Italia. Giovanardi tira il bilancio della politica sulle droghe
Il Governo proporra' ai capigruppo del Senato uno stralcio del ddl Fini sulle tossicodipendenze, per portare avanti tre punti importanti, cioe' l'individuazione delle tabelle, il maggiore accesso alle comunita' per i tossicodipendenti detenuti, la parificazione tra strutture pubbliche e private: lo ha annunciato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, che ha anche la delega alla lotta alle tossicodipendenze, precisando che "sullo stralcio c'e' accordo condiviso da tutte le forze politiche della Casa delle Liberta'"."Spero che sara' condiviso anche dall' opposizione". Il ministro ha poi precisato che alla Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze, che si terra' a Palermo dal 5 al 7 dicembre prossimi, i contenuti dello stralcio saranno "oggetto di verifica con gli operatori del settore".
Il ministro ha infatti sottolineato che, sebbene lo stralcio sia molto piu' "snello" del ddl, essendo composto da 22 articoli rispetto ai 106 della proposta di legge Fini, difficilmente potra' essere approvato entro gli inizi di dicembre; "al massimo potra' passare al vaglio di un ramo del Parlamento". E quindi alla Conferenza di Palermo i contenuti di questo provvedimento saranno "aperti alla discussione" con tutti gli operatori del settore. "Mi sono impegnato con loro su questo punto", ha aggiunto.
Tre, quindi, i cardini essenziali dello stralcio. In primo luogo, "l'individuazione di un parametro investigativo che consentira' alle Forze dell'ordine di distinguere sotto il profilo giuridico le condotte detentive finalizzate alla cessione e quelle tese al consumo". In pratica, saranno definite le "tabelle" che indicano le quantita' di sostanze stupefacenti al di sotto delle quali si potra' parlare di "uso personale" e al di sopra di "spaccio". Tabelle che, ha precisato Giovanardi, saranno stabilite "scientificamente", in base alla quantita' di principio attivo nelle varie sostanze. Previsto, inoltre, un "potenziamento di alcuni strumenti investigativi".
L'altro punto che Giovanardi ha definito "qualificante" del provvedimento riguarda il "maggiore accesso alle misure alternative al carcere per la persona tossicodipendente che ha commesso reati". Il provvedimento allarga la fascia di tossicodipendenti che seguono un percorso terapeutico in comunita' in attesa che la sentenza che li riguarda passi in giudicato, e che potranno quindi, dopo la condanna definitiva, non andare in carcere ma restare nella struttura di riabilitazione. Terzo punto segnalato dal ministro, l'adeguamento del privato sociale alle strutture pubbliche, per quanto riguarda la certificazione dello stato di tossicodipendenza e la predisposizione del piano terapeutico. "Nessuna intenzione di svilire il servizio pubblico", ha assicurato il ministro.
Il Dipartimento per le politiche antidroga ha sottoscritto accordi di programma con tre ministeri, per un totale di poco piu' di 16 milioni di euro, per realizzare sette progetti volti al recupero e al reinserimento sociolavorativo dei tossicodipendenti in carcere o in comunita', per il trattamento della dipendenza da cocaina e per la prevenzione nelle scuole a sostegno delle famiglie.
Cinque di questi interventi, per un importo totale di circa 11 milioni, sono stati concordati con il Ministero della giustizia, uno con il dicastero della salute e l'ultimo con il Ministero dell'istruzione.
La Conferenza nazionale sulla droga "si fara' a Palermo dal 5 al 7 dicembre" e "sara' aperta a tutte le parti coinvolte, dai Sert agli enti locali, dallo Stato agli operatori del privato sociale". Il ministro ha precisato di aver avuto assicurazioni anche dal Cartello 'Non incarcerate il nostro crescere' (contrario al ddl Fini), che ha incontrato nei giorni scorsi, che partecipera' all'evento.
Nell'ambito della Conferenza, che avra' per slogan 'Insieme per costruire', verranno costituiti quattro 'gruppi tematici': sulla doppia diagnosi; su prevenzione, comunicazione sociale e formazione; sul'adeguamento dei servizi alle nuove modalita' di consumo; su carcere e droga.
Quattro, infine, le sessioni di lavoro: una sul sistema dei servizi per tossicodipendenti e la legislazione in Europa; la seconda sui rapporti internazionali e la lotta al narcotraffico, la strategia antidroga e il Piano d'Azione Europa 2005-2012; la terza prevede un confronto tra operatori, amministratori locali, amministratori centrali dello Stato sui nodi critici dell'attuale sistema e gli scenari possibili; infine, la quarta sessione effettuera' un'analisi critica della normativa vigente.
