Italia. Genova. Senegalisi denunciano abusi delle forze dell'ordine
'Chiederemo un incontro con il prefetto per metterlo al corrente degli abusi che siamo costretti a subire dalle forze dell'ordine'. La denuncia arriva dai rappresentanti dell'Associazione antirazzista e interetnica '3 Febbraio', che ha aderito alla manifestazione organizzata dalla comunita' senegalese per protestare contro l'arresto di un loro connazionale.
Un corteo di trecento africani ha sfilato ieri pomeriggio pacificamente per le vie del centro storico, chiedendo la liberta' immediata per N'Diawar, ambulante catturato il 26 ottobre scorso dai finanzieri. I senegalesi contestano la violenza che i militari avrebbero usato nei confronti del venditore, tuttora ricoverato all'ospedale Galliera con un trauma cranico e la lesione della retina.
In base alle testimonianze degli immigrati, non si tratterebbe di un caso isolato. 'Entrano nelle nostre case con la scusa di voler controllare i documenti - hanno denunciato - e ci derubano di tutto cio' che abbiamo'. 'Di solito - hanno aggiunto - arrivano il martedi' e il venerdi', nelle prime ore del mattino. Scelgono le abitazioni degli ambulanti perche' sanno di trovarci danaro in contante e merce'.
L'ultima retata - secondo il racconto dei senegalesi - risale al 31 ottobre scorso, che era un martedi'.
'Abbiamo bisogno che questa manifestazione sia un urlo di liberta' per N'Diawar - ha spiegato Pablo dell'Associazione 3 Febbraio - e perche' Genova diventi una citta' aperta e solidale. Non vogliamo scontrarci con nessuno. Sui giornali di domani ci piacerebbe leggere che gli immigrati sono dalla parte della giustizia'.
E tra gli slogan che hanno accompagnato il corteo fino a Piazza De Ferrari, anche un coro in cui sono stati scanditi il nome e il cognome di un ispettore di polizia, 'colpevole', secondo i senegalesi, di non lasciare in pace la loro comunita'.
Un corteo di trecento africani ha sfilato ieri pomeriggio pacificamente per le vie del centro storico, chiedendo la liberta' immediata per N'Diawar, ambulante catturato il 26 ottobre scorso dai finanzieri. I senegalesi contestano la violenza che i militari avrebbero usato nei confronti del venditore, tuttora ricoverato all'ospedale Galliera con un trauma cranico e la lesione della retina.
In base alle testimonianze degli immigrati, non si tratterebbe di un caso isolato. 'Entrano nelle nostre case con la scusa di voler controllare i documenti - hanno denunciato - e ci derubano di tutto cio' che abbiamo'. 'Di solito - hanno aggiunto - arrivano il martedi' e il venerdi', nelle prime ore del mattino. Scelgono le abitazioni degli ambulanti perche' sanno di trovarci danaro in contante e merce'.
L'ultima retata - secondo il racconto dei senegalesi - risale al 31 ottobre scorso, che era un martedi'.
'Abbiamo bisogno che questa manifestazione sia un urlo di liberta' per N'Diawar - ha spiegato Pablo dell'Associazione 3 Febbraio - e perche' Genova diventi una citta' aperta e solidale. Non vogliamo scontrarci con nessuno. Sui giornali di domani ci piacerebbe leggere che gli immigrati sono dalla parte della giustizia'.
E tra gli slogan che hanno accompagnato il corteo fino a Piazza De Ferrari, anche un coro in cui sono stati scanditi il nome e il cognome di un ispettore di polizia, 'colpevole', secondo i senegalesi, di non lasciare in pace la loro comunita'.
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