Domenica 7 giugno 2026
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Italia. Giovani immigrati guardano piu' tv e sono piu' a rischio salute dei coetanei italiani

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sono piu' soli e fragili. Soffrono di noia e nostalgia per la famiglia spesso assente o distante. E cosi' si 'rifugiano' in un mondo fatto di televisione e pubblicita', e ancora piu' dei coetanei italiani sono a rischio di comportamenti dannosi come fumo, alcol e dieta sbagliata. E' il triste ritratto degli adolescenti stranieri che vivono in Italia, emerso da un'indagine presentata dalla Sip (Societa' italiana di pediatria) al convegno 'La societa' degli adolescenti: modelli comportamentali e integrazione multietnica' che si e' chiuso a Pavia.

La ricerca, realizzata da Sip e Fondazione L'Aliante Onlus di Milano, e' stata condotta su 100 ragazzi e ragazze immigrati residenti nel capoluogo lombardo e di eta' compresa tra 12 e 18 anni. Il campione ha risposto allo stesso questionario usato per i 12-14enni protagonisti del X Rapporto annuale dell'Osservatorio adolescenti della Sip illustrato nei giorni scorsi.

'L'obiettivo era confrontare le abitudini dei ragazzi italiani con quelle dei giovani stranieri che vivono in Italia', spiega in una nota Giorgio Rondini, past president della Sip, ideatore dell'Osservatorio adolescenti e direttore del Dipartimento di Scienze pediatriche dell'universita' di Pavia. E pur tenendo conto delle differenze anagrafiche degli intervistati e del diverso luogo di residenza (solo Milano invece che tutta Italia), 'dal confronto dei dati emerge una maggiore vulnerabilita' dei ragazzi stranieri rispetto a quelli italiani', riferisce Alessandra Piacentini, che ha presentato l'indagine. Dato chiave la maggiore solitudine: solo l'84,1% dei teenager stranieri vive con la mamma (contro il 97,2% degli italiani), e appena il 68,3 % vive con il papa' (contro l'88,7%). La prima conseguenza e' un'allarmante 'schiavitu' dal piccolo schermo: il 46,9% dei maschi stranieri guarda la tv per piu' di tre ore al giorno, contro il 28,6% dei ragazzini italiani.
Gli effetti della 'video-dipendenza' sono quindi prevedibili. Rispetto ai ragazzi italiani, quelli stranieri apprezzano di piu' la pubblicita' (la considera troppa solo il 60,3%, contro l'87,4% degli italiani), e sono piu' attratti dai prodotti proposti. Non soltanto da telefonini e nuovi 'gioielli' elettronici, ma anche da oggetti che tradiscono una voglia di infanzia: il 48,4% delle ragazze straniere e' conquistata dai giocattoli (contro l'11,2% delle italiane).

Purtroppo, poi, le bevande alcoliche attirano il 28,1% dei maschi stranieri contro il 17,5% degli italiani, e i prodotti alimentari il 34,9% degli adolescenti stranieri contro il 22% degli italiani. E se si considera che l'84,4% dei maschi stranieri confessa di 'mangiucchiare' davanti alla tv (contro il 59,4% degli italiani), emerge evidente il rischio di 'mali' sempre piu' nazionali come sovrappeso e obesita'. Il 18,8% dei maschi stranieri ha percio' fatto una dieta dimagrante (contro il 13,9% degli italiani), e di questi solo il 14,3% si e' rivolto a un medico per avere indicazioni corrette.

Ai teenager stranieri importa meno apparire piu' grande (36,5% contro il 55,5% degli italiani) o esserlo davvero (23,8% contro il 46,3%). Ne deriva come la percentuale di stranieri che dichiara comportamenti a rischio sia inferiore che nei giovanissimi autoctoni (6,3% vs 17,2%). Ma cio' nonostante la consapevolezza di quello che puo' far male e' inferiore, tanto che il 58,7% degli stranieri maschi e femmine ha provato a fumare una sigaretta (contro il 28,8% degli italiani), e i ragazzini immigrati sembrano avere piu' spesso amici che fumano canne (47,6% contro 44,3%) o ubriachi (14,3% contro 8,4%).
Quanto all'emergenza bullismo, di fronte alle violenze subite dai coetanei solo il 6,3% dei ragazzi stranieri si confronta con un amico, mentre piu' degli italiani gli stranieri tendono a confidarsi con l'insegnante (17,5% contro 2,7%). I giovani trasferitisi in Italia amano Internet perche' li fa sentire piu' vicini agli affetti lasciati a casa. E tra i sogni nel cassetto mettono la pace nel mondo, la salute e la felicita' di familiari e amici, rivedere il genitore lontano o tornare nel Paese d'origine.

'Il numero di bimbi e adolescenti immigrati (adottati, nati in Italia da coppie immigrate o giunti qui per un ricongiungimento familiare) e' ormai elevatissimo e destinato a crescere - commenta il presidente della Sip, Pasquale Di Pietro - per cui e' indispensabile affrontare nel miglior modo possibile il problema del loro inserimento psicologico e sociale. Indagini simili sono utilissime e il pediatra ha un ruolo di prima importanza, perche' spesso e' l'unico punto di riferimento per loro e per le famiglie'.
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