La soluzione di stralciare e approvare, "anche ponendo la questione di fiducia, le norme che intervengono sugli aspetti maggiormente critici del problema, e quindi risultano piu' necessarie ed urgenti, e' la strada maestra per far vedere la luce a questo provvedimento cosi' importante": lo afferma il senatore Riccardo Pedrizzi, responsabile di An per le politiche della famiglia. "La prima di queste norme e' senz'altro quella che stabilisce quando, da semplici consumatori, passibili di mera sanzione amministrativa, si diventa spacciatori, meritevoli di sanzione penale. Solo approvando tale norma, infatti, si puo' uscire dal marasma di oggi, facendo chiarezza e restituendo alla legislazione italiana in materia di stupefacenti un minimo di congruita' e di efficacia, rendendola piu' funzionale al compito di contrastare la droga. Come ci chiedono anche le forze dell'ordine, che troppo spesso vedono vanificare il proprio impegno e i propri sforzi dalle lacune della legislazione vigente". La seconda norma da varare e' "quella che introduce meccanismi di favore finalizzati ad agevolare un definitivo reinserimento sociale del tossicodipendente recuperato, evitando che resti intrappolato nelle conseguenze detentive collegate allo stato di tossicodipendenza, una volta che ne sia realmente uscito. Cio' per evitare vere e proprie ingiustizie accadute in passato: e' il caso di molte persone in attesa di giudizio che, una volta completato il programma di recupero, hanno maturato condanne superiore ai 4 anni e sono state mandate in carcere". La terza norma, infine e' quella "che riconosce alle comunita' terapeutiche il ruolo che si sono guadagnate sul campo, nella consapevolezza che il programma di recupero di un tossicodipendente non puo' limitarsi alla somministrazione di farmaci e a interventi medici: e' qualcosa di piu' ampio e complesso, che coinvolge tutta la sfera esistenziale di una persona. Per questo una comunita' di recupero non puo' essere vista come una clinica privata. Di qui l'esigenza di riconoscere alle comunita' la possibilita' di certificare la dipendenza da droga e di predisporre il piano terapeutico, come ora avviene soltanto per i Sert. Questo per garantire parita' di trattamento fra pubblico e privato sociale e riconoscere liberta' di scelta terapeutica al tossicomane e alla sua famiglia".
"A queste condizioni a Palermo non ci andiamo": il cartello 'Non incarcerate il nostro crescere', contrario al ddl Fini sulle tossicodipendenze, definisce "destituita di fondamento" la dichiarazione del ministro Giovanardi sulla loro partecipazione alla Conferenza nazionale sulle tossicodipendenze. "Come avevamo gia' detto al ministro nel nostro ultimo incontro -afferma Maurizio Coletti di 'Itaca Italia', parlando a nome di tutto il cartello- la questione dello stralcio del ddl Fini per noi e' dirimente". Non basta, alle organizzazioni del cartello, che lo stralcio a dicembre non fara' in tempo a diventare legge ma, tutt'al piu', come ha detto Giovanardi, potra' essere stato approvato da un ramo del Parlamento: "in questo mese e mezzo che ci separa dalla Conferenza - spiega Coletti - il percorso parlamentare e' destinato a essere frettoloso e magari a procedere a colpi di fiducia. Cosi' non va: nel momento stesso in cui lo stralcio verra' depositato in Parlamento, renderemo definitiva la nostra decisione di non andare a Palermo". Il cartello punta il dito anche sul fatto che "nello stralcio non c'e' alcun accenno alle risorse per realizzare i provvedimenti previsti" e riferiscono che anche le Regioni sono "orientate a non partecipare alla Conferenza nazionale se non verranno adeguatamente coinvolte". Una posizione, riferisce Coletti, che "proprio ieri e' stata ribadita in una riunione a Roma degli assessori regionali delle politiche sociali". "E' l'approccio che e' completamente sbagliato -incalza Riccardo De Facci, responsabile tossicodipendenze del Cnca (comunita' di accoglienza)- perche' si procede senza coinvolgere le parti direttamente interessate, Consulta per le tossicodipendenze compresa". Sullo stralcio, secondo il cartello, c'e' da chiedersi inoltre se sia stato coinvolto il Comitato scientifico del Dipartimento antidroga. "Sulla strada gia' stretta di questa vicenda Giovanardi ha messo di traverso un tir".
