la certificazione che lo adegua ai parametri dell'industria farmaceutica.
"E' in corso la procedura di certificazione degli ambienti e delle strutture del CBA dedicate anche alla coltivazione in vitro delle cellule staminali adulte affinche' rispettino tutti i parametri del GMP (Good Product Manifacturing), vale a dire gli standard internazionali per tutte le industrie farmaceutiche. Contiamo di avere la certificazione a gennaio o febbraio al piu' tardi. Saremmo in questo modo i secondi in Italia, dopo il San Raffaele di Milano".
La coltivazione delle staminali in vitro, potrebbe servire a diversi ospedali regionali: "ad esempio per le ustioni gravi curate all'ospedale di Villa Scassi di Sampierdarena potremmo moltiplicare le cellule del paziente -ha detto l'ematologo Strada- E ricostruire cosi' le parti di tessuto rovinate dall'ustione, senza dover andare in Svizzera come si faceva sino a poco tempo fa".
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