Martedì 9 giugno 2026
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Italia. Giudice a Nuvoli: no a distacco respiratore

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Una settimana fa aveva chiesto che gli venisse staccata la spina del ventilatore che lo teneva in vita.
Esattamente come è stato fatto a Piergiorgio Welby. Oggi, però, è arrivata la risposta negativa del pubblico ministero di Sassari, Paolo Piras. "Non si può costringere un medico, neppure indirettamente - si legge nella motIvazione - a compiere un atto al quale la sua coscienza si ribella. Non si può costringere a provocare l'insufficienza respiratoria colui che quotidianamente la combatte, e che non a caso si chiama rianimatore".

Il protagonista della vicenda è Giovanni Nuvoli (53 anni) di Alghero (Sassari), ricoverato nel reparto rianimazione dell'ospedale Santissima Trinità di Sassari, in quanto affetto da distrofia muscolare amiotrofica. Ex arbitro di calcio, Nuvoli è ormai ridotto al peso di venti chili. Per il tramite della moglie Maddalena, si è rivolto diverse volte ai giornali, ad alcune emittenti private, al Consiglio regionale e, infine, alla magistratura il 7 febbraio scorso perchè i medici cessassero l'accanimento terapeutico nei suoi confronti.

COMMENTI

"Si renda a Giovanni Nuvoli il possesso del suo corpo che gli viene tolto per torturarlo, per continuare ad imporgli una innaturale tortura". Lo ha detto Marco Pannella, in diretta a Radio Radicale.
"Quando ho letto le righe di agenzia che parlavano oggi di Giovanni Nuvoli mi è scoppiata dentro la capacità di sdegno, di rifiuto di una corresponsabilità per omissione", ha detto ancora Pannella.
"Sono convinto che è un problema di ragionevolezza, di rispetto di un minimo di umanità. Di un minimo, dico, che riguarda la vita di chiunque".

"L'ordinanza con la quale il giudice Piras ha dichiarato inammissibile la richiesta di Giovanni Nuvoli di interrompere le terapie è anticostituzionale e frutto di un evidente malinteso". Lo afferma Marco Cappato, eurodeputato radicale e segretario dell'Associazione Coscioni.
"Secondo il giudice Piras, infatti, - prosegue Coscioni - 'non si può costringere un medico, neppure indirettamente, a compiere un atto al quale la sua coscienza si ribella'. Ma in realtà nessuno vuole 'costringere' nessuno. Si tratta solo di garantire a quel medico che decidesse di rispettare la volontà delle persona di non essere trattato come un omicida, visto che la costituzione prevede il diritto di poter sospendere delle terapie mediche".
"La lotta nonviolenta di Welby e il coraggio di Mario Riccio sono servita anche a dissipare questo equivoco. Come Associazione Coscioni e Radicali italiani - conclude - ci adopereremo per aiutare Giovanni Nuvoli ad ottenere il rispetto dei suoi diritti costituzionalmente tutelati".
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