Lunedì 8 giugno 2026
Menu

Italia. Il governo e l'immigrazione

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Sara' operativa da settembre la decisione con cui il consiglio dei ministri di ieri ha riaperto le quote che regolano i flussi degli immigrati. Scrive a pagina 5 della STAMPA Raffaello Masci. "Oltre mezzo milione di lavoratori stranieri verranno regolarizzati e le famiglie immigrate che hanno beneficiato del 'bonus bebe" in corrispondenza della nascita di un figlio, non dovranno restituirlo, come la precedente normativa stabiliva. Si tratta di due interventi di politica sociale di per se' importanti, quelli che il Consiglio dei ministri ha varato ieri e che il centrosinistra difende: 'Il segnale del Consiglio dei ministri - ha spiegato il vicepremier Massimo D'Alema - non e' che si apre a tutti ma e' che noi vogliamo combattere l'immigrazione clandestina attraverso una politica piu' aperta e intelligente dell'immigrazione regolare'. Il centrodestra, per contro, legge in questi provvedimenti l'ennesimo segnale di censura rispetto alle linee che su queste medesime materie il precedente governo si era dato. 'Il governo ha deciso - spiega una nota di Palazzo Chigi - di avvalersi della possibilita', prevista dal Testo unico in materia di immigrazione e previa acquisizione dei pareri della Conferenza Stato-Regioni e delle competenti Commissioni parlamentari, di riaprire le quote dei flussi d'ingresso per lavoratori extra-comunitari per l'anno 2006, allo scopo di soddisfare le domande presentate dai datori di lavoro per l'impiego di cittadini extra-comunitari. La quota precedente di 170 mila persone si e' infatti rivelata insoddisfacente. Si apre quindi la possibilita' di impiegare ulteriori 350 mila lavoratori extra-comunitari'. Di fatto, insomma, i permessi di soggiorno disponibili, diventano 520 mila, anche se ad accedervi potranno essere solo i lavoratori che abbiano gia' fatto domanda di regolarizzazione. Dettagli sulla decisione non se ne conoscono, in quanto l'esecutivo ha emanato per ora solo un 'indirizzo', mentre il decreto relativo sara' varato solo a settembre. A questa stessa materia e' stato aggiunto un ulteriore corollario: l'Italia ha deciso di estendere la libera circolazione dei lavoratori comunitari sul proprio territorio (prevista fin dal '92) anche agli otto Paesi della Nuova Europa (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria) che ne avrebbero potuto beneficiare solo dal 2011. Per gli altri due Paesi entrati nell'Ue nel maggio 2004, cioe' Cipro e Malta, i tempi di applicazione dell'intesa erano piu' stretti e gia' vige la libera circolazione. In questo modo ha accolto una istanza sia dei paesi interessati che della Commissione europea, a cui peraltro altri membri dell'Unione avevano gia' aderito. In sostanza l"idraulico polacco', che spaventava tanto i francesi, da noi potra' entrare. E' stato, infine, stabilito di 'arrestare il processo di richiesta di restituzione del bonus bebe' di 1000 euro ai cittadini immigrati, sanando - ha detto il sottosegretario alla presidenza Enrico Letta - una vicenda innescata dal governo di centrodestra e particolarmente incresciosa'. Le famiglie coinvolte sarebbero circa duemila. Il ministro Paolo Ferrero ha anche annunciato che il governo sta studiando una nuova legge sulla cittadinanza per gli immigrati. Fin qui i fatti. Il resto e' tempesta di polemiche, secondo un gioco delle parti che, su un tema cosi' caldo come l'immigrazione, presenta schieramenti fortemente marcati. I piu' accaniti oppositori del provvedimento sono stati i leghisti. 'Prodi se ne andra' presto - ha commentato l'ex ministro Roberto Calderoli - ma gli immigrati resteranno, e la loro integrazione sara' impossibile'. E aggiunge: 'La sinistra innesca una bomba atomica sociale'. Incrociando i risentimenti calcistici con quelli etnici, Mario Borghezio ha accusato Prodi di voler 'zidanizzare l'Italia'. Altri esponenti del centrodestra (Maurizio Sacconi, Alfredo Mantovano) sono stati, semmai, seccati dalle modalita' del provvedimento, letto come 'una sanatoria' strisciante. Piu' nutrito e' stato invece il coro dei consensi, che ha compattato il centrosinistra, il sindacato e il mondo cattolico. Sia la Caritas sia la Fondazione Migrantes parlano di ««sensibilita'»» del governo, di 'nuova stagione' e di 'decisione inevitabile'. Molti nel centrosinistra (da Gabriella Mascia del Prc, al capogruppo del Pdci Pino Sgobio, a Leoluca Orlando dell'Idv, fino a Cristina De Luca della Margherita) auspicano che questo intervento preluda 'ad un superamento della Bossi-Fini'. Altri, infine, come Mauro Fabris dell'Udeur, rilevano come questa scelta 'risponda ad una richiesta di migliaia di famiglie e di aziende' che si trovavano nella stretta necessita' di un aiuto. Dello stesso tenore le associazioni agricole - da Coldiretti a Cia a Confagricoltura - che hanno sottolineato come la manodopera straniera sia fondamentale per il comparto. Quanto al 'bonus bebe" che il precedente governo aveva dato e poi richiesto ai cittadini immigrati, il ministro Rosi Bindi ha detto che la 'scelta fatta oggi dal governo serve a ripristinare un po' di equita', e il prossimo passo sara' la riforma della Bossi-Fini per semplificare i ricongiungimenti familiari'. Calderoli non e' dello stesso avviso: 'E' il primo condono del governo Prodi. Per gli italiani c'e' la stangata mentre gli immigrati si tengono il maltolto'. È una bella notizia per circa 3 mila famiglie di immigrati: non dovranno piu' restituire allo Stato l'assegno incassato per la nascita del figlio. Sarebbero circa 3 mila i nuclei familiari che si trovano in questa condizione e a favore dei quali il Consiglio dei ministri ha deciso di bloccare la restituzione della cifra, cosi' come invece aveva richiesto l'ex ministro Tremonti. L'ex ministro Roberto Maroni parla di 'mini amnistia per i cittadini extra comunitari, che hanno indebitamente incassato il bonus bebe' di mille euro pagato dai contribuenti italiani'. 'Dovresti vergognarti. Il tuo governo ha fatto una cosa indegna' gli replica il ministro della solidarieta' sociale Paolo Ferrero: 'Cio' che noi abbiamo fatto - ha detto il ministro - e' una sorta di riduzione del danno. Abbiamo semplicemente evitato che la Guardia di Finanza vada nelle case degli immigrati, come fossero delinquenti, per chiedere il rimborso del dell'assegno bebe". Tutta la vicenda e' nata su un equivoco originato da una lettera a firma dell'ex premier Silvio Berlusconi (e quindi del tutto credibile) inviata a casa del nascituro. Ai genitori e' bastato presentarsi all'ufficio postale con la lettera e l'autocertificazione per incassare il bonus. Ma la Finanziaria prevedeva l'assegno solo per i cittadini italiani. Cosi' a questi neogenitori il ministro dell'economia Tremonti ha chiesto il rimborso del bonus. Sono gia' partite numerose denunce ma oggi la vicenda si e' chiusa positivamente. Per la Caritas si e' trattato di un 'atto di buon senso. La restituzione del bonus era inopportuna'. Soddisfatti per la decisione del governo anche il leader della Cisl Raffaele Bonanni e quello della Cgil Guglielmo Epifani".
(Il Velino)
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →