Italia. Governo al Tar chiede rinvio ricorso sui flussi
La prima sezione del Tar del Lazio, presieduta da Antonio Savo Amadio, ha deciso di rimandare di 14 giorni la discussione sul ricorso contro il decreto flussi presentato da alcune associazioni. Il rinvio, rendono noto le associazioni, e' stato sollecitato dal governo, che in un documento ha confermato di aver gia' avviato l'esame di un eventuale provvedimento di ampliamento delle quote.
Il ricorso presentato chiedeva di sospendere, per iniquita', il limite massimo dei contratti imposti per l'anno 2006 dal Decreto Flussi per il lavoro domestico e di assistenza alle persone, una volta accertati i regolari termini di legge per la richiesta del lavoratore.
Nel documento depositato, la Presidenza del Consiglio dei ministri -rende noto una delle associazioni ricorrenti, Holding Famiglia, presieduta dalla deputata Federica Rossi Gasparrini- informa l'Avvocatura dello Stato che 'le problematiche relative alle quote di ingresso dei lavoratori extracomunitari in Italia per l'anno 2006' hanno costituito 'oggetto di una riunione in data 5 giugno 2006 allo scopo di avviare l'esame degli aspetti connessi a un eventuale provvedimento di ampliamento delle predette quote'. Questa comunicazione ha determinato il rinvio della decisione del Tar al 21 giugno prossimo.
'E' un'accelerazione dei tempi che spingeranno il Consiglio dei Ministri a fornire risposte chiare per tutti coloro che hanno presentato domanda, e a sanare le evidenti disparita' generate dai meccanismi che dovevano garantire invece pari condizioni uguali per tutti nella formulazione della graduatoria definita per i Flussi del 2006' afferma Gasparrini. 'La fotografia che abbiamo rilevato di quanto accaduto - aggiunge - dal bagarinaggio per il reperimento dei moduli, alle file interminabili per battere tutti sul tempo, puo' definirsi assurda per uno stato democratico e ci ha spinto ad andare avanti ad oltranza nella nostra battaglia democratica, di cui il ricorso di stamattina al Tar e' solo uno dei passi'. 'Ci aspettiamo ora una revisione della normativa del decreto che lo trasformi in uno strumento regolamentare che esprima una corretta politica di immigrazione, anche a livello comunitario'.
Il ricorso presentato chiedeva di sospendere, per iniquita', il limite massimo dei contratti imposti per l'anno 2006 dal Decreto Flussi per il lavoro domestico e di assistenza alle persone, una volta accertati i regolari termini di legge per la richiesta del lavoratore.
Nel documento depositato, la Presidenza del Consiglio dei ministri -rende noto una delle associazioni ricorrenti, Holding Famiglia, presieduta dalla deputata Federica Rossi Gasparrini- informa l'Avvocatura dello Stato che 'le problematiche relative alle quote di ingresso dei lavoratori extracomunitari in Italia per l'anno 2006' hanno costituito 'oggetto di una riunione in data 5 giugno 2006 allo scopo di avviare l'esame degli aspetti connessi a un eventuale provvedimento di ampliamento delle predette quote'. Questa comunicazione ha determinato il rinvio della decisione del Tar al 21 giugno prossimo.
'E' un'accelerazione dei tempi che spingeranno il Consiglio dei Ministri a fornire risposte chiare per tutti coloro che hanno presentato domanda, e a sanare le evidenti disparita' generate dai meccanismi che dovevano garantire invece pari condizioni uguali per tutti nella formulazione della graduatoria definita per i Flussi del 2006' afferma Gasparrini. 'La fotografia che abbiamo rilevato di quanto accaduto - aggiunge - dal bagarinaggio per il reperimento dei moduli, alle file interminabili per battere tutti sul tempo, puo' definirsi assurda per uno stato democratico e ci ha spinto ad andare avanti ad oltranza nella nostra battaglia democratica, di cui il ricorso di stamattina al Tar e' solo uno dei passi'. 'Ci aspettiamo ora una revisione della normativa del decreto che lo trasformi in uno strumento regolamentare che esprima una corretta politica di immigrazione, anche a livello comunitario'.
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