Italia. Grasso: adeguarsi al mutamento delle tattiche degli schiavisti
"Abbiamo visto che l'organizzazione criminale che si occupa di tratta degli esseri umani ha gia' cambiato piu' volte strategia ed e' capace di neutralizzare l'azione di contrasto degli Stati. La riunione col ministro dell'Interno Amato e' stata utilissima perche' ha fatto il punto su una situazione ad alto rischio che richiede un momento di riflessione e di ricerca di perfezionamento delle varie attivita' repressive". Lo ha dichiarato, in un'intervista a 'La Stampa', il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso.
"I nuovi schiavisti - ha aggiunto Grasso - mutano tattiche e la macchina repressiva deve adeguarsi. Gli investigatori della provincia 'calda' di Agrigento, polizia e carabinieri, ci dicono che la frequenza con cui arrivano i barconi e' aumentata perche' e' stata abbandonata la politica della nave grande a favore delle imbarcazioni piccole con meno passeggeri ma piu' frequenti. E piu' naufragi perche' vengono sempre meno le garanzie di sicurezza".
"Bisognera' - ha spiegato Grasso - cambiare la norma che consente l'arresto di chi non ha ottemperato al decreto di espulsione. Attualmente puo' essere evitato se chi viene sorpreso puo' addurre un giustificato motivo. Basta dimostrare che si e' senza soldi e senza passaporto per essere assolti. E poi c'e' il problema dei minori. Recentemente ne sono arrivati 430. I tribunali li assegnano alle case famiglia da dove spariscono quasi subito per andare da qualche parte gia' prestabilita, forse una centrale per lo sfruttamento del lavoro minorile. E li' che bisogna colpire, salvaguardando chi invece vuol rimanere per ottenere un lavoro legale".
ALTRI COMMENTI
"Ancora oggi, sempre 'Libero'. L'unico giornale che difende le donne musulmane dai loro genitori, mariti, coetanei, piccoli hezbollah di casa nostra. Il resto della stampa italiana e' in vacanza colpevole". A muovere l'accusa e' il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volonte'.
"Dove sono finite -incalza- le Latella, le Alberti, le Sotis, le Mafai, le Rodota', le Saraceno davanti all'attentato coranico alle donne, si sono dileguate. Le 'signore bene' della stampa italiana dormono al sole, si svegliano solo per irridere la Chiesa, il Papa e il matrimonio o esaltare la kill-pill. Consigliano alle nostre donne -prosegue il capogruppo Udc- di tradirci o di divorziare, ma nessuna che dica una parola a difesa delle donne islamiche schiavizzate in Italia".
"E i ministri donna di Prodi? -si chiede il parlamentare- Sono in 'vacanza mentale'. La sinistra comunista? Troppo innamorata di Hezbollah. I Capezzoni? Stanchi da morire. E le donne muoiono. Amato e Mastella hanno invece il dovere di agire, velocemente e duramente contro questa nuova schiavitu', questo nuovo diritto barbaro antifemminile presente in Italia. E' bene che Amato si svegli -conclude Volonte'- prima che muoia un'altra donna e vieti il 'doppio diritto' in Italia. Comunque -conclude- la Camera riaprira'".
"Le decisioni prese ieri nel vertice tra il ministro Amato e il procuratore Grasso costituiscono un segnale incoraggiante, ma da sole non bastano. Il problema della tratta degli extracomunitari va affrontato alla radice. L'Europa non puo' continuare a restare alla finestra". Lo ha detto l'eurodeputato e leader di Alleanza Siciliana, Nello Musumeci, secondo il quale "l'esodo degli extracomunitari, con i risvolti drammatici che presenta giorno per giorno, non e' e non puo' essere un problema italiano".
"L'emergenza immigrati e' il problema di tutti -ha sottolineato Musumeci, che e' l'unico siciliano a far parte dell'Assemblea euromediterranea per il problemi con l'Africa-, va affrontata con il coinvolgimento degli stati membri dell'Unione Europea, a cominciare dalla creazione di unita' interforze capaci di presenziare e presidiare il Mediterraneo per stroncare sul nascere i viaggi della speranza che poi diventano quelli della disperazione".
"Non bastano i pool investigativi, ma una moderna legge per il diritto d'asilo e dalla costituzione di un ministero ad hoc". Questa una possibile soluzione al problema clandestini per Mauro Bulgarelli (Verdi-Pdci). "Il fenomeno dell'immigrazione sta assumendo connotati sempre piu' drammatici e i nostri mari stanno diventando un vero e proprio cimitero - continua Bulgarelli - Per arginare questa strage non bastano i pool investigativi ma servirebbe predisporre interventi strutturali".
Il senatore non perde di vista l'obiettivo principale: "Perseguire gli scafisti e la grande malavita che si ingrassa a scapito dei migranti e' ovviamente giusto ma a mio avviso insufficiente, significa dimenticare i motivi di fondo dell'immigrazione. In un mondo sempre piu' devastato dalla guerra -continua Bulgarelli- i flussi sono inevitabilmente destinati ad aumentare e si porra' in maniera sempre piu' pressante il problema dell'accoglienza e dell'integrazione dei migranti. A tale proposito ricordo che il nostro paese e' ancora sprovvisto di un'adeguata normativa in grado di tutelare il diritto d'asilo. Occorre dunque varare al piu' presto una legge moderna -osserva il senatore verde-, che preveda l'asilo anche per le migliaia di persone costrette a fuggire dai propri territori in seguito ai disastri ambientali provocati dalle guerre, come in Iraq e in Libano. D'altra parte sarebbe auspicabile che si aprisse una discussione seria sull'opportunita' di costituire un ministero ad hoc, che si occupi dell'immigrazione a 360 gradi, che sia in grado di gestire non solo l'emergenza ma anche l'integrazione, la formazione e l'avviamento al lavoro dei migranti. In molti altri paesi sono state istituite da tempo strutture di questo tipo, nella consapevolezza che i flussi migratori non possono essere affrontati soltanto come un problema di ordine pubblico e la costituzione anche nel nostro paese di un ministero dell'immigrazione - conclude Bulgarelli - oltre a permettere di affrontare su un piano strutturale il fenomeno, consentirebbe anche una maggiore cooperazione a livello internazionale".
"Ipotizzare un inasprimento della Bossi-Fini avrebbe come unico risultato quello di aumentare i problemi invece di risolverli". Lo dichiara Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera.
"L'immigrazione - continua - piaccia o non piaccia e' un fenomeno inarrestabile del quale la politica si deve fare carico con politiche di integrazione sociale e culturale. Elevare muri reali o metaforici per arginarla non ha nessuna possibilita' di risolvere una questione cosi' complessa. Ridurre i migranti in Italia a delinquenti tout court non corrisponde alla realta', dato che molte delle nostre imprese, specialmente nel mitico e ricco Nord-est assumono immigrati, purtroppo a basso costo e spesso senza le normali tutele sindacali dei nostri lavoratori". "La verita' - conclude Sgobio - e' che questo e' un fenomeno che si puo' affrontare sul piano culturale e non con politiche repressive o poliziesche".
Due pool investigativi specializzati da insediare nelle procure di Palermo e Agrigento e l'affidamento alle Direzioni distrettuali antimafia delle indagini sull'immigrazione clandestina. Le proposte lanciate ieri dal governo per affrontare l'emergenza criminale legata agli sbarchi sono prontamente raccolte dal procuratore di Palermo Francesco Messineo. Il quale pero' ricorda che per partire occorre lo strumento legislativo ad hoc. "Allo stato attuale manca la normativa che ci autorizza ad occuparci dei reati semplici come quelli legati allo sfruttamento dell'immigrazione - ha detto Messineo al Velino -. Potremmo farlo solo nel caso in cui il reato avesse una qualche connessione con l'attivita' della criminalita' organizzata", la fattispecie di reato sulla quale si concentra l'attivita' investigativa della Dda palermitana. "Quando ne avremmo l'autorizzazione legislativa - ha proseguito Messineo -saremo pronti, nonostante le difficolta' di personale che gia' incontriamo per la gestione delle indagini antimafia. Il nostro impegno sara' comunque alto".
"I nuovi schiavisti - ha aggiunto Grasso - mutano tattiche e la macchina repressiva deve adeguarsi. Gli investigatori della provincia 'calda' di Agrigento, polizia e carabinieri, ci dicono che la frequenza con cui arrivano i barconi e' aumentata perche' e' stata abbandonata la politica della nave grande a favore delle imbarcazioni piccole con meno passeggeri ma piu' frequenti. E piu' naufragi perche' vengono sempre meno le garanzie di sicurezza".
"Bisognera' - ha spiegato Grasso - cambiare la norma che consente l'arresto di chi non ha ottemperato al decreto di espulsione. Attualmente puo' essere evitato se chi viene sorpreso puo' addurre un giustificato motivo. Basta dimostrare che si e' senza soldi e senza passaporto per essere assolti. E poi c'e' il problema dei minori. Recentemente ne sono arrivati 430. I tribunali li assegnano alle case famiglia da dove spariscono quasi subito per andare da qualche parte gia' prestabilita, forse una centrale per lo sfruttamento del lavoro minorile. E li' che bisogna colpire, salvaguardando chi invece vuol rimanere per ottenere un lavoro legale".
ALTRI COMMENTI
"Ancora oggi, sempre 'Libero'. L'unico giornale che difende le donne musulmane dai loro genitori, mariti, coetanei, piccoli hezbollah di casa nostra. Il resto della stampa italiana e' in vacanza colpevole". A muovere l'accusa e' il capogruppo dell'Udc alla Camera Luca Volonte'.
"Dove sono finite -incalza- le Latella, le Alberti, le Sotis, le Mafai, le Rodota', le Saraceno davanti all'attentato coranico alle donne, si sono dileguate. Le 'signore bene' della stampa italiana dormono al sole, si svegliano solo per irridere la Chiesa, il Papa e il matrimonio o esaltare la kill-pill. Consigliano alle nostre donne -prosegue il capogruppo Udc- di tradirci o di divorziare, ma nessuna che dica una parola a difesa delle donne islamiche schiavizzate in Italia".
"E i ministri donna di Prodi? -si chiede il parlamentare- Sono in 'vacanza mentale'. La sinistra comunista? Troppo innamorata di Hezbollah. I Capezzoni? Stanchi da morire. E le donne muoiono. Amato e Mastella hanno invece il dovere di agire, velocemente e duramente contro questa nuova schiavitu', questo nuovo diritto barbaro antifemminile presente in Italia. E' bene che Amato si svegli -conclude Volonte'- prima che muoia un'altra donna e vieti il 'doppio diritto' in Italia. Comunque -conclude- la Camera riaprira'".
"Le decisioni prese ieri nel vertice tra il ministro Amato e il procuratore Grasso costituiscono un segnale incoraggiante, ma da sole non bastano. Il problema della tratta degli extracomunitari va affrontato alla radice. L'Europa non puo' continuare a restare alla finestra". Lo ha detto l'eurodeputato e leader di Alleanza Siciliana, Nello Musumeci, secondo il quale "l'esodo degli extracomunitari, con i risvolti drammatici che presenta giorno per giorno, non e' e non puo' essere un problema italiano".
"L'emergenza immigrati e' il problema di tutti -ha sottolineato Musumeci, che e' l'unico siciliano a far parte dell'Assemblea euromediterranea per il problemi con l'Africa-, va affrontata con il coinvolgimento degli stati membri dell'Unione Europea, a cominciare dalla creazione di unita' interforze capaci di presenziare e presidiare il Mediterraneo per stroncare sul nascere i viaggi della speranza che poi diventano quelli della disperazione".
"Non bastano i pool investigativi, ma una moderna legge per il diritto d'asilo e dalla costituzione di un ministero ad hoc". Questa una possibile soluzione al problema clandestini per Mauro Bulgarelli (Verdi-Pdci). "Il fenomeno dell'immigrazione sta assumendo connotati sempre piu' drammatici e i nostri mari stanno diventando un vero e proprio cimitero - continua Bulgarelli - Per arginare questa strage non bastano i pool investigativi ma servirebbe predisporre interventi strutturali".
Il senatore non perde di vista l'obiettivo principale: "Perseguire gli scafisti e la grande malavita che si ingrassa a scapito dei migranti e' ovviamente giusto ma a mio avviso insufficiente, significa dimenticare i motivi di fondo dell'immigrazione. In un mondo sempre piu' devastato dalla guerra -continua Bulgarelli- i flussi sono inevitabilmente destinati ad aumentare e si porra' in maniera sempre piu' pressante il problema dell'accoglienza e dell'integrazione dei migranti. A tale proposito ricordo che il nostro paese e' ancora sprovvisto di un'adeguata normativa in grado di tutelare il diritto d'asilo. Occorre dunque varare al piu' presto una legge moderna -osserva il senatore verde-, che preveda l'asilo anche per le migliaia di persone costrette a fuggire dai propri territori in seguito ai disastri ambientali provocati dalle guerre, come in Iraq e in Libano. D'altra parte sarebbe auspicabile che si aprisse una discussione seria sull'opportunita' di costituire un ministero ad hoc, che si occupi dell'immigrazione a 360 gradi, che sia in grado di gestire non solo l'emergenza ma anche l'integrazione, la formazione e l'avviamento al lavoro dei migranti. In molti altri paesi sono state istituite da tempo strutture di questo tipo, nella consapevolezza che i flussi migratori non possono essere affrontati soltanto come un problema di ordine pubblico e la costituzione anche nel nostro paese di un ministero dell'immigrazione - conclude Bulgarelli - oltre a permettere di affrontare su un piano strutturale il fenomeno, consentirebbe anche una maggiore cooperazione a livello internazionale".
"Ipotizzare un inasprimento della Bossi-Fini avrebbe come unico risultato quello di aumentare i problemi invece di risolverli". Lo dichiara Pino Sgobio, capogruppo dei Comunisti Italiani alla Camera.
"L'immigrazione - continua - piaccia o non piaccia e' un fenomeno inarrestabile del quale la politica si deve fare carico con politiche di integrazione sociale e culturale. Elevare muri reali o metaforici per arginarla non ha nessuna possibilita' di risolvere una questione cosi' complessa. Ridurre i migranti in Italia a delinquenti tout court non corrisponde alla realta', dato che molte delle nostre imprese, specialmente nel mitico e ricco Nord-est assumono immigrati, purtroppo a basso costo e spesso senza le normali tutele sindacali dei nostri lavoratori". "La verita' - conclude Sgobio - e' che questo e' un fenomeno che si puo' affrontare sul piano culturale e non con politiche repressive o poliziesche".
Due pool investigativi specializzati da insediare nelle procure di Palermo e Agrigento e l'affidamento alle Direzioni distrettuali antimafia delle indagini sull'immigrazione clandestina. Le proposte lanciate ieri dal governo per affrontare l'emergenza criminale legata agli sbarchi sono prontamente raccolte dal procuratore di Palermo Francesco Messineo. Il quale pero' ricorda che per partire occorre lo strumento legislativo ad hoc. "Allo stato attuale manca la normativa che ci autorizza ad occuparci dei reati semplici come quelli legati allo sfruttamento dell'immigrazione - ha detto Messineo al Velino -. Potremmo farlo solo nel caso in cui il reato avesse una qualche connessione con l'attivita' della criminalita' organizzata", la fattispecie di reato sulla quale si concentra l'attivita' investigativa della Dda palermitana. "Quando ne avremmo l'autorizzazione legislativa - ha proseguito Messineo -saremo pronti, nonostante le difficolta' di personale che gia' incontriamo per la gestione delle indagini antimafia. Il nostro impegno sara' comunque alto".
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