"Di fronte alle reiterate provocazioni del ministro Giovanardi il cartello 'Non incarcerate il nostro crescere' non potra' che decidere il boicottaggio della Conferenza di Palermo e l'organizzazione di una contromanifestazione": parola di Franco Corleone, presidente di 'Forum droghe'. La decisione potrebbe essere presa gia' mercoledi' prossimo, in occasione della prossima riunione del cartello. E dovra' essere, precisa, una controconferenza che "faccia misurare la distanza tra le misure repressive e punitive decise dal governo e la politica europea di riduzione del danno". E sara' fatta a Palermo, aggiunge, "nonostante il servizio d'ordine minacciato dal ministro". Il primo appuntamento per una "sfida" al governo in materia di tossicodipendenze, conclude Corleone, potrebbe essere a fine ottobre, a Perugia, con 'Strada facendo', l'iniziativa organizzata dal Gruppo Abele di don Ciotti.
"Le tossicodipendenze non sono un fenomeno gestibile a colpi di stralci e fiducia: i progetti annunciati da Giovanardi dimostrano il loro fallimento anche su questo terreno", lo dice Paolo Cento, coordinatore politico dei Verdi, secondo il quale "sulle droghe la Cdl fa solo tanta propaganda". "Gli stessi sondaggi sbandierati da Giovanardi non sono credibili, anche perche' l'unico sondaggio che conosciamo e' il referendum del 1993, con il quale si e' espressa la maggioranza degli italiani contro cui e' stato elaborato il ddl Fini".
"La conferenza di Palermo sarebbe una iattura per i tossicodipendenti e una beffa per gli operatori": e' l'opinione di Giuseppe Vaccari, responsabile Ds tossicodipendenze. La Conferenza sarebbe stato un atto dovuto due anni fa, per sentire il parere di tutti gli operatori prima di presentare il disegno di legge Fini. "Ma oggi nessuno e' cosi' ingenuo da non capire che la Conferenza di Palermo significherebbe avallare lo stralcio di legge sulle tossicodipendenze". "Ora che Giovanardi si sente isolato si spende in grandi aperture e promesse. Tutto questo a due mesi dalla Conferenza e nel clima gia' caldo della campagna elettorale siciliana, oltre che nazionale. Quali sprovveduti possono pensare che si tratti di una normale e tranquilla conferenza con i protagonisti del settore (tutti, senza selezioni o discriminazioni preventive) le cui conclusioni verrebbero fatte proprie dal governo?". "Per quanto ci riguarda, la risposta a tali interrogativi e' gia' stata data: dai Ds nessuna collaborazione, nessun appoggio, nessuna presenza a una conferenza farsa. Pensiamo pero' che anche la maggior parte degli operatori non siano disponibili a fare le comparse di uno dei tanti show di questo governo: il coro si prepari pure a cantare quello che vuole, tanto poi la musica la dirigono loro".
La decisione di Giovanardi di proporre uno stralcio del ddl Fini sulla droga " e' doppiamente sbagliata e pericolosa". Lo afferma Giuseppe Bortone, responsabile per la politica per le tossicodipendenze della Cgil nazionale. E' sbagliata "nel merito, perche' i punti che si vogliono salvaguardare del DDL Fini sono tra quelli piu' criminogeni e punitivi. E anche fra quelli che hanno suscitato maggiori polemiche e contrarieta' fra gli operatori e gli utenti dei servizi. Nel metodo, inoltre þ aggiunge Bortone þ e' assai grave e preoccupante: dopo aver perso tre anni di tempo, e constatato la contrarieta' o perlomeno lo scetticismo di quasi tutti gli esperti consultati durante le audizioni al Senato, il governo insiste sugli stessi contenuti scegliendo a fine legislatura la via dello stralcio, preparandosi magari ad utilizzare lo strumento della fiducia. Giustamente gli esponenti del raggruppamento denominato 'non incarcerate il nostro crescereþ (del quale la Cgil fa parte) hanno smentito il ministro sulla possibilita' di una partecipazione del raggruppamento stesso alla Conferenza sulle tossicodipendenze che si terra' il 5 e 6 e 7 dicembre a Palermo". "La conferenza stessa rischia di diventare a questo punto solo una cassa di risonanza propagandistica per le iniziative del Governo, ed e' quindi necessario lavorare fin da ora a degli appuntamenti alternativi, che possano coinvolgere lavoratori del settore, forze politiche e sindacali, associazioni dei consumatori. E' necessario riaffermare in questo momento il rischio catastrofico che e' implicito, al di la' delle intenzioni proclamate, nell'approvazione di norme che finirebbero col portare in carcere, o in comunita' obbligatorie, decine di migliaia di semplici consumatori; ed e' altresi' importante ribadire la funzione di garanzia del sistema pubblico di cura (Sert) che le scelte del governo vorrebbero mettere in competizione selvaggia col privato sociale del settore, con il quale invece bisogna lavorare alla costruzione di un sistema integrato fornito di tutte le risorse necessarie per garantire il diritto alla salute degli utenti".
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