Italia. Governo autorizza 350mila ingressi di lavoratori extracomunitari
Il consiglio dei ministri ha deciso di "riaprire la quota di ingressi per 350mila lavoratori extracomunitari a decorrere dalla data di oggi". Lo ha annunciato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi.
Letta ha spiegato inoltre che il governo "ha contestualmente tolto la discriminante agli ingressi di lavoratori provenienti dai paesi neoentrati nell'Unione europea, liberalizzando il mercato del lavoro per questi lavoratori".
"Vorrei esprimere la mia personale soddisfazione per la decisione di rimuovere il contingentamento degli ingressi di cittadini europei di otto dei dieci paesi nuovi entrati nell'Ue". Lo ha detto a Palazzo Chigi il ministro dell'Interno Giuliano Amato, nel corso della conferenza stampa di chiusura del Consiglio dei ministri.
"Ricordo bene - ha sottolineato Amato - il precedente governo, che attraverso due successivi ministri degli esteri promise solennemente in capitali straniere che l'Italia non si sarebbe avvalsa della clausola del 'freezing' e fu una sorpresa amara e sconcertante in quei paesi la violazione dell'impegno preso. Noi restauriamo in qualche modo la posizione che l'Italia aveva inizialmente preso. Finalmente si può essere italiani in Polonia e polacchi in Italia, tutti pienamente cittadini europei".
Sul tema dell'immigrazione, Amato ha spiegato che "il decreto flussi interviene in applicazione rigorosa della legge Bossi-Fini, che prevede un iniziale decreto flussi e prevede l'opportunità di adottarne altri". La scelta del governo, ha spiegato ancora il titolare del Viminale, "sono arrivate 517mila domande tutte uguali che riflettono una esigenza di lavoro manifestata da imprenditori e da famiglie italiane, con contratti di soggiorno e indicazioni di alloggio in Italia".
"Come ha detto Ferrero il provvedimento avviene in puntuale applicazione della legge esistente, ma i problemi che ha suscitato dimostrano che la legge esistente va cambiata. Io lo capii - ha aggiunto il ministro - vedendo le file davanti alle poste, mi sarei aspettato di vedere imprenditori e famiglie italiane in attesa di filippine da far arrivare da Manila. E' un modo irrealistico e ipocrita di fingere di fare entrare persone dall'estero mentre è una legge di regolarizzazione" per immigrati già presenti in Italia, ha concluso Amato.
Modificare la Bossi-Fini per rendere piu' agevoli i ricongiungimenti familiari. E' una delle misure per l'immigrazione nell'agenda del governo: lo dice il ministro della Famiglia, Rosy Bindi.
"Non dobbiamo temere questo fenomeno- spiega il ministro parlando d'immigrazione- ma anzi incoraggiarlo e governarlo con una politica di piu' efficace integrazione". Per gli immigrati "la famiglia e' infatti un fattore di stabilizzazione che aiuta la condivisione dei diritti e dei doveri di chi vuole entrare nel nostro paese". Per questo, conclude, "il prossimo passo sara' la modifica della legge Bossi-Fini per rendere piu' semplice i ricongiungimenti familiari".
Letta ha spiegato inoltre che il governo "ha contestualmente tolto la discriminante agli ingressi di lavoratori provenienti dai paesi neoentrati nell'Unione europea, liberalizzando il mercato del lavoro per questi lavoratori".
"Vorrei esprimere la mia personale soddisfazione per la decisione di rimuovere il contingentamento degli ingressi di cittadini europei di otto dei dieci paesi nuovi entrati nell'Ue". Lo ha detto a Palazzo Chigi il ministro dell'Interno Giuliano Amato, nel corso della conferenza stampa di chiusura del Consiglio dei ministri.
"Ricordo bene - ha sottolineato Amato - il precedente governo, che attraverso due successivi ministri degli esteri promise solennemente in capitali straniere che l'Italia non si sarebbe avvalsa della clausola del 'freezing' e fu una sorpresa amara e sconcertante in quei paesi la violazione dell'impegno preso. Noi restauriamo in qualche modo la posizione che l'Italia aveva inizialmente preso. Finalmente si può essere italiani in Polonia e polacchi in Italia, tutti pienamente cittadini europei".
Sul tema dell'immigrazione, Amato ha spiegato che "il decreto flussi interviene in applicazione rigorosa della legge Bossi-Fini, che prevede un iniziale decreto flussi e prevede l'opportunità di adottarne altri". La scelta del governo, ha spiegato ancora il titolare del Viminale, "sono arrivate 517mila domande tutte uguali che riflettono una esigenza di lavoro manifestata da imprenditori e da famiglie italiane, con contratti di soggiorno e indicazioni di alloggio in Italia".
"Come ha detto Ferrero il provvedimento avviene in puntuale applicazione della legge esistente, ma i problemi che ha suscitato dimostrano che la legge esistente va cambiata. Io lo capii - ha aggiunto il ministro - vedendo le file davanti alle poste, mi sarei aspettato di vedere imprenditori e famiglie italiane in attesa di filippine da far arrivare da Manila. E' un modo irrealistico e ipocrita di fingere di fare entrare persone dall'estero mentre è una legge di regolarizzazione" per immigrati già presenti in Italia, ha concluso Amato.
Modificare la Bossi-Fini per rendere piu' agevoli i ricongiungimenti familiari. E' una delle misure per l'immigrazione nell'agenda del governo: lo dice il ministro della Famiglia, Rosy Bindi.
"Non dobbiamo temere questo fenomeno- spiega il ministro parlando d'immigrazione- ma anzi incoraggiarlo e governarlo con una politica di piu' efficace integrazione". Per gli immigrati "la famiglia e' infatti un fattore di stabilizzazione che aiuta la condivisione dei diritti e dei doveri di chi vuole entrare nel nostro paese". Per questo, conclude, "il prossimo passo sara' la modifica della legge Bossi-Fini per rendere piu' semplice i ricongiungimenti familiari".
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