Italia. Giovanardi: con me nuovo significato a 'riduzione del danno'. Operatori: e' una vetrina proibizionista
Un confronto a 360 gradi tra istituzioni, operatori del settore, sia pubblico che del privato sociale, impegnati quotidianamente nell'azione di prevenzione e di contrasto delle tossicodipendenze. E' questo lo spirito che caratterizza la quinta Conferenza nazionale sulle Droghe che si terra' a Trieste da giovedi' a domenica prossimi, presentata oggi dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla droga, Carlo Giovanardi. Un incontro che, ha precisato, 'sara' caratterizzato da una concertazione laica, efficace e concreta, diretta alla realizzazione di una piattaforma di intervento condivisa'. Una concertazione, ha spiegato Giovanardi, 'nel pieno rispetto dei due principi che ispirano l'azione del governo in materia di droga: non esiste un diritto a drogarsi e ogni intervento sulla persona tossicodipendente deve essere finalizzato al suo completo recupero'. I lavori e i documenti prodotti nella Conferenza, rappresenteranno uno strumento di supporto per l'attivita' legislativa del Parlamento e per l'apporto di eventuali correzioni alla normativa antidroga, dettate dall'esperienza applicativa. Nel corso dei lavori, ha annunciato, sara', inoltre, presentato un francobollo commemorativo, legato alla figura di tre personalita' 'che hanno profuso le proprie energie per la lotta alla tossicodipendenza'. Lo scopo dell'iniziativa, ha concluso Giovanardi, e' di lanciare un messaggio di unita' di intenti e concertazione nelle azioni'. Sono raffigurati, infatti, Don Oreste Benzi, fondatore della Comunita' Giovanni XXIII, Vincenzo Muccioli, fondatore della comunita' di recupero San Patrignano e Carlo Valenzi, pioniere dei servizi pubblici per la tossicodipendenza (Ser.T.).
Il sottosegretario ha quindi parlato di 'reinserimento' del tossicodipendente in una vita di relazione quale 'quinto pilastro' delle politiche di contrasto alla droga. Questa, ha quindi annunciato il sottosegretario, sara' la posizione che l'Italia sosterra' a Vienna, in occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sulla droga, evidenziando come il nostro Paese si sia fatto promotore di una revisione del termine 'riduzione del danno', uno dei quattro pilastri, insieme a prevenzione, cura e contrasto al narcotraffico, dietro il quale che 'puo' nascondersi altro, cioe' la cronicizzazione della tossicodipendenza attraverso, ad esempio, le cosiddette stanze del buco. Misure che rendono il tossicodipendente subalterno alla droga senza tendere al suo recupero'. La posizione italiana, ha sottolineato Giovanardi, e' stata condivisa dalla maggior parte dei Paesi che parteciperanno al meeting di Vienna.
La quinta Conferenza sulle politiche antidroga che si aprira' giovedi' a Trieste 'sara' un luogo di non-decisione e sara' solo una vetrina per sigillare le politiche della legge Fini-Giovanardi': lo hanno detto oggi, nel capoluogo giuliano, i rappresentanti della Rete Operatori Sociali del Friuli Venezia Giulia. Negli stessi giorni della Conferenza, la Rete organizza un contro-convegno sui temi delle dipendenze (intitolato 'L'altra Trieste') al quale parteciperanno operatori da tutta Italia, tra cui don Andrea Gallo, fondatore della comunita' San Benedetto al Porto (Genova). 'La Conferenza nazionale - ha detto Luciano Capaldo, un operatore sociale che lavora a Monfalcone (Gorizia) - e' nata proprio su richiesta degli operatori, per l'esigenza di avere uno scambio. Le dichiarazioni di Giovanardi contro la modifica della legge in vigore e contro le politiche di riduzione del danno fanno capire che non ci sara' uno scambio, ma semplicemente una vetrina per sigillare le politiche della legge Fini-Giovanardi'. 'Non ci sara' alcuna contestazione e non giudichiamo i colleghi operatori che andranno al convegno, anche se conosciamo il meccanismo succube del Sottosegretariato di pagare i viaggi per riempire la platea. Le dipendenze - ha concluso - riguardano l'intera societa', bisognerebbe evitare i dogmi ideologici e tutelare le persone senza dare giudizi morali'.
'Il sottosegretario Carlo Giovanardi ha voluto strafare. Non gli bastava festeggiare il terzo anniversario della legge Fini-Giovanardi, oggi ha voluto fare anche l'apprendista stregone, spiegandoci che esiste un quinto pilastro nella lotta alle tossicodipendenze, e criticando il quarto pilastro, la riduzione del danno'. E' quanto afferma Giulio Manfredi dei Radicali Italiani. 'Giovanardi e' troppo pieno di se' - dice Manfredi - per considerare che la riduzione del danno e' praticata in Europa da almeno vent'anni con risultati concreti facilmente riscontrabili, narcosale comprese. Giovanardi e' troppo prevenuto per ricordare che e' in vigore da oltre un anno il Piano italiano d'azione sulle droghe. Uno degli obiettivi contenuti nel Piano e' il seguente: sostenere la trasformazione degli interventi di riduzione del danno da sperimentazioni a progetti di competenza ordinaria delle Asl. Un altro obiettivo del Piano e' quello di ridurre i rischi di salute per le persone tossicodipendenti e per la comunita' nel suo insieme'. 'Ma siamo certi che l'apprendista stregone Giovanardi, come e' riuscito a far passare la Controriforma sulle droghe con un colpo di mano da azzeccagarbugli, riuscira' anche a far sparire con pochi tratti di penna un documento troppo scomodo per lui e per il governo Berlusconi'.
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