Italia. A S. Giovanni Rotondo nuova banca delle staminali cordonali
L'appello trasversale dei consiglieri Ignazio Zullo (L'Italia di Mezzo), Francesco Damone (La Puglia prima di Tutto) e Donato Pentassuglia (Primavera pugliese) per l'istituzione in Puglia di una banca di sangue del cordone ombelicale, ha conseguito un primo successo: l'individuazione nella struttura ospedaliera 'Casa sollievo della sofferenza' di San Giovanni Rotondo del centro che raccogliera' le cellule staminali del cordone ombelicale dei bambini pugliesi. E' stato sottolineato in una conferenza stampa tenuta il 9 agosto, cui hanno partecipato anche il prof. Filippo Boscia, presidente nazionale della Societa' italiana di bioetica e comitati etici, e Alessia Ferreri Caputo, presidente dell'associazione 'Un cordone per la vita'.
Il consigliere Ignazio Zullo (IdM) ha sottolineato di aver presentato per l'istituzione della Banca del cordone ombelicale una proposta di legge 'piu' complessa' e con 'l'obiettivo di regolamentare e organizzare le azioni formative di ginecologi, consultori, associazioni di volontariato e persino aziende atte al trasporto di materiali biologici'. 'Nel provvedimento di giunta questa regolamentazione manca. Continueremo quindi a pungolare perche' i bambini talassemici o affetti da varie forme di anemie e immunodeficienza possano ritrovare la vita con il trapianto di cellule staminali'.
Concorde il parere del capogruppo consiliare de 'La Puglia prima di Tutto', Francesco Damone: 'Quando le leggi mirano alla salute del cittadino bisogna essere compatti nel sostenerle, senza sterili divisioni politiche. Credo che la scelta di San Giovanni Rotondo sia ideale, perche' la 'Casa sollievo della sofferenza' e' una struttura altamente qualificata con personale che ha studiato a lungo le problematiche del trapianto. Ho appreso che la giunta vorrebbe sdoppiare la sede della banca anche a Bari. Credo, pero', che in questo tipo di azione sanitaria sia importante l'unitarieta' di interventi. E' importante, comunque, che il dialogo con la Giunta si intensifichi per realizzare e recepire `in toto' la proposta di legge da noi presentata'.
Di altro avviso il consigliere della Primavera Pugliese Donato Pentassuglia, che pure approva la scelta di San Giovanni Rotondo: 'La Puglia e' una regione molto lunga e il Grande Salento rimarrebbe fuori da questa realta' sanitaria importante. In Puglia c'e' una percentuale altissima di donne che gia' vorrebbero dare il proprio contributo in termini di donazione. Sarebbe quindi importante poter sperimentare centri di raccolta periferici che possano poi avere come punto di riferimento San Giovanni Rotondo'.
'Bisogna lavorare in rete -ha detto il prof. Boscia- indipendentemente dalla sede di allocazione del centro di raccolta. Sicuramente dev'essere garantito il massimo della raccolta e bisogna considerare che i vari ospedali di Bari fanno raggiungere al capoluogo di regione il primo posto per numerosita' di nascite. Occorre pero' una corresponsabilizzazione di tutte le strutture sanitarie e ospedaliere legate alla natalita', opportunamente messe in rete'.
'Abbiamo ottenuto un grande risultato -ha aggiunto Alessia Ferreri Caputo- ma l'azione del nostro comitato non si fermera' qui. In primo luogo daremo battaglia perche' la proposta di legge dei consiglieri presenti sia recepita in maniera completa perche' e' importante normare ed organizzare la donazione.
L'individuazione di San Giovanni Rotondo, inoltre, non ci soddisfa pienamente perche' da sola quella sede non sara' sufficiente a svolgere un'adeguata azione di raccolta. Per esempio, le donne salentine potrebbero essere discriminate a causa della lontananza dal territorio foggiano. Solleciteremo dunque l'istituzione di una seconda banca o di un grande centro di raccolta per il Salento'.
Il consigliere Ignazio Zullo (IdM) ha sottolineato di aver presentato per l'istituzione della Banca del cordone ombelicale una proposta di legge 'piu' complessa' e con 'l'obiettivo di regolamentare e organizzare le azioni formative di ginecologi, consultori, associazioni di volontariato e persino aziende atte al trasporto di materiali biologici'. 'Nel provvedimento di giunta questa regolamentazione manca. Continueremo quindi a pungolare perche' i bambini talassemici o affetti da varie forme di anemie e immunodeficienza possano ritrovare la vita con il trapianto di cellule staminali'.
Concorde il parere del capogruppo consiliare de 'La Puglia prima di Tutto', Francesco Damone: 'Quando le leggi mirano alla salute del cittadino bisogna essere compatti nel sostenerle, senza sterili divisioni politiche. Credo che la scelta di San Giovanni Rotondo sia ideale, perche' la 'Casa sollievo della sofferenza' e' una struttura altamente qualificata con personale che ha studiato a lungo le problematiche del trapianto. Ho appreso che la giunta vorrebbe sdoppiare la sede della banca anche a Bari. Credo, pero', che in questo tipo di azione sanitaria sia importante l'unitarieta' di interventi. E' importante, comunque, che il dialogo con la Giunta si intensifichi per realizzare e recepire `in toto' la proposta di legge da noi presentata'.
Di altro avviso il consigliere della Primavera Pugliese Donato Pentassuglia, che pure approva la scelta di San Giovanni Rotondo: 'La Puglia e' una regione molto lunga e il Grande Salento rimarrebbe fuori da questa realta' sanitaria importante. In Puglia c'e' una percentuale altissima di donne che gia' vorrebbero dare il proprio contributo in termini di donazione. Sarebbe quindi importante poter sperimentare centri di raccolta periferici che possano poi avere come punto di riferimento San Giovanni Rotondo'.
'Bisogna lavorare in rete -ha detto il prof. Boscia- indipendentemente dalla sede di allocazione del centro di raccolta. Sicuramente dev'essere garantito il massimo della raccolta e bisogna considerare che i vari ospedali di Bari fanno raggiungere al capoluogo di regione il primo posto per numerosita' di nascite. Occorre pero' una corresponsabilizzazione di tutte le strutture sanitarie e ospedaliere legate alla natalita', opportunamente messe in rete'.
'Abbiamo ottenuto un grande risultato -ha aggiunto Alessia Ferreri Caputo- ma l'azione del nostro comitato non si fermera' qui. In primo luogo daremo battaglia perche' la proposta di legge dei consiglieri presenti sia recepita in maniera completa perche' e' importante normare ed organizzare la donazione.
L'individuazione di San Giovanni Rotondo, inoltre, non ci soddisfa pienamente perche' da sola quella sede non sara' sufficiente a svolgere un'adeguata azione di raccolta. Per esempio, le donne salentine potrebbero essere discriminate a causa della lontananza dal territorio foggiano. Solleciteremo dunque l'istituzione di una seconda banca o di un grande centro di raccolta per il Salento'.
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