Italia. Giovanardi spiega la nuova strategia anticocaina: convincere i giovani a non usarla
'Per convincere i ragazzi a non drogarsi potrebbe essere utile dire loro che non facendolo non solo aiutano se stessi ma anche il mondo. Farlo quindi diventare una missione. Perche' le coltivazioni di coca distruggono l'ambiente, il traffico di droga alimenta criminalita' e terrorismo e lo spaccio provoca la morta di chi consuma le sostanze'. E' la strategia proposta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Politiche antidroga, Carlo Giovanardi, intervenuto ieri alla tavola rotonda 'Solo ragazzi o ragazzi soli? Internet e droga on line', organizzata dalla Fict (Federazione italiana comunita' terapeutiche) e dall'Unicri (organismo dell'Onu per la lotta alla droga e al crimine) in vista della Giornata mondiale contro la droga. 'La prevenzione e l'informazione dei giovani rispetto ai rischi connessi all'uso e abuso di droghe dovrebbero inoltre passare per la rete - ha proseguito Giovanardi - la stessa attraverso la quale i ragazzi acquisiscono nozioni rispetto alle droghe e le acquistano'. A proposito dell'utilizzo della rete per finalita' legate alle droghe, il coordinatore per Reggio Emilia del Ceis, Mario Cipressi, ha evidenziato come internet sia certamente un mezzo per avvicinare i giovane alle sostanze stupefacenti ma costituisca anche un valido supporto, a volte, per uscire dall'abuso. Sul sito www.drogaonline.it, infatti, gestito da Fict e Ceis, arrivano numerose e-mail di ragazzi che chiedono aiutono per smettere di consumare droghe. In questo la rete puo' essere il primo strumento per avvicinarsi alla terapia, essendo un 'ambiente' familiare ai ragazzi. Internet puo' dunque essere vista anche come un'opportunita'. Secondo Mimmo Battaglia, presidente della Fict, e' pero' anche necessario riportare i giovani a incontrarsi di persona e non in realta' virtuali, ad affrontare problemi e crisi piuttosto che rifugiarsi nella realta' virtuale. Bisogna anche che gli adulti siano piu' vicini ai ragazzi e sappiano ascoltarli e consigliarli. 'La fuga nel virtuale, come ogni fuga - ha sottolineato - e' la reazione di un animale spaventato di fronte al pericolo. Gli etologi - ha concluso - insegnano che l'altra reazione possibile e' la lotta. Io ho scelto di lottare'.
"Quando ero ministro della solidarietà sociale, ogni volta che dicevo qualcosa di buon senso sulle droghe venivo descritto come un ministro che voleva arrivare alla droga libera dall'opposizione come da molti media nazionali". Lo dichiara Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se, che aggiunge: "Oggi leggo le dichiarazioni di Antonio Maria Costa, presidente dell'Unodoc, che aprono la strada ad una diversa strategia d'intervento alternativa sulle droghe dopo un secolo di politiche di persecuzione contro i consumatori. Dichiarazioni queste che arrivano quasi in concomitanza con quelle del presidente degli Stati Uniti Obama che, per quanto riguarda l'Afghanistan, parla apertamente di una strategia alternativa sulle coltivazioni di oppio distinguendo tra piccoli coltivatori e narcotrafficanti.
Mi pare di capire che solo in Italia si continui a difendere, sulle droghe, un'impostazione ideologica repressiva, proibizionista e punitiva verso i consumatori, politica che non trova più spazio nel dibattito politico e scientifico internazionale. Spero solo che ora qualcuno abbia la cortesia di comunicarlo al ministro Giovanardi".
'Da Giovanardi tante parole, ma nessun fatto: il governo e' totalmente indifferente rispetto ai bisogni delle realta' che si occupano di contrasto alle tossicodipendenze'. E' quanto afferma l'ex parlamentare di Rifondazione VIttorio Agnoletto sottolineando che 'gli sforzi dell'esecutivo non sono assolutamente orientati verso le politiche serie ed efficaci che servirebbero per contrastare il narcotraffico, quanto piuttosto sulla continua criminalizzazione dei consumatori e sulla repressione'.
L'Italia, aggiunge, 'e' il fanalino di coda in Europa nelle politiche sulle droghe. L'allarme sull'aumento del consumo di droghe e' sempre alto, ma il governo intanto ha cancellato i progetti di riduzione del danno: nonostante tutte le istituzioni europee abbiano da tempo sottolineato l'importanza di questi progetti, ovvero interventi di strada, unita' mobili, centri a bassa soglia, somministrazione di farmaci sostitutivi, Giovanardi annuncia nelle linee guida appena presentate nuovi tagli in questo senso'. La strategia del governo e' dunque 'arretrata su tutti i fronti'. Di fronte 'a un mercato e a stili di consumo in forte evoluzione - conclude Agnoletto - il governo non fa altro che dare risposte ideologiche, prive di fondamento scientifico: di fatto continua ad essere corresponsabile di tante morti che si potrebbero evitare'.
"Quando ero ministro della solidarietà sociale, ogni volta che dicevo qualcosa di buon senso sulle droghe venivo descritto come un ministro che voleva arrivare alla droga libera dall'opposizione come da molti media nazionali". Lo dichiara Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se, che aggiunge: "Oggi leggo le dichiarazioni di Antonio Maria Costa, presidente dell'Unodoc, che aprono la strada ad una diversa strategia d'intervento alternativa sulle droghe dopo un secolo di politiche di persecuzione contro i consumatori. Dichiarazioni queste che arrivano quasi in concomitanza con quelle del presidente degli Stati Uniti Obama che, per quanto riguarda l'Afghanistan, parla apertamente di una strategia alternativa sulle coltivazioni di oppio distinguendo tra piccoli coltivatori e narcotrafficanti.
Mi pare di capire che solo in Italia si continui a difendere, sulle droghe, un'impostazione ideologica repressiva, proibizionista e punitiva verso i consumatori, politica che non trova più spazio nel dibattito politico e scientifico internazionale. Spero solo che ora qualcuno abbia la cortesia di comunicarlo al ministro Giovanardi".
'Da Giovanardi tante parole, ma nessun fatto: il governo e' totalmente indifferente rispetto ai bisogni delle realta' che si occupano di contrasto alle tossicodipendenze'. E' quanto afferma l'ex parlamentare di Rifondazione VIttorio Agnoletto sottolineando che 'gli sforzi dell'esecutivo non sono assolutamente orientati verso le politiche serie ed efficaci che servirebbero per contrastare il narcotraffico, quanto piuttosto sulla continua criminalizzazione dei consumatori e sulla repressione'.
L'Italia, aggiunge, 'e' il fanalino di coda in Europa nelle politiche sulle droghe. L'allarme sull'aumento del consumo di droghe e' sempre alto, ma il governo intanto ha cancellato i progetti di riduzione del danno: nonostante tutte le istituzioni europee abbiano da tempo sottolineato l'importanza di questi progetti, ovvero interventi di strada, unita' mobili, centri a bassa soglia, somministrazione di farmaci sostitutivi, Giovanardi annuncia nelle linee guida appena presentate nuovi tagli in questo senso'. La strategia del governo e' dunque 'arretrata su tutti i fronti'. Di fronte 'a un mercato e a stili di consumo in forte evoluzione - conclude Agnoletto - il governo non fa altro che dare risposte ideologiche, prive di fondamento scientifico: di fatto continua ad essere corresponsabile di tante morti che si potrebbero evitare'.
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