Italia. Giuliano Amato per l'utilizzo degli embrioni sovrannumerari
E' importante costruire un sistema che produca cellule staminali e dunque e' immorale lasciar morire migliaia di embrioni. E' l'opinione del senatore Giuliano Amato, vicepresidente della Convenzione Europea, intervistato dal settimanale "l'Espresso".
L'ex presidente del Consiglio, tra le altre questioni, affronta il tema dell'aborto e delle polemiche sollevate in passato da alcune sue dichiarazioni. "La legge 180 -spiega- fu sacrosanta, ma oggi troppe famiglie soffrono per l'assenza di strutture di lunga degenza. La legge sull'aborto fu giusta, ma alcuni comportamenti emersi in seguito sono sbagliati". Secondo Amato e' "scandaloso il medico di famiglia che non si occupa di far prendere alla donna una decisione consapevole, ma lascia il certificato per l'aborto in portineria". "Di mezzo -osserva- c'e' la vita di un bambino".
"Trovo pero' altrettanto immorale -continua- lasciar morire migliaia di embrioni e non occuparsi di costruire un sistema che produca cellule staminali. Un embrione destinato a morire, e ce ne saranno sempre, non e' diverso da un bambino appena morto a cui e' permesso espiantare gli organi per la sopravvivenza di un altro bambino".
L'ex presidente del Consiglio, tra le altre questioni, affronta il tema dell'aborto e delle polemiche sollevate in passato da alcune sue dichiarazioni. "La legge 180 -spiega- fu sacrosanta, ma oggi troppe famiglie soffrono per l'assenza di strutture di lunga degenza. La legge sull'aborto fu giusta, ma alcuni comportamenti emersi in seguito sono sbagliati". Secondo Amato e' "scandaloso il medico di famiglia che non si occupa di far prendere alla donna una decisione consapevole, ma lascia il certificato per l'aborto in portineria". "Di mezzo -osserva- c'e' la vita di un bambino".
"Trovo pero' altrettanto immorale -continua- lasciar morire migliaia di embrioni e non occuparsi di costruire un sistema che produca cellule staminali. Un embrione destinato a morire, e ce ne saranno sempre, non e' diverso da un bambino appena morto a cui e' permesso espiantare gli organi per la sopravvivenza di un altro bambino".
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